

Rilanciare la raccolta differenziata, sfruttare al meglio gli impianti esistenti e realizzarne di nuovi; migliorare le tecnologie utilizzate
Rilanciare la raccolta differenziata, ponendo come obiettivo minimo il 35%; sfruttare al meglio gli impianti esistenti; migliorare le tecnologie utilizzate; realizzare due impianti di chiusura ciclo e cinque-sei impianti di selezione. Questi i capisaldi della relazione illustrata nei giorni scorsi, durante la conferenza programmatica sull’emergenza rifiuti, alle istituzioni regionali e alle parti sociali dal presidente della Regione e commissario straordinario, Piero Marrazzo. Tre le direttrici che la raccolta differenziata dovrà seguire: recupero, riciclaggio e reimpiego.
“Sfrutteremo al meglio – ha detto sempre il presidente – i due termovalorizzatori di Colleferro e San Vittore, visto che ad oggi il 60% del cdr che smaltiscono proviene da altre regioni e solo il 40% dal Lazio. E’ un lusso che non possiamo permetterci, per questo è nostra intenzione fare in modo che i due impianti brucino solo cdr di provenienza laziale". Marrazzo, dopo aver ricordato le cifre (attuale 5% di raccolta differenziata nella regione e tre milioni 147 mila tonnellate annue di produzione rifiuti) e illustrato alcune tecnologie presenti sul mercato, ha spiegato che la conferenza programmatica rappresenta "una grande operazione di ascolto e confronto".
"Nessuno – ha proseguito il presidente della Giunta – deve sedersi ad un tavolo con idee preconcette e ricette già scritte. Sono convinto che con questo metodo e con la partecipazione sarà possibile elaborare ed attuare un piano di gestione del ciclo dei rifiuti partecipato e largamente condiviso". Tre le date già fissate in cui si discuterà dell’ emergenza rifiuti: 2 e 23 ottobre e 7 novembre. Agli incontri parteciperanno i direttori regionali delle aree interessate ed i dirigenti delle province e dei comuni. Sono previsti: un tavolo istituzionale con la partecipazione dei presidenti delle Province, dei sindaci dei Comuni capoluogo e dei rappresentati dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e delle Comunità montane; un tavolo tecnico composto da dirigenti e tecnici degli assessorati coinvolti; infine quattro tavoli tematici (ambiente e salute, prevenzione e raccolta differenziata, autosufficienza territoriale ed efficienza economica, innovazione tecnologica) riservati agli imprenditori, ai sindacati e alle associazioni ambientaliste.
Entro il mese di novembre il commissario predisporrà il documento pianificatorio che sarà illustrato in un’apposita riunione dell’assemblea plenaria.
”Entro il 30 novembre – ha dichiarato Marrazzo – saremo fuori dall’emergenza rifiuti, per la quale io sono il commissario di governo. Puntiamo all’autosufficienza regionale. Attualmente i rifiuti del Lazio sono 3 milioni e 100 mila tonnellate ogni anno, mentre per il 2010 è previsto che si arrivi a 3 milioni e 500 mila tonnellate di rifiuti”.
Tante le tante voci che si sono alzate a favore del Piano Marrazzo. Tra queste anche quella di Giuseppe Labarile, Presidente di Confservizi Lazio, che – intervenuto alla Conferenza Programmatica – ha voluto commentare così i lavori della giornata e la linea adottata dal Presidente della Regione Lazio.
“Condividiamo pienamente il programma proposto dal governo regionale e approviamo le linee-guida presenti nel piano di interventi di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti appena illustrate da Marrazzo”.
“Siamo favorevoli – ha proseguito Labarile – alla chiusura del ciclo dei rifiuti anche con l’utilizzo dei termovalorizzatori, purché ci si serva di tecnologie sperimentate e affidabili e, pertanto, in grado di garantire la sicurezza della salute dei cittadini. In tale contesto è ipotizzabile l’istituzione di una Commissione tecnico-scientifica di garanzia, che sia in grado di valutare, di volta in volta, l’impatto e la qualità delle tecnologie proposte”.
“Quanto alla gestione degli impianti – ha detto ancora il Presidente di Confservizi Lazio – occorrerebbe privilegiare le forme di presenza pubblica, per garantire anche in questo modo una tutela al massimo livello dei profili di impatto ambientale e sanitario. Di particolare rilievo a tale proposito è la capacità di controllo sull’intero territorio regionale degli standard qualitativi dei combustibili utilizzati: deve essere data la piena garanzia di utilizzare combustibile pulito, non inquinante e non dannoso per la salute”.
“Infine occorre rilanciare la raccolta differenziata, soprattutto su alcuni versanti, come quello da frazione umida e da sfalci e potature, che possono anche creare sinergie importanti con le imprese agricole della regione per lo sviluppo dell’agricoltura biologica di qualità”.
La conferenza programmatica, stando a quanto detto da Marrazzo alla fine del suo intervento non esaurirà il suo ruolo alla fine di novembre “perché sarà riconvocata la prossima primavera per costruire insieme il percorso di elaborazione entro il prossimo anno del nuovo piano regionale dei rifiuti".
Insomma sentiremo parlare ancora a lungo di organizzare con decisione ed efficacia la raccolta differenziata, chiudere il ciclo dei rifiuti, costituire un polo energetico regionale, industrializzare i servizi ambientali nel Lazio in un quadro di regolazione e di controllo istituzionale.
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