Al via la regolarizzazione nelle case popolari

Approvata dal Consiglio Regionale del Lazio il 5 luglio, la legge che stabilisce le "Misure urgenti per l'edilizia residenziale pubblica" La legge introduce alcune sostanziali modifiche alla precedente normativa in materia
F. G. - 20 Luglio 2007

E’ stata approvata dal Consiglio Regionale del Lazio il 5 luglio, la legge che stabilisce le "Misure urgenti per l’edilizia residenziale pubblica".

La legge introduce alcune sostanziali modifiche alla precedente normativa in materia, tra cui:

1) il reddito di accesso con cui si accede a un alloggio di edilizia residenziale pubblica è stato fissato in 18.000 euro convenzionali, pari a 30.000 euro di imponibile Irpef che possono essere aumentati fino a 6000 euro in relazione al numero di componenti familiari. Rientreranno nella possibilità di accedere a tali alloggi anche giovani coppie da 1000 euro al mese che lavorano tutti e due".

2) "Il reddito di decadenza è stabilito al 40 per cento di incremento rispetto al reddito di accesso. A chi supera il reddito di decadenza, gli si propone un canone concordato (per non mettere in mezzo a una strada anche una famiglia così.) Sono state introdotte poi norme più rigorose per Comuni e Ater per evitare il fenomeno delle occupazioni.

La legge è stata approvata con 32 voti favorevoli e 13 astenuti, nessun contrario. Nel corso delle dichiarazioni di voto, gli esponenti del centrosinistra hanno motivato le ragioni che hanno indotto il Consiglio a introdurre le modifiche alla legge precedente, mentre l’opposizione ha fatto rilevare quelle che a suo giudizio sono alcune incongruenze.

Già con la finanziaria 2006 abbiamo introdotto modifiche alle norme di legge dell’edilizia residenziale pubblica, basate su due concetti: ripristinare i criteri di legittimità degli assegnatari e chiarezza sui canoni. Sono stati rimessi a punto le regole e contemporaneamente fatte due norme importanti: una per regolarizzare le posizioni di chi occupa un alloggio senza assegnazione fino al 30 settembre 2006 e l’altra per rilanciare i piani di vendita di una parte delle case allo scopo di reperire denaro fresco da utilizzare per l’ammortamento del debito ereditato dalle Ater al momento della loro costituzione.
Altra parte delle risorse finanziarie può essere reinvestita per spese di manutenzione ordinaria e straordinaria’.

In sostanza è stato avviato un processo di ripristino della legalità nella gestione del patrimonio delle Ater di Roma e del Lazio, in attesa di una riforma organica del settore a cui si sta lavorando e che è nell’agenda della Giunta e della maggioranza che governa la Regione Lazio"


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