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Alemanno: “perché la mia candidatura a Sindaco di Roma”

Aperta il 6 febbraio la campagna elettorale di Alleanza Nazionale nel VI municipio

La campagna elettorale di Alleanza Nazionale nel VI municipio si è aperta il 6 febbraio presso l’Auditorium San Domenico di Via Casilina 235 con la presenza del candidato Sindaco Gianni Alemanno.

Gli interventi dei consiglieri Francesco Corsi, capogruppo di AN, Laura Marsilio e Flavia Siviero (assente per motivi di salute Bruno Sangermano) hanno sottolineato le promesse non mantenute e i problemi ancora non risolti, dopo quasi 15 anni di governo del Centro Sinistra al Comune  e al Municipio, tra cui la viabilità, i P.u.p (piano urbano parcheggi), il problema della pulizia dove, da uno studio dell’Agenzia di controllo della Qualità dei Servizi Pubblici, risulta essere il più trascurato dell’AMA ed il più sporco della città.

Il ministro Alemanno, nel suo appassionato ed applauditissimo intervento, ha ricordato che nella zona del VI Municipio il Gruppo consiliare AN, ha vinto una lunga battaglia: quella del Poliziotto di Quartiere, che ormai è visibile nelle strade principali – via Collatina, via Prenestina, via Casilina, via Roberto Malatesta, via Tor Pignattara .

Alemanno ha poi spiegato le motivazioni politiche della sua candidatura a Sindaco di Roma e l’importanza di Roma per la destra. “La nostra capitale – ha detto Alemanno – ha sempre avuto, non a caso, un’importanza straordinaria per la destra politica: dai tempi di Almirante alla sfida di Fini contro Rutelli nel ’93, che segnò la nascita politica di Alleanza nazionale, fino all’elezione di Storace alla Regione Lazio, le sorti della nostra comunità politica sono fortemente condizionate dai risultati capitolini. Quindi, una fetta importante del destino di An e del bipolarismo si gioca a Roma, partita centrale e vitale anche per il futuro del nostro sistema politico”.

“Roma è ancora oggi una ’capitale malata’ – ha continuato – un problema e non una risorsa per la nostra Italia. La sinistra, che governa Roma da 13 anni, ma che ha avuto altre e significative esperienze amministrative col sindaco Argan e con il sindaco Vetere, non è riuscita mai a dare una risposta profonda e strategica agli enormi problemi che abbiamo ereditato da questa storia tormentata. Roma, al contrario, può essere veramente una risorsa per la nostra comunità nazionale e non una città che aspetta l’ossigeno dei fondi per ’Roma capitale’ per concludere qualcosa, e che oggi è di nuovo minacciata dalla pervasiva concorrenza di Milano.”

“Candidarsi a governare Roma – ha concluso – non significa chiudersi in una logica municipalistica né abbandonare la politica nazionale, ma cercare di sciogliere uno dei grandi nodi che in tutti questi anni hanno gravato sulla nostra storia patria e che devono trovare una risposta se non vogliamo che l’Italia, sotto coperture ideologiche diverse e sotto interessi sempre più famelici, si disgreghi come comunità nazionale.”

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