Alemanno propone una tassa sui Cortei

Marroni(PD): "la libertà di manifestare è garantita dalla Costituzione"

Ecco spuntare all’indomani di Ferragosto una nuova tassa, proposta dal Sindaco Alemanno nel corso dei festeggiamenti a Cortina InConTra: "Metteremo una tassa per i cortei – dichiara il primo cittadino – devono pagare qualche cosa, no? Non è che possiamo pagare solo noi".  Alemanno sottolinea così come nella capitale ci siano state 525 manifestazioni nazionali in sei mesi nel 2010.

Furioso il PD che, attraverso il suo capogruppo in Campidoglio Umberto Marroni, dichiara: "Vorrei ricordare al sindaco Alemanno che la libertà di manifestare è garantita dalla Costituzione e dalla successive normative e quindi dalla fiscalità generale e che più di un anno fa è stato firmato un protocollo prefettizio dalle sigle sindacali e dai rappresentanti dei partiti per la disciplina delle manifestazioni al fine di ridurre i disagi per la capitale".

Immediata la replica di Alemanno  alle critiche del PD."Chi si agita contro la nostra proposta – afferma – non conosce le cifre dei costi vivi che il Comune di Roma deve sopportare per ogni grande manifestazione". .
"Per un corteo di 10mila persone – spiega Alemanno – il costo che ricade sul Comune è di 7mila euro per gli straordinari della Polizia municipale, 5mila euro per le pulizie dell’Ama, 5mila euro per i servizi sanitari, mille euro per transenne e attrezzature varie, per un totale di 18mila euro. Per un corteo di 30mila persone, il costo è di 15mila euro per i vigili urbani, 10mila euro per l’ama, 8mila euro per servizi sanitari, 5mila euro per la Protezione civile e 3mila euro per le transenne, per un totale di 41mila euro. Per una grande manifestazione di 100mila persone il costo è di 35mila euro per la Polizia municipale, 30mila euro per l’Ama, 15mila euro per i servizi sanitari, 15mila per la Protezione civile, 5 mila euro per le transenne, per un totale di 100mila euro. Per le manifestazioni più imponenti arriviamo a 40mila euro per i vigili urbani, 65mila euro per l’Ama, 50mila euro per i servizi sanitari, 50mila euro per la Protezione civile, 10mila euro per le transenne, arrivando fino a 215mila euro di totale".

"Tutti questi costi, salvo l’Ama che da qualche tempo riesce faticosamente a farsi pagare dagli organizzatori i propri costi – ma in molti casi questi pagamenti devono essere ancora saldati – ricadono sulle casse del Comune di Roma, quindi su tutti i cittadini romani. Chiedere un contributo per queste spese non solo è doveroso ma vista la situazione delle finanze comunali che abbiamo ereditato dalle precedenti gestioni, è diventato veramente necessario".

"Le agenzie di stampa hanno semplificato parlando di una tassa per i cortei ma in realtà è solo un contributo che deve essere chiesto per pagare tutti i servizi che vengono resi dal Comune agli organizzatori delle grandi manifestazioni. Se si tratta di cortei giovanili, studenteschi o di disoccupati, siamo d’accordo che questi costi ricadano sulle casse pubbliche ma in tutti gli altri casi, quando ci sono organizzatori che spesso spendono cifre enormi per predisporre i pullman per l’afflusso dei manifestanti, non può essere uno scandalo chiedere questo sforzo economico. Ovviamente non abbiamo nulla in contrario all’idea che sia lo Stato a farsi carico di questi costi, e per verificare questa disponibilità manderemo un’esplicita richiesta in questo senso alla Prefettura e al Ministero degli Interni. Ma se gli organi statali non ritenessero di dovere intervenire, è inevitabile che il Comune di Roma provveda con un’ordinanza che stabilisca forme di risarcimento economico, oppure in alternativa delle precise modalità affinché questi servizi vengano forniti direttamente dagli organizzatori attraverso volontariato o privati".

"Nessuno vuole limitare il diritto di manifestare delle forze politiche e sociali – conclude il Sindaco – ma sia sul versante del regolamento del traffico sia sul versante dei costi dei servizi non possono essere i cittadini romani a fare le spese di questo diritto. Chi manifesta deve pensare che il peso della propria protesta ricada sui Ministeri e sui palazzi del potere, non sulle spalle di tutte le persone che vivono e lavorano quotidianamente nella nostra città".

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