

Per la prima volta, le più belle canzoni di Mina cantate da un uomo
Spettacolo musicale al Teatro Stanze Segrete. Le più belle canzoni della divina Mina, a una voce sola, narrato, recitato e cantato – per la prima volta – da un uomo: Alessandro Fontana. “Mi sei scoppiata dentro al cuore. Mina: le canzoni, un’epoca, una storia”. Questo il titolo dello spettacolo in scena dal 14 ottobre al 9 novembre. Un excursus musicale e non solo, attraverso gli anni – dal 1960 al 1978 – che hanno cambiato la nostra società. Anni di grandi attese e speranze. Anni intensi, sconvolgenti.
Gli anni del massimo successo della cantante di Busto Arsizio, nei quali conquista tutti con le sue gonne corte, il suo particolare trucco, con la sua grande personalità. Ma soprattutto con la sua voce. Alessandro Fontana ci farà rivivere quell’epoca con il suo charme, la sua emotività e la sua professionalità. Ascolteremo memorabili canzoni come: Amor mio, Vorrei che fosse amore, La banda, Città vuota, Se telefonando. E poi Ancora ancora ancora, e Stasera io qui, quest’ultima proprio del 1978, anno in cui Mina esce definitivamente dalle scene.
Alessandro Fontana è un artista a trecentosessanta gradi. Teatro con Gabriele Lavia e Turi Ferro; con Valeria Moriconi e Alida Valli; con Ottavia Piccolo e Gigi Proietti; con Corrado Pani. Danza e canto con: Massimo Ranieri, Nicola Piovani, Ennio Morricone. Protagonista nei musical: Don Bosco e Cristoforo Colombo. Partecipa al Festival di Cannes con il film Il diavolo sulle colline, interpretando il ruolo di Cesare Pavese. Ha girato numerose fiction tv, tra cui: Nestore, l’ultima corsa, con Alberto Sordi; A che punto è la notte, con Marcello Mastroianni.
Nel 2000 una rara e aggressiva forma di meningite ferma la sua carriera artistica. Grazie a un attaccamento alla vita e a una caparbietà incrollabile ha, nonostante i problemi visivi e di deambulazione, ripreso a lavorare, facendo concerti e tornando a recitare alla biennale di Venezia come protagonista dello spettacolo Goldoni 1750, per la regia di Augusto Zucchi. Sta per uscire un suo CD su questo spettacolo, intitolato “Mi sei scoppiata dentro al cuore”. Il ricavato della vendita del disco andrà al C.N.M.R. (Centro Nazionale Malattie Rare) dell’Istituto Superiore di Sanità, cui Alessandro vuole dare voce attraverso la sua attività artistica. Ultima cosa: lo spettacolo è stato rappresentato già all’Auditorium dell’Ara Pacis e alla Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Note dell’autrice Olga Garavelli
Mina è la ragazza del boom: non canta, urla. È troppo alta, ha i fianchi troppo stretti, le gonne troppo corte, le magliette troppo aderenti, troppo naso, troppo trucco, guadagna troppo, è troppo giovane. Urla Nessuno, canta Mille Bolle Blu, Zebre a pois, Tintarelle di luna.
Non c’è dubbio: è figlia del suo tempo. Nasce nel miracolo italiano e poi via, brucia le tappe con la sua vita intensa, densa di storie e accadimenti, un periodo di belle, bellissime canzoni, le più belle della sua carriera. Attraversa così i vent’anni più sconvolgenti e convulsi della storia italiana, anni che cambiarono il mondo: gli anni sessanta e gli anni settanta.
“La città vuota, la folla intorno a me…” i repentini cambiamenti trascinano con loro disagio, solitudine. Sono gli anni de “L’eclisse” di Antonioni, si ride con il “Sorpasso” di Dino Risi, affascinati da un Vittorio Gassman cinico e vitale. Mina urla “È l’uomo per Me”, tutti pensano a Corrado Pani, attore bello e dannato, ma soprattutto sposato, sposatissimo. Una storia fuori dalle righe del conformismo ma dentro, anche troppo, all’informazione pettegola di bassa levatura. Sotto una fotografia che la riprendeva felice di essere diventata mamma, scrissero addirittura “ma cos’ha poi da ridere?”, altri tempi, per fortuna. Ebbene sì, Mina ci era scoppiata dentro il cuore ed era entrata cum laude nel vortice dei cambiamenti sociali che avrebbero sconvolto il mondo, il mondo borghese, naturalmente. Di lì a poco si sarebbero levati i giovani gridando “mettete dei fiori nei vostri cannoni” e “fate l’amore, non fate la guerra”, per mettere la parola fine alla sporca guerra, la guerra del Vietnam, spingendo con la forza di chi credeva che con la cultura si potesse cambiare il mondo.
Mina non sa di politica e non ne vuole sapere, esprime i sentimenti e le emozioni, “Se telefonando”, “Vorrei che fosse amore” e si scatena con la “Banda” dove una ragazza che era triste sorrise all’amor…per arrivare finalmente a “Bugiardo incosciente”. Affermava che per lei il privato non era politico però, indubbiamente, era molto impegnato e molto impegnativo. Dopo essere stata oscurata dal bigottismo dei censori televisivi è tornata alla grande, protagonista di ogni trasmissione importante del sabato sera.
Inaugura gli anni settanta sposandosi all’improvviso e formando tra vecchi amori, nuovi amori, figli, genitori e parenti, tutti insieme appassionatamente, una delle più fotografate famiglie allargate di allora. Si sentiva già il fresco soffio del referendum sul divorzio, una vittoria inattesa che avrebbe spezzato una delle più robuste catene del più insano conformismo. Intanto ci trascina con “Grande, grande, grande”, “Amor Mio” … Mentre appassiscono i fiori degli anni sessanta la voce di Mina diventa più bella, matura ed accorata, gli amori delle sue canzoni più infelici, le passioni più dolorose. Anche al cinema le risate si fanno più amare: “Signore e signori” di Pietro Germi, “Lo scopone scientifico” di Comencini, “Amici miei” di Monicelli. L’Italia sprofonda nella cupa violenza degli anni di piombo. Mentre gli italiani piano, piano si chiudono in casa, Mina piano, piano si ritira. La musica è la sua vita, ma tutto quello che le sta intorno non lo sopporta più: “…quando lavoro dal vivo devo superare un trauma che ogni volta è più grave e insuperabile…”. È così un po’ per tutti, la gente ha paura e fa paura.
Solo in scena un attore, cantante e narratore percorre questa materia emotivamente incandescente Una canzone per riprendere il filo, un ricordo che ci conduce di nuovo insieme sulla stessa strada e poi… e poi…e poi… È il 1978, Mina si mostra nuovamente in pubblico per una serie di concerti a Bussoladomani. Canta “Ancora, ancora, ancora”, “Stasera io qui”, “Non può morire un’idea”. Un successo straordinario, ma è l’ultima volta. Mina, anche lei, non gioca più.
TEATRO STANZE SEGRETE, via della Penitenza 3
14 ottobre-9 novembre, Alessandro Fontana in:
Mi sei scoppiata dentro al cuore. Mina. Le canzoni. Un’epoca. Una storia
di Olga Garavelli; da un’idea di Alessandro Fontana
arrangiamenti: Massimo Di Vecchio
regia: Elisabetta De Vito, Ciro Scalera
Spettacoli: mar-sab ore 21; dom ore 19
Biglietti: intero 15 euro; ridotto 10 euro; tessera associativa 3 euro
INFO: 06.6872690 – www.stanzesegrete.it – info@stanzesegrete.it
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