Alfiero Nena, un artista dimenticato … anche all’Ardeatino

Restituire dignità a un capolavoro dello scultore delle periferie
Mauro Staroccia (Comitato Insieme per Aguzzano) - 7 Febbraio 2021

Alfiero Nena è stato lo scultore delle periferie. Ancor oggi le sue opere in ferro o in bronzo o in terracotta rendono naturale lo slancio verso l’insieme delle cose e delle forme, dove insieme e forme a volte non ci sono, come le piazze e i piazzali delle nostre periferie, a volte meri parcheggi di autoveicoli e luoghi di passaggio dove osservare una scultura diventa privilegio.

Il Comitato di Cultura Ambientale “Insieme per Aguzzano” ha organizzato recentemente (29 Novembre 2020) una iniziativa per ricordare la figura di Alfiero Nena e per dare risalto a una sua opera minore, ma non per questo meno importante, “Gabbiani in volo” in Piazzale Hegel che sovrasta il cancello di accesso del Parco di Aguzzano. L’opera, nel corso dell’evento, è stata completamente restaurata e rigenerata. In quel frangente furono piantate anche due querce in ricordo di Alfiero, pianta le cui foglie sono state un tema ricorrente nelle sue opere. Fra l’altro, in quella occasione, con altri comitati e associazioni di zona, è stata avanzata l’ipotesi di restaurare anche un’altra opera, poco distante, dello scultore  si tratta de “La nuova vita” del 1999 sita in Piazzale Montesquieu, sempre nel quartiere Nomentano-Casal de Pazzi. Vista l’imponenza dell’opera (alta 9 metri) stiamo valutando la fattibilità del restauro e del recupero dei colori originali.

Nei giorni scorsi, sempre alla scoperta o ri-scoperta delle opera di Alfiero Nena, ci siamo recati in Piazzale Malfante nel quartiere Ardeatino-C. Colombo per scoprire un’altra sua opera “Cavallino”. L’opera in bronzo, datata 2002,  venne inaugurata solo l’anno dopo dall’allora sindaco Veltroni nel marzo 2003. Purtroppo nell’Aprile del 2014 l’opera è stata vandalizzata ed è stata troncata la coda del cavallino. Da quanto ci hanno raccontato alcuni residenti, ci fu un primo tentativo addirittura con una sega a ferro per asportare la coda ma fortunatamente senza esito, purtroppo al secondo tentativo la coda venne letteralmente strappata dal resto dell’opera…. (!). Da allora nessun intervento di restauro. Nessuna opera di recupero. Nessuna azione volta alla sistemazione e messa in sicurezza dell’opera di questo artista, recentemente scomparso. Nessuno ha cercato, in qualche modo, di mettere riparo allo scempio avvenuto. Ovviamente qui non si tratta di mettere una qualunque coda, un’appendice qualsiasi, ma ridare all’opera il valore e  lo slancio iniziale, dare compimento e finalità a un’opera di un nostro grande artista, forse ai più sconosciuto.

Crediamo che l’episodio del 2014 sia allarmante, ma ancor più sia allarmante il silenzio delle Amministrazioni o delle Istituzioni che in questi 6 anni hanno permesso di perpetrare, ancora, l’affronto allo scultore e all’arte in generale. Un vandalismo che va al più presto riparato per dare nuova luce e nuovo spazio a un’opera unica. Un’opera unica, così come le altre sue opere in Piazzale Hegel e Piazzale Montesquieu già citate, o altre sue realizzazioni e sculture situate nelle nostre periferie, come “Il nuovo mondo” del 1997 in Via Igino Giordani al Tiburtino, “La pigna” del 1999 a S.Maria del Soccorso al Tiburtino III°, “Verso la libertà” del 1998 in Via Badia di Cava alla Montagnola, ancora “Gabbiani in volo” del 2012 in Via Meuccio Ruini a Colli Aniene … e via discorrendo.

Una scultura, questa del “Cavallino”, che ha cercato di risollevare dalla monotonia uno slargo impreziosendolo con la “grande bellezza” di questa opera … che forse abbiamo tutti dimenticato, e continuiamo a dimenticare,  in questa città sempre più immiserita ……. .

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Mauro Staroccia (Comitato Insieme per Aguzzano)


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