Il 21 e 22 aprile, alle ore 21, in via S. Ambrogio 4, rassegna Y Rialtosantambrogio,
Residui Teatropresenta
“AlMas Alina e Masina sono scomparse” un’opera di
teatro-danza con gli elastici liberamente ispirata a
Lejana di Julio Cortàzar.
Ogni anno scompaiono tre milioni di donne dall’anagrafe, è come se non fossero mai nate, vittime di aborti selettivi e violenza. Gli studiosi lo chiamano “Hidden Gendercide”, il più grande e invisibile genocidio della storia (Fonte: Corriere della sera, novembre 2005).
L’attualità si racconta, prende vita attraverso una
strana genealogia di donne scomparse. Nonna Teresa ne è la capostipite, lei lascia la sua terra, un piccolo paese al confine tra Lazio e Abruzzo ed emigra in Argentina; lei cambierà il suo nome a causa di Dio e degli uomini che seguono la sua legge. Poi arriva Alina Reyes, la nipote, nata in Argentina negli anni venti, prima generazione di questa famiglia. Fin da subito, la sua educazione è influenzata dalle
regole, dalle
convenzioni e dai doveri dell’essere figlia, madre e moglie.
In questa storia c’è un cortocircuito: una donna di nome Masina che vive dall’altra parte del mondo le parla, si racconta, entra nella routine di Alina fino a vivere dentro di lei. E’ il primo segno di follia o quella donna esiste veramente? Alina condivide esperienze con Masina, il sapore della sua esistenza, le solitudini e la sua inconsapevole magia. Condivide anche la violenza perché Masina è quella che come lei
no es reina e vaga chissà dove. Alina si perde in lei per avvertire all’improvviso
un desiderio di fare qualcosa soltanto per se stessa – l’altra e impedire che anche lei diventi una scomparsa.
Il viaggio porta le due donne nell’Italia del ‘45, nell’Argentina del golpe del ’76 e tocca il dramma dei
desaparecidos: momenti storici difficili sono messi a confronto attraverso le piccole storie quotidiane; sono scenari in cui le due donne prendono coscienza di quello che sono – reinas nonostante tutto.
L’incontro tra Alina e Masina è Almas, le anime: da qui il titolo dello spettacolo, semplice fusione dei loro nomi.
Liberamente ispirato a Lejana, racconto di Julio Cortàzar,
Almas tocca tre generazioni di donne tra Italia, Argentina e Francia, in cui l’una cerca l’altra per ritrovare se stessa.
Lo spettacolo mescola le immagini della scrittura cortàzariana con le memorie popolari dell’Italia centrale e la dittatura argentina del generale Videla del 1976.
Ma Almas è anche una riscrittura che parte prima di tutto da personaggi femminili, come Lucìa detta la maga de Il gioco del mondo di Cortàzar, la Teresa di Alejandro Jodorowsky e le spaesate protagoniste dei monologhi di Franca Rame.
Personaggi femminili che si raccontano al di là dell’essere figlia, moglie e madre.
Info: tel. 0664800215, e-mail:
info@residuiteatro.it www.residuiteatro.it
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Scrivi un commento