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Amato blocca la commissione per Roma

A causa delle frasi di Alemanno sul fascismo

Continua il maremoto politico e mediatico scatenato dalle parole di Gianni Alemanno, che ora vede protagonista Giuliano Amato – coordinatore della commissione bipartisan, sulla falsariga della francese “Attali”, voluta proprio da Alemanno.
L’ex Presidente del Consiglio è pronto a lasciare l’incarico, e la commissione crolla. Non vogliamo essere un «bersaglio politico», ha dichiarato Amato il 9 settembre scorso; è quindi necessaria una fase di riflessione.

La decisione di Amato si va ad aggiungere così al coro di proteste per le frasi di Alemanno in Israele, nei primi giorni di settembre, quando ha dichiarato – allontanandosi dalla posizione di Fini del 2003 – che il fascismo non è stato poi il male assoluto e dunque non andrebbe condannato tout-court (a differenza delle leggi razziali, che considera invece il vero male assoluto).

Riflettere sul futuro della commissione, ha sottolineato Amato, per non trovarsi domani nell’occhio del ciclone, dato che già in molti hanno criticato e continuano a criticare il progetto pseudo–Attali di cui egli stesso è protagonista. Alcuni membri della commissione, ha infatti precisato Giuliano Amato, sono in condizioni di «forte disagio» per le parole del Sindaco. La commissione stessa è divisa. Anche se “per la commissione dei giuristi – ha affermato infine – credo che le condizioni ci siano”, per il progetto bipartisan per lo sviluppo di Roma è ormai la fine.

In questo clima politico, ha commentato Piero Marrazzo, non ci sono le condizioni per andare avanti con un progetto di questo tipo. Occorre – continua il Presidente della Regione – ripartire da ciò che è condiviso e trovare un accordo entro la fine di settembre; poi se ne riparlerà.

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