

Votato in Campidoglio il suo raddoppio. Bordoni: "nuove opportunità di sviluppo"
Il porto turistico di Ostia raddoppia. L’assemblea capitolina ha infatti approvato ieri lunedì 16 maggio 2011, con 42 voti favorevoli, 3 contrari e l’astensione del capogruppo de La Destra Dario Rossin la delibera 128/2010 con cui viene sottoscritto l’accordo di programma che porterà i posti barca da 800 a 1470.
Un accordo che prevede, però, anche la riqualificazione dell’intera area. Per questo è previsto che la zona a nord del porto di Ostia venga bonificata per poi realizzare giardini verdi attrezzati, mentre la parte a nord est ospiterà dei parcheggi che, grazie a un sub emendamento, ha spiegato Andrea De Priamo (Pdl) "dovranno essere ricoperti di pannelli fotovoltaici" e dotati di impianti di illuminazione e presidi antistupro. Mentre alcune aree di interesse naturalistico che si trovano a nord del Tevere nel comune di Fiumicino, saranno recintate e inserite nell’oasi naturale "Centro Habitat Mediterraneo."In cambio della possibilità di realizzare i lavori, la società Porto di Ostia destinerà il contributo volontario di un milione di euro alla ristrutturazione della Torre di San Michele (di proprietà del demanio dello Stato fu costruita tra il 1567 e il 1569 su incarico di Papa Pio V) che si trova nella zona dell’idroscalo.
"Con il via libera dell’assemblea capitolina all’ampliamento del Porto Turistico di Ostia – dichiara l’assessore alle Attività Produttive, Lavoro e Litorale Davide Bordoni – inizia una nuova fase di sviluppo per un’area nevralgica della nostra città. L’inaugurazione della struttura portuale, nel 2001, ha avviato un processo di crescita necessario quanto naturale per una metropoli come Roma, affacciata sul mare e quindi ideale Porta del Mediterraneo.
Oggi, con un progetto che coniuga le esigenze logistiche alla realizzazione di nuovi servizi, l’area di Ostia saprà essere valorizzata negli aspetti che la rendono unica rispetto agli altri municipi di Roma. Senza contare che l’ingrandimento avrà inevitabili effetti positivi sull’indotto portuale in termini di sviluppo economico e nuovi posti di lavoro".
Anche per Alemanno "L’ampliamento del porto di Ostia, insieme alla riqualificazione e sistemazione dell’area del lungomare, è un traguardo importante che la città di Roma aspettava da tempo e che si inserisce nel disegno di rilancio turistico del water front di Ostia".
"Oggi l’assemblea capitolina, approvando la delibera di sottoscrizione dell’accordo di programma – afferma Alemanno – ha rimediato a un errore del passato: finalmente la Capitale d’Italia, paese della nautica, avrà un porto all’altezza del suo ruolo. Il nuovo assetto di quest’area inciderà sullo sviluppo del turismo del litorale e di tutta la città, senza contare le ricadute occupazionali dovute all’aumento della cantieristica navale e i benefici per tutto il territorio".
Contraria la consigliera del gruppo misto Maria Gemma Azuni: "Ho votato contro la proposta di deliberazione che l’Assemblea Capitolina ha approvato – commenta – Questa deliberazione, che da indirizzi al Sindaco per gli adempimenti finalizzati all’ampliamento del Porto di Roma, si configura come l’ennesima operazione di facciata della Giunta Alemanno, foriera di conseguenze pesanti per la cittadinanza del municipio XIII.
Un territorio nevralgico come quello di Ostia, interessato negli ultimi anni da progetti di riqualificazione solo annunciati, non può essere escluso dal processo di partecipazione della cittadinanza rispetto alle scelte che attengono alla qualità della vita, alla riconnessione dei vari quartieri alle questioni di mobilità e viabilità che, nonostante le nuove e prossime urbanizzazioni rimangono del tutto inalterati.
Infine il raddoppio del porto di Ostia vede in contemporanea l’esecuzione dei lavori del porto di Fiumicino, distante pochi chilometri e in grado di assicurare ormeggi per barche fino a 70 metri.
Mi chiedo perché questo inutile dispendio di risorse economiche, questa ulteriore violenza all’ambiente e al mare, questa assoluta incapacità a pensare la nuova delocalizzazione dell’abitato attuale.
Anche da questa decisione, che contesto nella forma con cui è stata portata all’Assemblea Capitolina e soprattutto nella sua sostanza, si vede quanta distanza separa la Giunta Alemanno dalla città, e con quale superficialità affronta problemi seri, importanti che meriterebbero ben altra lungimiranza e capacità di governo.
Insieme all’entusiasmo dei cittadini di Ostia non mancano tuttavia le critiche. "Nel giorno del successo del PD – commenta il comitato civico 2013 – che nella votazione per l’ampliamento del porto di Ostia raccoglie la messa in sicurezza dell’Idroscalo, costringendo tutto il PdL a votare contro Alemanno, le uniche note stonate sono quelle di Mirko Coratti (PD) e la figuraccia dell’UDC (che con Smedile ha offeso i cittadini dell’Idroscalo presenti in aula chiamandoli ‘scellerati abusivi’). Coratti, assieme al collega Ferrari, si è infatti inspiegabilmente astenuto nella votazione dell’Ordine del Giorno nr.11 a firma del suo capogruppo, Umberto Marroni.
Si chiedeva – continuano in un anota – l’impegno del Sindaco Alemanno non solo nel sollecitare i lavori della scogliera a mare per la difesa dell’abitato dell’Idroscalo già appaltati dalla Regione Lazio, ma anche nel realizzare i lavori a fiume indicati dall’ordinanza di Alemanno del 17 febbraio 2010, servita invece solo per operare uno sgombero parziale dell’Idroscalo di Ostia. Così, mentre tutta la maggioranza faceva autogoal votando a favore dell’ordine del giorno del PD, accusando di fatto Alemanno di non aver fatto nulla per 15 mesi, Coratti si è astenuto.
L’Odg n.11 è passato con 31 favorevoli, nessun contrario e 2 astenuti. Per altro l’emendamento nr.4 a firma di Coratti, con cui richiedeva per gli abitanti dell’Idroscalo, ‘nella eventuale delocalizzazione’, la garanzia di una ‘appropriata residenzialità nell’ambito del XIII Municipio’ è stato bocciato. Un emendamento "dei due piedi in una scarpa", vago e non risolutivo, nessuna presa di posizione sull’ignobile ‘delocalizzazione’ dell’Idroscalo causata dall’ampliamento del porto, nessuna proposta incisiva di risoluzione. Solo grazie all’Ordine del Giorno nr.11, da cui però Coratti si è astenuto, egregiamente costruito da Marroni con Paula de Jesus (dirigente PD) l’Idroscalo di Ostia è rientrato nell’agenda politica e ha visto restituire dignità alla sua gente, denigrata in aula dall’UDC come ‘scellerati abusivi’. La prima fase dell’ampliamento del porto si è dunque conclusa con 46 votanti, 42 favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto, mentre il riscatto dell’Idroscalo è appena iniziato".
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