Ancora due precisazioni di De Simoni su Palacavicchi

Enzo Luciani - 19 Maggio 2012

Riceviamo un’ulteriore e utile precisazione dell’assessore De Simoni, in aggiunta a quella da noi già pubblicata

Egr. direttore le chiedo ospitalità con preghiera di cortese pubblicazione e diffusione di due precisazioni assolutamente non polemiche nei confronti di Aldo Pirone, ma solo per chiarezza anche nei confronti di chi ci legge attraverso Abitare e forum, evitando ricostruzioni che possano indurre in confusioni:

1) i procedimenti di revoca delle autorizzazioni per le attività all’interno del complesso immobiliare denominato "Palacavicchi" non sono stati attivati ora "a seguito della mozione approvata dal Consiglio municipale", ma già da più di un anno in seguito alla comunicazione dell’avvenuta reiezione delle relative istanze di condono edilizio ed alle necessarie verifiche con uffici ed Avvocatura di Roma Capitale;

2) le autorizzazioni in questione non sono state rilasciate a suo tempo per negligenza o per sbadataggine di qualcuno, ma perchè la normativa vigente prevedeva (e prevede tuttora!) che l’amministrazione non possa negare un’autorizzazione richiesta su un immobile per il quale è stata presentata (e non definita con un esito negativo) una domanda di condono edilizio. Un diniego dell’autorizzazione nelle condizioni dette avrebbe visto l’amministrazione soccombere con una semplice impugnazione davanti al TAR; non a caso nella precedente nota ho parlato di una normativa eccessivamente garantista per gli autori di abusi edilizi e del resto questa è la ricaduta negativa di una politica fatta a colpi di condoni e sanatorie!
Colgo l’occasione per sottolineare che nella medesima condizione si trovano tanti immobili con all’interno attività commerciali e artigianali, nel nostro territorio (basti pensare alla cosidetta "zona lampadari" a ridosso del GRA) come anche nel resto della città di Roma.

Dott. Massimo De Simoni
(Assessore Attività Produttive Municipio X)

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Riprendo volentieri atto delle ulteriori e specifiche precisazioni dell’assessore De Simoni. Sul primo punto però ritengo che la precisazione riguardi direttamente il consiglio municipale perché nella mozione votata sul PalaCavicchi il 29 marzo scorso si dice espressamente che si impegna “l’Assessore al Commercio del Municipio Roma X ad avviare, attraverso i competenti Uffici municipali, l’iter amministrativo di verifica di tutte le licenze commerciali rilasciate per le attività presenti all’interno delle aree in oggetto al fine della consequenziale adozione degli atti previsti dalla normativa e dalla regolamentazione vigente in materia”. Evidentemente anche i consiglieri non sapevano che l’assessore si era già attivato da più di un anno non per semplicemente “verificare” al “fine della consequenziale adozione” ma proprio per avviare i procedimenti di revoca delle licenze precedentemente accordate e di competenza municipale. Ciò rende evidente un difetto di comunicazione fra assessore e Consiglio che quando si riflette nel testo di mozioni approvate addirittura all’unanimità (24 consiglieri presenti compreso il Presidente Medici) induce in errore anche il comune cittadino che le legge.

Sul secondo punto la precisazione di De Simoni rende più esplicita e chiara la prima delle due ipotesi che avevo prospettato: “Ovvero se questo è consentito ab origine dal lassismo della normativa vigente”. L’assessore infatti nella sua nota precedente aveva sì stigmatizzato “una normativa eccessivamente garantista che consente al destinatario dei provvedimenti sanzionatori e repressivi di trovare sempre margini di intervento per ricorsi ed impugnazioni” ma da ciò non si desumeva chiaramente – almeno secondo me non la desumevano i comuni cittadini e lettori – che “la normativa vigente prevedeva (e prevede tuttora!) che l’amministrazione non possa negare un’autorizzazione richiesta su un immobile per il quale è stata presentata (e non definita con un esito negativo) una domanda di condono edilizio”. E molti non sapevano dei tanti immobili – come accenna l’assessore – con avviate attività commerciali e artigianali che si trovano nella medesima condizione nel nostro territorio soprattutto a ridosso del GRA.
Ora lo sanno e tutto è più chiaro. Voglio infine assicurare De Simoni che la sua ulteriore precisazione non l’ho percepita neanche lontanamente come polemica nei miei confronti bensì come un’ulteriore occasione per conoscere come stanno effettivamente le cose. Come l’assessore ben sa per me la regola è:
amicus Mario magis amica veritas.

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