Ancora sul Pup di viale Agricola

Pirone risponde al capogruppo Pdl del X municipio Giuseppe Antipaqua

Sui Pup ho scritto diffusamente su questo giornale (Pup fictione 1 – 2 – 3 – 4). Sia nel merito delle opere che sulla questione fondamentale del sostanziale rifiuto, municipale e comunale, cioè bipartisan, all’informazione e partecipazione dei cittadini. Non ho taciuto alcuna responsabilità vicina e lontana. I lettori lo sanno. Sul Pup di Giulio Agricola il 17.11.2009 ho scritto specificamente un articolo dal titolo “Pup fiction quattro. E la partecipazione?“. Non ho aspettato l’operazione di “espianto” delle alberature.
Lo scopo dell’articolo nervosamente incriminato dall’esimio capogruppo del PDL Antipasqua era essenzialmente quello di evidenziare che quanto accaduto non era una fatalità, ma nasceva appunto da quel vuoto rigorosamente consociativo. Le sue reazioni stizzite lo confermano.
La citazione dei comunicati degli ass. De Lillo e Marchi, che sorprendentemente non chiamavano i causa il X municipio, erano solo uno spunto iniziale per svolgere tale ragionamento.
Il verbale della Commissione municipale del 14 aprile del 2009 (che ho citato solo per il mandato finale propedeutico alla definitiva ordinanza del Sindaco del 13 luglio successivo) che ha fatto tanto inalberare Antipasqua, recita, tra le altre cose, testualmente: “Prende la parola il Cons. Antipasqua per chiedere copia della documentazione da visionare insieme ai componenti del suo gruppo, riservandosi di fare delle osservazioni. L’Assessore dà la disponibilità alla visione della documentazione non essendo in grado di fornirne copia”. Non so come ciò si concili con quanto ora afferma l’esimio capogruppo: “l’Assessore Morgia si è ben guardato di fornirci il progetto nonostante richiesto”.
Proseguendo: “Prende la parola il Cons. Barbati per dichiarare che la PDL non è contraria alla realizzazione dei PUP ritenendoli necessari per liberare le strade dalla sosta selvaggia, sottolinea l’importanza di avere la certezza dei tempi di realizzazione al fine di evitare lunghi disagi alla cittadinanza”.
Tralascio per brevità i peana al Pup dei consiglieri di maggioranza perché del tutto scontati come ben sa chi segue questa materia nel nostro Municipio.

Sostiene Antipasqua: “Per il resto, ovvero il citato "La Commissione da’ mandato…" ecc ecc è esclusiva responsabilità di chi ha posto le firme in calce a quel verbale, redatto come di consueto qualche settimana dopo la data di riunione della Commissione, verificarne e validarne il contenuto e nessuno dei Consiglieri del Gruppo PdL Municipale lo ha fatto”. Non ho la quasi trentennale esperienza consiliare dell’esimio Antipasqua, ma che significa ciò? Siamo di fronte a un falso in atto pubblico o una furbizia da Azzeccagarbugli?

E’ certamente falso, invece, che la Comunità Territoriale abbia preso accordi con chicchessia e su alcunché; resta inossidabilmente vero che la Comunità Territoriale ha fatto richiesta più volte e a tutti i livelli politici e amministrativi di informazione e partecipazione dei cittadini secondo la delibera 57/06 che, l’esimio Capogruppo lo dovrebbe sapere, non assicura questo diritto ai comitati di quartiere bensì proprio al cittadino in quanto tale.
Il prendere accordi personali e segreti, il litigare di giorno e andare a braccetto la notte, è costume che non appartiene né a me né alla Comunità Territoriale.

Quanto all’ormai consueto riferimento da mattinale di Questura alla mia nota “provenienza ed appartenenza politica” risalente al secolo scorso, che poi è la stessa dell’esimio capogruppo priva delle successive peregrinazioni evolutive, la cosa si commenta da sé.
Attualmente non sono appartenente ad alcun partito. Non è un merito ma, visto quello che passa l’attuale convento partitocratrico, neanche un demerito. Per parlare e discutere con le persone non ho mai avuto bisogno di camuffarmi.
Gli “avvistamenti” pedinatori su dove vado e dove passo infine, altra chicca tipicamente questurina, non mi intimidiscono punto.

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