

Come sta andando avanti la cura del ferro, tante volte promessa e quasi mai applicata?
Mentre si attende il completamento della Metro C: salvo ulteriori ritardi, a settembre dovrebbero aprire altre 6 fermate (fino a Lodi), sul prolungamento a San Giovanni ci sono molte incertezze, mentre per la B1 fino a Jonio si tratta di un obiettivo molto più ravvicinato (poche settimane, si promette).
Intanto il sindaco Marino ha chiesto di costruire altre 7 linee tram in parte sfruttando i binari già esistenti e con tratti da costruire e che riguardano, fra gli altri, la Lodi-San Giovanni (per collegarsi al percorso dell’attuale tram 3) e la Colosseo-Venezia (Fori Imperiali).
L’altro progetto della cura del ferro voluta dall’assessore Improta e oggetto di un accordo con RFT riguarda l’anello ferroviario di Roma. L’intenzione è di creare come a Milano, una vera e propria metropolitana interna alla città, che colleghi le tre linee della metro. Per far questo bisogna innanzitutto riattivare la stazione Fs Pigneto (a due passi dalla fermata della linea C) e la tratta Vigna Clara-Valle Aurelia (costruita per Italia ’90 e mai utilizzata). Anche questi due punti fanno parte dell’accordo RFT-Comune di Roma.
Dei circa 300 milioni necessari per l’opera, ne sono già stati finanziati 180. Quindi, scusate la battuta, per attuare la cura del ferro serve ancora una piccola provvista d’argent (denaro, per chi non conosce il francese).
Intanto sul mitico Anello Ferroviario (presente finora solo per circoscrivere e limitare la circolazione automobilistica in funzione antismog), invitiamo i nostri lettori a una rilettura della statica pagina presente da tanti anni sul sito del Comune di Roma >> e questa breve nota di Legambiente:
Anello ferroviario Roma
Il progetto di chiusura dell’anello ferroviario nord di Roma è un’ opera di cui si parla da almeno vent’anni, ma che essendo fuori dalla Legge Obiettivo e dagli interventi prioritari continua a essere rinviata e senza prospettive vere di realizzazione. Completare gli ultimi 5 km che ancora mancano per realizzare l’anello ferroviario di Roma, tra la stazione Nomentana e Tor di Quinto, e rinnovare la tratta realizzata per i Mondiali di calcio del 1990 e da allora abbandonata, porterebbe ad un sensibile miglioramento della mobilità urbana di Roma. Il progetto, per il quale sono già stati predisposti molti studi, permetterebbe di puntare ad avere almeno tre linee fondamentali di attraversamento della città fortemente integrate e al contempo di potenziare il servizio merci nell’area di Roma liberando le linee destinate al trasporto delle persone. Questo intervento sarebbe ancor più utile per la possibilità di intermodalità treno/metro+bici, con parcheggi e noleggi presso le stazioni. L’area interessata si trova inoltre in una situazione di forte degrado causato soprattutto dalla presenza di attività abusive e da una utilizzazione impropria delle stesse aree, è quindi fondamentale intervenire anche sulla riqualificazione ambientale ed urbanistica delle aree comprese tra il Tevere e il nuovo tracciato ferroviario mediante la destinazione delle stesse a verde pubblico attrezzato. Il costo stimato per l’ infrastruttura e per i collegamenti alla rete secondo uno studio del 2010 è di circa 840 milioni di Euro.
(da http://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/allegato_2_-_le_vere_priorita_infrastrutturali.pdf)
Leggi anche il nostro Sacro Gra Ferroviario
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.