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Aniene pulito, ma non a Roma

Lo stato delle acque del principale affluente del Tevere e degli altri fiumi e laghi della provincia

Com’è lo stato delle acque della provincia di Roma? La salute di laghi, fiumi, fossi e mare, lo  è in miglioramento, ma rimangono forti criticità.

E’ quanto risulta dal terzo rapporto sulla qualità delle acque, realizzato da Arpalazio e presentato il 3 luglio 2008 nella sala della Pace di palazzo Valentini dall’assessore alle Politiche del territorio della Provincia di Roma, Michele Civita, dall’assessore regionale all’Ambiente, Filiberto Zaratti e dal commissario di Arpalazio, Corrado Carruba.

Le maggiori criticità sono state riscontrate su 40 foci sparse un po’ in tutto il litorale laziale, nel lago di Albano, dove elevatissima è la concentrazione di alghe (non pericolose) e nel fiume Sacco a valle dell’insediamento industriale di Colleferro dove si è registrata un’alta concentrazione di pesticidi. Un lavoro enorme che ha portato, nel 2006, l’Arpa a prelevare 4.400 campioni di acque superficiali e sotterranee, 1200 di acque di scarico con oltre 100 mila analisi effettuate.

Un’operazione annuale e necessaria per raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione europea che prevede nel 2016 che tutte le acque raggiungano la classificazione "buona".

Il "biondo" Tevere per il momento si ferma ad una valutazione di "sufficienza". Ma a Roma e Fiumicino risulta "non idoneo alla vita dei pesci". Lo stesso dicasi per alcuni suoi affluenti come il Fosso Corese (Montelibretti) e il fosso Borraccia (Prima Porta).

Meglio l’Aniene ma solo fino a Roma (a Subiaco e Tivoli la valutazione e’ "buona") mentre una volta entrato in città scende a "sufficiente". Così i salti di Jenne e Subiaco sono "idonei alla vita dei pesci" anche dei "salmonicoli, che sono più sensibili", mentre una volta giunto a Roma fra Ponte Mammolo e Salario l’Aniene non è piu’ un posto raccomandabile per la vita dei pesci. Giudizio "pessimo" per alcuni affluenti come il Fosso Savo, affluente del Sacco e il fosso Rio Galeria che entra nel Tevere.

Sui laghi, bene il lago di Bracciano che risulta "idoneo alla balneazione". Così Martignano, mentre il lago di Albano-Castelgandolfo nel 2006 e a differenza degli anni precedenti, risulta non idoneo alla balneazione. Sul litorale, poi, in prossimita’ di alcune foci l’Arpalazio consiglia di evitare i bagni. Cosi’ a Fiumicino presso la foce del fiume Arrone o presso la foce del canale Acque alte e basse, ad Ardea presso la foce del fosso Rio Torto. Dalle analisi delle acque sotterranee sono risultate presenti sostanze pericolose nella sorgente Termini a Cerveteri, nella sorgente Mola Maggiorana a Campagnano e in quella Orto biondo a Mazzano.

Sulla scorta di questi dati l’assessore Civita ha affermato che "la giunta Zingaretti si impegnerà nei prossimi anni a tutelare le risorse idriche della provincia, con particolare attenzione ai tratti più a rischio come la valle del fiume Sacco e il tratto sub-urbano del Tevere. L’obiettivo è raggiungere quei livelli di qualità riscontrabili ad esempio nel tratto alto dell’Aniene. In quest’ottica rientra anche l’investimento di 100 milioni di euro da parte di Ato 2 per i prossimi tre anni da destinare alla depurazione e all’emergenza idrica dei Castelli".

"La Regione ha stanziato 350 milioni per il periodo 2007-2012- ha aggiunto Zaratti – per un piano straordinario di lotta all’inquinamento. Questi soldi, da aggiungere agli investimenti dei gestori del servizi idrico integrato, serviranno a realizzare depuratori e reti fognarie e a metterli in efficienza. Partiremo con i Castelli romani per cui abbiamo chiuso due appalti da 40 milioni l’uno. Spero che entro fine anno si possa inaugurare l’inizio dei lavori. In piu’- ricorda l’assessore- stiamo approvando il piano regolatore degli acquedotti, uno strumento di pianificazione importante. Contiamo- conclude- entro il 2010 di aver risolto il 50% dei problemi di depurazione della nostra regione".

Fonte Ag. DIRE

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