

Intervista ad una coppia di Centocelle che non riesce più ad uscire di casa
Realtà di Roma. Una coppia di anziani a Centocelle (a ridosso di viale Primavera) è prigioniera della propria casa, separata dalla città da ottantadue gradini, che rendono estremamente difficoltosa la vita di tutti i giorni. Il palazzo in cui vivono è senza ascensore e loro abitano al 4° piano.
Lui. L.S., 89 anni appena compiuti e uno spirito da ragazzino, va a fare la spesa quando proprio è necessario e si fa aiutare dal figlio o da qualche condomino di buon cuore.
La moglie, G.B. 82 anni e curva sotto il loro peso, ha subito ben 13 interventi al cuore ed ha un certificato di invalidità del 100%; ora cammina a fatica con l’ausilio delle stampelle. Per lei uscire di casa è impossibile.
Da quanto tempo abitate in questo condominio?
Saranno circa cinquant’anni. Quando era ancora in costruzione il proprietario ci offrì l’appartamento al 4° piano. Allora non abbiamo pensato al problema delle scale, eravamo giovani. E pensare che se avessimo aspettato… Dopo il nostro, hanno costruito tutti gli altri palazzi della zona con l’ascensore!
Cosa avete fatto, o cosa avete intenzione di fare per risolvere la situazione?
Già nel 1978 ci fu un’assemblea per decidere se mettere o no l’ascensore, ma si concluse con un nulla di fatto. Sembrava che la palazzina fosse pericolante e fu fatta così un’iniezione di cemento armato: figuriamoci se si poteva fare l’ascensore.
Un anno fa è venuto un perito; ha visitato, appartamento per appartamento, tutto il palazzo definendolo “a norma”.
La verità è che i condomini dei piani inferiori o i proprietari di casa che hanno affittato ad altri non sono favorevoli ai lavori perché non vogliono spendere soldi per loro inutili.
Allora ci siamo rivolti ad un avvocato che ha scritto una lettera all’amministratore intimandogli che avrebbe avuto un mese di tempo (la lettera è stata spedita il 13 gennaio) per indire un’assemblea al riguardo.
Mi ha anche detto di fare una raccolta di firme nel condominio per vedere quanti sono d’accordo: ne ho raccolte 12 su 18.
In più ho contattato una persona, che di mestiere installa gli ascensori, per fare un preventivo di spesa da comunicare agli altri in assemblea; lui ha esaminato il posto migliore per sistemare l’ascensore (che bisognerà installare esternamente al palazzo) e ha detto che, nei prossimi giorni, ci comunicherà la cifra.
Mi racconta la sua giornata tipo?
Io sono in pensione e scendo di casa ogni tanto per fare la spesa, ma già portare su due bottiglie d’acqua mi fa fatica. Il più delle volte mi faccio aiutare da mio figlio che ha la macchina ed abita qui vicino. Altre volte mi danno una mano gli altri del condominio, quando mi incontrano per le scale. Pensi che ho legato un cestino ad una corda e lo calo dal balcone per le medicine che mi compra mio figlio; mi vergogno pure, sembriamo morti di fame, ma per le cose più piccole è una buona soluzione.
Si figuri che una volta è dovuta scendere per forza anche mia moglie perché doveva cambiare le lenti degli occhiali; ci abbiamo messo mezz’ora a fare le scale e quando è risalita ha dovuto usare la maschera d’ossigeno: non riusciva più a respirare.
Tutto qui. Per il resto stiamo tutto il giorno dentro casa.
Avete pensato a soluzioni alternative all’ascensore da proporre in assemblea? Ad esempio il servoscala?
Certo, ma ci hanno detto che ha un costo leggermente superiore e comunque l’ascensore è un’altra cosa: il perito che abbiamo chiamato ci ha detto che la palazzina si rivaluterebbe del 35% dopo i lavori. E poi, senta, è anche una questione di umanità: noi siamo due persone anziane; se avessimo avuto la possibilità l’avremmo affrontata anche da soli questa spesa. Sono gli altri condomini che dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e pensare che ci sono persone che vivono questa situazione con estrema difficoltà. In realtà qualcuno del palazzo, anche ai primi piani, si è reso disponibile ed ha capito che è una vergogna.
Vorremmo solo vivere gli ultimi anni che ci restano con dignità.
Realtà di Roma. Anche se sembra incredibile.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.