

Ma non tutti sono soddisfatti
Una delibera approvata mercoledì dalla giunta Alemanno, su proposta dell’assessore all’urbanistica Marco Corsini, consentirà la delocalizzazione di un consistente numero di attività produttive situate abusivamente all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica con successiva acquisizione delle aree da parte del Comune.
«Questa delibera è un passo fondamentale per contrastare il proliferare dell’abusivismo in un’area di elevato valore paesaggistico e archeologico come il Parco dell’Appia Antica», dichiara l’assessore Corsini. «Con la delocalizzazione delle attività e la cessione delle aree del Parco al Comune, finalmente l’Appia Antica, dopo la giusta riqualificazione ambientale e il restauro paesaggistico tornerà ai cittadini in tutto il suo splendore. Questa è la migliore risposta a chi ci accusa di non avere sensibilità nel contrastare l’abusivismo nelle aree di pregio».
«Abbiamo tenuto comunque conto delle esigenze lavorative dei proprietari degli esercizi e in accordo con il Consorzio Appia, rappresentante delle imprese coinvolte, abbiamo individuato in “Fioranello Tenuta Calandrella” e “Castel di Leva”, le nuove aree dove insediarsi e proseguire la propria attività». conclude Corsini. La delocalizzazione è resa possibile grazie a una variante urbanistica al Prg che trasforma le aree di “Fioranello Tenuta Calandrella” e “Castel di Leva” da “aree agricole” ad “ambito per programmi integrati” prevalentemente per attività, e tutte le opere di urbanizzazione (illuminazione, strade, rete fognaria…) saranno a carico delle imprese del Consorzio Appia.
Dieci sono stati gli anni di incubazione di questo che doveva essere un atto dovuto per uno dei più bei parchi di Roma, infatti il piano risale al 2001, approdato in consiglio comunale nel 2004, dopo essere stato recepito dal piano regolatore e dal piano paesaggistico adesso sembra concretizzarsi sul serio.
Soddisfazione esprimono anche gli archeologi della Sovrintendenza, con però il richiamo agli altri abusi non commerciali che continuano ad assediare i monumenti.
Molto più duro invece il Presidente dell’XI Municipio, Massimo Catarci: “si annunciano bonifiche, si preparano nuove devastazioni. Sono anni che si parla di delocalizzazione adesso esce fuori che per gli spostamenti bisogna sacrificare l’Agro Romano vincolato! Perché proprio di un sacrificio in piena regola si tratta, in quanto si dovranno realizzare strade, illuminazioni e quant’altro in un’area che verrà sottratta alla vocazione agricola solo con una variante urbanistica al PRG. Mentre l’Assessore Corsini si gongola delle sue deturpazioni a catena, il Municipio XI sta ancora attendendo la reiezione di tutte quelle domande di condono palesemente strumentali ed irricevibili che impediscono di intervenire per innumerevoli scempi nell’Appia Antica. Tale inerzia dell’Ufficio Speciale Condono Edilizio (USCE) in particolare e della Giunta Alemanno più in generale, che mantiene ancora in itinere le pratiche bloccando le ruspe, consente alla speculazione di prosperare. Lo stesso Assessore Corsini, tra l’altro, risulta indagato proprio per fatti inerenti l’attività dell’USCE: non sarebbe il caso che a garantire la correttezza delle delocalizzazioni fosse qualcun altro?”.
Il Parco dell‘Appia Antica è una Area protetta di interesse regionale ed è stato istituito con la Legge regionale 10 novembre 1988 n. 66 "Istituzione del parco regionale suburbano dell‘Appia Antica". La superficie totale è di circa 3.400 ettari e comprende la via Appia Antica e le sue adiacenze per un tratto di 16 chilometri, la valle della Caffarella (200 ettari), l’area archeologica della via Latina, l’area archeologica degli Acquedotti (240 ettari), la Tenuta di Tormarancia (220 ettari) e quella della Farnesiana (180 ettari). comuni interessati dall’area del parco sono quelli di Roma, di Ciampino e di Marino.
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