

Si marcia veramente verso una città più equa, solidale e sostenibile?
La Giunta comunale, facendo proprie le direttive europee sul tema e, soprattutto, dando seguito agli impegni di Aalborg, ha approvato il nuovo progetto di promozione delle tematiche sull’Altraeconomia. Ciò significa che l’iniziativa denominata “Cambieresti?”, dopo la sperimentazione in altri comuni italiani, sarà attuata a breve anche nella capitale.
Il progetto, promosso dall’assessore alle politiche per le periferie e lo sviluppo locale Dante Pomponi, già dai primi mesi del nuovo anno coinvolgerà tutti i Municipi, gran parte degli assessorati e aziende comunali come Ama, Atac Trambus, Met.ro e Roma Metropolitane.
La sfida (perché di sfida si tratta) sta nel proporre ai cittadini romani un cambiamento di abitudini e stili di vita al fine di rafforzare i legami comunitari, recuperare relazioni “non mercantili”, orientare i consumi secondo scelte ispirate a tre principi cardine: equità, solidarietà e sostenibilità.
A sostegno del progetto una seria campagna informativa in grado di attivare processi di conoscenza e consapevolezza nei destinatari (vale a dire tutta la città) su questioni cruciali come l’impatto ambientale e l’acquisizione di nuove pratiche di “consumo”.
Obiettivo: agevolare e consolidare la rete di relazioni tra amministrazioni pubbliche, società civile organizzata e i partners privati, il cui compito sarà quello di contribuire alla sperimentazione con servizi, consulenze tecniche, idee e progetti.
“Negli ultimi anni – ha detto Pomponi – si è lavorato molto per promuovere le imprese di Altraeconomia. Con questo progetto promuoveremo anche la domanda di cui queste imprese hanno bisogno per svilupparsi. Amplieremo l’offerta informativa sulle possibilità sociali ed economiche che l’Amministrazione mette a disposizione per le periferie e consentiremo ai cittadini di partecipare a un’attività imprenditoriale che valorizza le relazioni prima del capitale, il rispetto dell’ambiente e l’arricchimento di quello sociale”.
Almost perfect o quasi. Resta da vedere come un’Amministrazione comunale, la stessa che consegna ai costruttori milioni di metri cubi di cemento in zone ad alto rischio di impatto ambientale, imposterà la sua campagna di “responsabilizzazione” dei cittadini in materia di rispetto dell’ambiente. Riguardo ai modelli alternativi di “consumo” la campagna dovrà essere ancora più persuasiva perché oggi (si scusi il nostro pessimismo) temiamo siano poche le persone propense a negoziare il proprio stile di vita.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.