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Approvato il Bilancio 2006 del Comune di Roma

Risorse aggiuntive per 70,5 mln di euro, 5 mln al sociale

Nonostante i circa cinquemila emendamenti presentati e dopo un lungo braccio di ferro tra maggioranza e opposizione, il Consiglio comunale di Roma ha approvato nella notte tra il 20 e il 21 dicembre il bilancio 2006.

Rispetto al quadro del bilancio previsionale presentato un mese fa – che prevedeva un taglio alla spesa corrente di 20,5 mln di euro – gli emendamenti approvati (59 in tutto) hanno portato ad un incremento di 17,5 milioni di euro della spesa corrente e di 53 milioni della parte investimenti. Per il 2006 il valore complessivo della spesa corrente torna dunque ad assestarsi all’incirca sulla cifra dell’anno scorso, 3.070 milioni di euro.

Il capitolo più consistente della spesa corrente riguarda il sociale, a cui vanno 5 mln di euro, mentre il territorio e l’ambiente si aggiudicano la quota maggiore degli investimenti.

Il bilancio 2006 è stato presentato alla stampa dall’assessore capitolino alle Politiche economiche, finanziarie e di bilancio Marco Causi, insieme al coordinatore della maggioranza Silvio Di Francia e al presidente e al vicepresidente della commissione Bilancio, Maurizio Mariani e Maurizio Bartolucci.

Per quanto riguarda i dettagli della manovra, un terzo dello stanziamento aggiuntivo deciso dall’aula per la spesa corrente è destinato ad interventi sul sociale: su cinque milioni di euro, tre provengono da un finanziamento della Provincia e sono destinati all’apertura di tre asili nido, mentre 1,5 mln di euro va all’assistenza agli anziani.
A questi si aggiungono 2,2 milioni di euro per le attività culturali, di cui un milione per le politiche giovanili;
1,8 mln di euro riguarda il trasporto pubblico (contratti di servizio dei parcheggi di scambio e integrazione del trasporto pubblico locale nelle periferie);
1,7 milioni di euro le attività sportive (1,2 milioni di euro per le manifestazioni sportive e 500 mila euro come prima posta per le Olimpiadi del 2016);
1,6 milioni di euro riguarda la viabilità e la mobilità (manutenzione stradale);
1,5 milioni di euro va ai servizi pubblici e 645 mila euro alla polizia municipale.

Per la parte investimenti, a territorio e ambiente spettano 34,4 mln di euro, di cui circa 20 mln per la realizzazione del sottopasso dell’Ara pacis, e 3 milioni di euro per la tutela ambientale dei parchi cittadini.

Alla viabilità e ai trasporti sono stati assegnati 11 mln di euro (5,5 in totale alla viabilità, compresa l’installazione di sistemi di sicurezza sui mezzi pubblici, la fluidificazione del traffico per l’apertura dei cantieri della B1, 2,6 mln all’illuminazione pubblica, 3 mln di euro all’acquisto di nuovi automezzi);
al patrimonio vanno 1,9 mln di euro, che saranno impiegati in interventi di manutenzione e ampliamento, tra i quali quello dell’Auditorium;
1.9 mln di euro anche ai Municipi;
1,6 mln di euro ai piani di zona;
1,5mln di euro al sociale;
1,3 mln di euro alla cultura (biblioteche, pinacoteche e musei);
500.000 euro all’istruzione per il potenziamento dell’offerta formativa del Comune.

«Proprio per l’accelerazione allo sviluppo che Roma ha saputo generale negli ultimi anni e che trova conferma nelle indagini dei principali organismi di analisi e valutazione statistica ed economica – ha spiegato Causi – la Capitale sconta in modo particolarmente pesante la scelta del governo ripetuta per il terzo anno consecutivo nelle leggi finanziarie di soffocare la spinta alla crescita che tante amministrazioni locali sono riuscite a realizzare nei loro territori e che invece andrebbero sostenute. L’impegno dell’amministrazione resta tutta via quello di incrementare al massimo la disponibilità di risorse proprie e di attivare i canali del partenariato per aumentare le entrate e ne è un esempio la collaborazione con la Regione Lazio e la Provincia di Roma che ha portato nuovi finanziamenti per il trasporto pubblico e l’apertura di nuovi asili».

«Quello approvato è l’ultimo bilancio di questa consiliatura, – ha detto Di Francia – ed anche il più difficile, infatti è il primo bilancio in contrazione. Abbiamo dovuto fare i conti con una situazione inedita, caratterizzata dall’incertezza di ciò che ha portato la finanziaria. Nonostante questa situazione la maggioranza non ha presentato emendamenti al bilancio, limitandosi ad approvare un maxiemendamento della Giunta che reperisce nuove risorse per far fronte a settori importanti come le politiche sociali.

In aula c’è stato un lungo dibattito che ha visto l’opposizione presentare 4700 emendamenti e 1000 ordini del giorno. Sono numeri che non ci aspettavamo – ha concluso il coordinatore della maggioranza – ma tutto rientra nella norma e non ci ha impedito comunque di approvare il bilancio entro la fine dell’anno scongiurando così l’esercizio provvisorio».

Mariani ha parlato di «bilancio come corsa a ostacoli». «Mi auguro che sia l’ultimo bilancio in queste condizioni – ha aggiunto – L’amministrazione ha dovuto fare una scelta, ovvero quella di concentrare le risorse, lasciando costante la pressione tributaria e mantenendo la spesa sociale per l’istruzione».

Per il presidente della commissione Bilancio «con questa manovra diamo certezze all’economia della città e siamo riusciti a mantenere invariata la pressione tributaria sulle spalle dei cittadini, nonostante i tagli della finanziaria».

Il consigliere Ds e vicepresidente della commissione Bilancio Bartolucci ha espresso soddisfazione perché «alla vigilia di un importante appuntamento elettorale siamo riusciti come maggioranza, con grande senso di rigore, a non presentare nessun emendamento alla manovra di bilancio per non appesantire la discussione e non rallentare i lavori dell’aula, dimostrando così grande senso di autoregolamentazione». Bartolucci ha espresso apprezzamento anche per le scelte di spesa, che vedono al primo posto servizi sociali e iniziative culturali. Spese difese dall’assessore Causi, che ha parlato di «progetti sociali, progetti di frontiera, che rispondono a bisogni reali e che non sono sostituibili da un bonus da 50 euro». «Come dimostrano tutti gli indicatori, Roma è una città in crescita e questo richiede un impegno da parte di tutte le forze politiche affinché la capitale sia dotata di strumenti adeguati. Servono strumenti normativi. Altrimenti – ha concluso Causi – non resterà che ridurre i servizi».

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