

Nella seduta del Consiglio municipale del 12 giugno 2008. Il documento integrale
Nella seduta del 12 Giugno 2008 il Consiglio del VII Municipio ha approvato a maggioranza (Voti favorevoli 15, contrari 10 gli Indirizzi programmatici del Presidente del Municipio Roma VII. Ecco qui di seguito il documento integrale approvato dal Consiglio.
LINEE PROGRAMMATICHE DEL MUNICIPIO VII 2008/2013
Le elezioni amministrative del 13 e 14 aprile e conseguentemente il turno di ballottaggio del 27 e 28 aprile 2008, hanno portato, dopo 15 anni di ininterrotto governo di centro-sinistra ad un cambio della maggioranza politica che avrà il compito di governare la città; al Municipio Roma VII i cittadini hanno, con il loro voto, riconfermato la maggioranza uscente ed il Presidente, esprimendo evidentemente un apprezzamento per le scelte politiche sin qui portate avanti dalla Giunta e dal Consiglio Municipale.
E’ stato un risultato importante, raggiunto malgrado una congiuntura politica estremamente negativa per il centro- sinistra, risultato che premia gli sforzi fatti dalla mia amministrazione, Giunta e Consiglio, di coinvolgere i cittadini tutti nelle scelte più importanti che abbiamo dovuto prendere nell’interesse di tutti i cittadini.
Consulte, Comitati di Quartiere, Associazioni culturali, sociali e sportive, organismi fondamentali della partecipazione popolare alle scelte politiche locali, hanno iniziato a lavorare a pieno ritmo in un rapporto sempre dialettico ma costruttivo con l’Amministrazione locale alla quale spetta comunque per mandato ricevuto dai cittadini l’onere ultimo delle scelte decisive.
Malgrado ciò sono perfettamente consapevole che proprio la campagna elettorale appena conclusa, ha prodotto non soltanto una politica degli equilibri politici su scala nazionale e cittadina, ma ha anche messo in evidenza, come è giusto che sia, quelle che sono le priorità sulle quali i cittadini ci hanno dato il mandato a governare il nostro Municipio e sulle soluzioni o meno delle quali ci giudicheranno alla fine di questa consiliatura.
Roma sta cercando faticosamente di trovare una sua collocazione nel mondo globale che sappia coniugare lo sviluppo economico con le esigenze imprescindibili della tutela dell’ambiente, dei diritti dei cittadini, delle fasce più deboli della società, della creazione di un welfare locale che metta tutti nelle condizioni di emergere senza dimenticare nessuno. Questo processo, proprio per la grande spinta dinamica che ha avuto in questi anni è un processo che presenta molti aspetti in chiaroscuro, molte contraddizioni della società moderna trovano nella nostra città una rappresentazione a volte plastica e il conflitto non si è sopito ma ha trovato una sua incanalazione positiva proprio nel percorso di partecipazione e di coinvolgimento realizzato in questi anni su tutte le scelte fondamentali per la città.
Il Municipio Roma VII in questo senso è una sorta di microcosmo dove in scala ridotta viene riportato il quadro cittadino delle contraddizioni.
Partendo da queste considerazioni abbiamo cercato in questi due anni scarsi di consiliatura di ricucire un tessuto sociale dinamico e vivo, ma in molti casi frantumato e mortificato, facendo percepire a tutti i cittadini singoli o associati la presenza del Municipio come vero e proprio ente locale che si confronta, si scontra a volte, ma poi decide e si assume una responsabilità nella scelta. Non sempre ci siamo riusciti e proprio per questo vogliamo continuare questa nostra esperienza fino al 2013, all’insegna della politica partecipata e condivisa nell’auspicio che il Decentramento diventi obiettivo comune non solo delle forze politiche ma anche dei cittadini.
Dovremo completare il percorso partecipato intrapreso istituendo la Casa municipale del Cittadino, la casa delle Associazioni del Territorio e il Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi perché solo istituendo dei luoghi fisici di confronto e di scambio di idee e di pensieri, possiamo trasmettere ai cittadini la certezza che su questo tema facciamo sul serio, e vogliamo dare a livello locale un contributo importante al superamento del rifiuto della politica soprattutto fra i più giovami.
La stessa sede del Municipio dovrà essere una casa di vetro, dove la regola della decisione dovrà essere la trasparenza.
Vogliamo contribuire con le nostre scelte alla costruzione di un nuovo Welfare locale che dia risposte no parziali alle contraddizioni indotte sulle periferie delle grandi città dalla spinta centrifuga della globalizzazione economica.
Tutta la nostra attività sarà quindi concentrata su due grandi assi tra loro intercambiabili che sono quelle delle Politiche sociali educative e culturali, quindi del “Welfare locale” e quello delle politiche strutturali ed infrastrutturali che comprendono mobilità, ambiente e lavori pubblici.
Per ragioni di sintesi espositiva è opportuno puntualizzare sinteticamente ogni singolo campo dei due macro-sistemi senza dimenticare che tutto è mito dell’ambizione di migliorare complessivamente la qualità della vita e le condizioni materiali dei nostri concittadini, dando ad essi la certezza di essere parte di un tutto con una precisa identità territoriale.
Ritengo tuttavia necessario dedicare preliminarmente un passaggio a quello che è stato il tema centrale, di questa campagna elettorale in Città e nel nostro Municipio, cioè quello dell’insicurezza sociale, che è poi risultato determinante per l’esito delle stesse elezioni a detta di tutti gli analisti.
Da questo punto di vista il Municipio Roma VII, che pure in questi anni ha fatto fronte adeguatamente al problema grazie a politiche attive e attente al tema dell’integrazione e inclusione sociale e culturale combinate con un’azione di prevenzione e repressione efficace laddove necessaria, operata dalle varie forze di polizia, rappresenta tuttavia uno specchio fedele di tutte le problematiche che in città contribuiscono ad alimentare un clima di insicurezza che deve essere governato onde evitare il rischio di un conflitto sociale ed etnico dalle conseguenze devastanti per il tessuto sociale cittadino e municipale.
Vogliamo ritenere prioritaria l’urgenza di approntare delle buone politiche volte ad una reale integrazione dei cittadini immigrati che legittimamente soggiornano sul nostro territorio e la comunità locale. Dobbiamo creare le condizioni per un reale dialogo interculturale ed interreligioso in cui tutti si impegnino a rispettare e valorizzare le diversità e i diritti –doveri previsti dalla nostra “Carta” costituzionale.
Riteniamo si debba evitare, per questi nuovi venuti e le loro famiglie, il formarsi di isole etniche loro destinate, che se in un primo momento potrebbero apparire una soluzione emergenziale, diventano presto dei ghetti non tollerabili.
Alle comunità religiose numericamente consistenti e presenti nel nostro Municipio la possibilità di stabilire rapporti di reciproca conoscenza ed amicizia.
L’Italia è un importante crocevia dei processi migratori internazionali e la quotidianità, soprattutto nelle periferie urbane, si caratterizza sempre più per il rapporto che i cittadini autoctoni costruiscono con i nuovi arrivati . La prostituzione di strada, correlata col fenomeno della tratta di persone allo scopo di sfruttamento, principale devianza della moderna migrazione, rappresenta uno dei fenomeni che per l’intensità e per l’impatto, deve essere oggetto di interventi orientati anche alle dirette esigenze dei cittadini.
Il fenomeno della prostituzione è un fenomeno complesso, e quindi l’approccio deve essere sui molteplici risvolti che lo compongono; si deve continuare ad avere come obbiettivo primario il contrasto del racket, si devono implementare le misure sociali per la tutela degli immigrati e per la tutela dei cittadini, deve essere restituita dignità e sicurezza alle città e certamente, si deve lavorare sugli aspetti culturali per comprendere meglio i cambiamenti avvenuti nel contesto sociale italiano.
Sulla prostituzione, confermiamo: se si tratta di una scelta di persona adulta ed emancipata, la società deve comunque prodigarsi per valutare se tali fatti non siano determinati dalla mancanza di altre opportunità (e perciò intervenire con percorsi integrativi);
chi è costretto e sottomesso ad un grave reato perché perpetrato dal racket delle organizzazioni criminali imposto con la violenza e con i ricatti soprattutto a danno di persone socialmente più deboli (immigrati clandestini, soggiogati alla tratta);
occorre proseguire con determinazione alla lotta contro l’ignobile fenomeno della prostituzione minorile;
occorre lavorare sulla comprensione completa del fenomeno anche facendo una riflessione attenta sui clienti per far comprendere il peso delle loro scelte sul condizionamento di molte donne;
Sulla prostituzione di strada ribadiamo la nostra proposta:
auspicabile sarebbe un intervento per adeguare l’impianto legislativo italiano alle mutate condizioni perché mentre è all’avanguardia la norma di tutela delle persone soggiogate al racket (ricordiamo il permesso di soggiorno provvisorio art. 18 T.U. immigrazione) e anche se datata la legge Merlini ( e la sua attuale applicazione giurisprudenziale), ancora per alcuni aspetti può essere considerata attuale, nulla esiste per limitare il disagio cittadino.
Guardando alle innumerevoli proposte che nel tempio dai diversi schieramenti politici sono state presentate e mai si sono trasformati in norma, credo che, nell’immediato futuro sarà impensabile aspettarsi un evento del genere.
Perciò, a leggi immutate almeno a livello locale, le amministrazioni cittadine dovrebbero intervenire con un lavoro di mediazione più decisamente orientato alle esigenze dei cittadini.
Per quanto esposto oggi, questa mediazione sul territorio nazionale, è esemplificata dall’esperienza di Venezia/Mestre dello “zoning” che non è un atto scritto ma, è una condivisione di obbiettivi perseguita con il coinvolgimento di tutti gli attori, delle istituzioni, delle forze dell’ordine, dei cittadini e possibilmente anche delle prostitute. Non si tratta di “parchi dell’amore”bensì, di aree (certamente non in prossimità delle zone residenziali) dove la prostituzione può essere praticata nel rispetto della privacy. In questi luoghi poi, si concentrano gli interventi dei servizi sociali per assistere le prostitute, quelli delle forze dell’ordine per contrastare i fenomeni delinquenziali, ed in fine il Comune organizza quello in un territorio da “gestire” e quindi punire, arredare, illuminare e se occorrerà (perché cambiano le esigenze della città) dovrà adoperarsi per organizzare una nuova definizione delle aree.
Analoga sensibilità si deve avere rispetto ad un altro tema sensibile per la vita dei cittadini, dei nostri quartieri, quale quello dei campi nomadi presenti sul nostro territorio o ai nostri confini, sapendo che in una prima fase andranno trovate soluzioni temporanee che rispettino i diritti degli abitanti dei campi, soprattutto se minori, ma che l’obiettivo ultimo deve essere quello del superamento della logica dei campi, proprio perché frutto di una cultura emergenziale che aumenta i conflitti ed il danno provocato proprio alle popolazioni residenti nei campi; occorre quindi attivare a livello cittadino e nazionale percorsi di graduale inserimento sociale, lavorativo, scolastico-culturale dei nuclei familiari favorendo l’autopromozione e l’autoinserimento dei rom e degli immigrati in genere, in quanto soggetti di diritti e doveri nei confronti di se stessi e della collettività in cui vanno ad inserirsi.
Se non si fa questo, nessuna legge, per quanto punitiva o restrittiva potrà mai dare la giusta soluzione ad un problema reale e importante per la vita di tutti.
Nei prossimi mesi, in stretta collaborazione con il Commissario straordinario per i problemi dei ROM, si provvederà al trasferimento dei nuclei presenti nell’insediamento spontaneo di Casilino 900 che non potrà mai divenire un campo autorizzato perchè localizzato su un’area a vincolo archeologico.
Il trasferimento della popolazione presente nell’insediamento già previsto dalla precedente Giunta Comunale, è stato rinviato ai mesi successivi alla conclusione dell’anno scolastico per dare modo ai bambini di portare a termine il percorso di istruzione avviato presso le scuole del territorio, evitando loro di subire interruzioni deleterie alla loro formazione.
Sarà compito di questo Municipio, di concerto con il livello cittadino, promuovere e coordinare a livello locale la collaborazione e l’interazione fra tutte le realtà istituzionali coinvolte nell’azione di trasferimento, nel rispetto del trattamento delle persone da trasferire a garanzia della salvaguardia dei diritti umani e civili. A tale proposito sarà proposto che le persone appartenenti alla stessa etnie possano trovare la giusta collocazione presso campi attrezzati in cui è presente quell’etnia, a garanzia della continuità nella condivisione di uno stesso modello culturale e della prevenzione di forme di conflittualità fra etnie diverse, fortemente presenti nell’attuale situazione del Casilino 900.
Per quanto si riferisce ai minori, attraverso il lavoro dell’Area dei Servizi Educativi e dell’Area Promozione Sociale, sarà garantita ogni forma di continuità nel percorso scolastico, di sostegno alla genitorialità e di tutela dei diritti dei minori, attraverso il raccordo e la collaborazione fra gli Uffici Municipali e quelli dei Municipi e/o Comuni di futura destinazione delle famiglie.
Sarà cura del Municipio promuovere presso la ASL RM B azioni di raccordo e comunicazione con le ASL di destinazione della popolazione nomade trasferita, a garanzia della continuità di percorsi di tutela della salute già attivati presso il II Distretto Sanitario.
Avvenuto il trasferimento, saranno messe in atto tutte le forme necessarie alla bonifica dell’area, al controllo e alla vigilanza della stessa per evitare nuovi insediamenti abusivi.
Da questa lunga premessa è opportuno entrare nel dettaglio delle linee programmatiche per i prossimi cinque anni, suddividendole in cinque grandi aree tematiche: Politiche sociali e Welfare Locale, Politiche educative e scolastiche, Politiche culturali e sportive, Politiche urbanistiche per l’ambiente e la mobilità sostenibile, Lavori pubblici e opere infrastrutturali.
POLITICHE SOCIALI E WELFARE LOCALE
L’approvazione del Piano Regolatore Sociale municipale nella forma partecipata e condivisa attraverso la quale è stato elaborato, rappresenta un passaggio fondamentale nella costruzione di una rete che attraverso la prevenzione del disagio, l’assistenza continua e l’attuazione di politiche attive per il lavoro tende ad aumentare la percezione della sicurezza del territorio in cui vivono che passa sia attraverso l’intensificazione delle azioni delle forze di polizia nella prevenzione e repressione dei reati, sia attraverso la costruzione di una rete di protezione sociale complessiva che guarda anche alla sicurezza dei luoghi di lavoro e di svago e divertimento. I cittadini devono essere liberi di circolare avendo intorno a loro un ambiente sano, ben vigilato e illuminato.
Dobbiamo quindi intensificare la già incisa azione finalizzata all’abbattimento delle liste di attesa per l’assistenza domiciliare, creando al contempo luoghi di socializzazione alternativa all’assistenza in casa, consolidare i nostri già numerosi centri anziani rendendoli polifunzionali e aperti ai giovani e costruire luoghi socializzanti per i giovani siano essi all’aperto, una Piazza in ogni quartiere, sia strutture culturali destinate ai giovani.
Dobbiamo dare attuazione al Protocollo d’intesa stilato con la Provincia e il Comune di Roma finalizzato alla costruzione di una rete di enti locali, associazioni di categorie, organizzazioni sindacali, singole imprese, COL, Centro per l’impiego, C.T.P., E.D.A., singole scuole del territorio, che sviluppano progetti per l’inserimento lavorativo di giovani donne, soggetti svantaggiati del territorio utilizzando fondi regionali, nazionali ed europei.
POLITICHE EDUCATIVE E SCOLASTICHE
Il Municipio Roma VII è uno dei Municipi romani con il più alto tasso di dispersione scolastica.
L’obiettivo principale, in linea con la normativa europea, deve essere quello di arrivare ad un percorso formativo ed educativo permanente da zero a cento anni, dove nessuno resti escluso.
Occorre quindi aumentare considerevolmente l’offerta di posti negli Asili nido e nelle scuole materne per offrire ai bambini un luogo confortevole di ingresso alla scuola primaria e al contempo alle famiglie l’opportunità di incrementare il loro reddito dando soprattutto alle madri la possibilità di mantenere l’impiego lavorativo o di cercarne uno se non lo hanno.
Abbiamo la possibilità di raddoppiare nei prossimi cinque anni i posti negli asili nido aprendo già nel 2009 tre nuovi spazi, due sulla Palmiro Togliatti, frutto di compensazione edificatorie, e uno al Quarticciolo con i fondi regionali del locale Contratto di Quartiere.
Dobbiamo altresì sostenere la scuola nel loro difficile compito educativo e formativo migliorando gli ambienti, mettendo a norma le strutture, aprendole al territorio per l’intera giornata con attività ludiche, sportive e culturali.
Occorre sostenere gli insegnanti e gli operatori scolastici nel loro difficile compito educativo, con progetti mirati alla riduzione della dispersione scolastica, all’inclusione della numerosa rappresentanza di alunni e studenti stranieri e alla prevenzione dei fenomeni di bullismo, purtroppo sempre più frequenti.
POLITICHE CULTURALI E SPORTIVE
L’apertura del Teatro Quarticciolo e la parziale realizzazione del Parco Archeologico di Centocelle hanno migliorato ulteriormente la già ricca offerta culturale e ricreativa del territorio.
Per il primo la scelta dei due consulenti artistici, Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea, operata dal Comune, in accordo con il Municipio, ha dotato il territorio di nuove significative esperienze in campo artistico e culturale; ora dobbiamo metterle in rete con le Associazioni Culturali del Municipio e con i quartieri per fare di quel Teatro il nostro Teatro.
Il Parco Archeologico di Centocelle dovrà essere completato nel rispetto dei vincoli archeologici e delle Delibere Comunali n. 69/2003, n. 22/2005 e con Delibera di Giunta Regionale n. 676/2006,(vedi anche Risoluzione del Consiglio Municipale n.33 del 26 novembre 2004 e 20 del 7 agosto 2007) ma prima ancora dovrà essere liberato dai rottamatori, per i quali è stata finalmente individuata un’area dal Commissario Straordinario per l’Ambiente della Regione Lazio e dal Campo Nomadi Casilino 900 che dovrà essere trasferito in aree attrezzate, nel rispetto della dignità umana e delle esigenze scolastiche dei bambini che frequentano le nostre scuole.
Le Attività culturali, già ricche di proposte, dovranno essere intensificate con ulteriori finanziamenti, proseguendo la valorizzazione del patrimonio culturale, storico e artistico di tutti i nostri quartieri e l’importante ruolo avuto nella resistenza romana; occorre potenziare l’Ufficio della Memoria del Municipio presso la scuola Cecconi, valorizzando il ruolo sia dell’ANPI che delle scuole e associazioni del territorio, soprattutto in questo anno in cui si celebra il sessantesimo della nostra Carta Costituzionale.
Il dinamismo delle Associazioni e delle Società Sportive va aiutato e accompagnato da un lato valorizzando ed ampliando l’offerta di sport diversi dal calcio, che svolge sempre una importantissima funzione socializzante, dall’altro incrementando e migliorando l’offerta di strutture polisportive, immaginando la realizzazione di almeno una di esse in ogni quartiere.
L’opportunità rappresentata dalla realizzazione della Centralità Urbana nell’area dell’attuale Centro Carni, va sostenuta con determinazione da parte di tutte le forze politiche e i cittadini del territorio.
Il progetto, già approvato nelle sue linee essenziali dalla Giunta del Municipio, rispetta in larga parte le indicazioni già date dal Consiglio Municipale, di realizzare in quel luogo un grande polo culturale museale espositivo e sportivo con attività commerciali dedicate e relativa residenzialità.
Auspichiamo che all’interno della Centralità nell’area attualmente occupata dai magazzini del Teatro dell’Opera in Via dei Larici, trovi ampio spazio una scuola di eccellenza denominata “Università delle Arti”, coinvolgendo il Conservatorio di Santa Cecilia e l’Accademia delle Belle Arti di Danza e di Arte Drammatica, e uno spazio importante destinato al dialogo interculturale interreligioso.
POLITICHE URBANISTICHE, PER L’AMBIENTE E PER LA MOBILITA’ SOSTENIBILE.
Il P.R.G. approvato definitivamente nell’ultima riunione di Consiglio Comunale di Roma, oltre a rappresentare una importante occasione di sviluppo compatibile per la città, fissa anche regole importanti sia per quanto concerne i percorsi partecipativi che devono accompagnare l’iter procedurale dei provvedimenti urbanistici, sia per quanto riguarda le garanzie di realizzazione dei servizi o urbanizzazioni legate ad ogni nuovo intervento edificatorio.
Noi dobbiamo mettere in campo una vigilanza ferrea affinché siano rispettati i vincoli archeologici e ambientali dove ci sono, ma anche le prescrizioni che impongono di realizzare prima le urbanizzazioni e i servizi e poi le residenze, e di rendere bioenergetica ogni nuova costruzione.
Il P.R.G. vincola a verde larga parte del territorio cittadino; di questo verde una parte consistente sta già sul nostro territorio; dobbiamo aumentare la capacità di cura dei parchi rendendoci parzialmente autonomi rispetto ai finanziamenti e dotandoci di uno strumento operativo (Cooperativa sociale Municipale) che sia in grado di intervenire tempestivamente sul fronte della pulizia e del decoro urbano.
La realizzazione imminente della Metro C impone a tutti noi di aprire tavoli di concertazione, quartiere per quartiere, sia per mettere a punto uno studio sulla viabilità interna e un piano integrato dei trasporti, sia per completare lo studio e il finanziamento di un corridoio di mobilità ciclopedonale che partendo da Centocelle attraversi il Parco Biodinamico Alessandrino, il Parco di Tor Tre Teste e colleghi tutti i quartiere con la mobilità su ferro esistente e futura.
Il corridoio della mobilità della Togliatti, apprezzabile nelle intenzioni di chi lo ha ideato, presenta dei limiti e va quindi migliorato alla luce delle valutazioni che emergeranno dall’Osservatorio cittadino sui corridoi stessi.
La realizzazione della Prenestina bis, unitamente alla realizzazione delle complanari sulla A24, il prolungamento di Via Longoni, fino alle complanari stesse, il raddoppio della Via Collatina, l’apertura di Via Tiratelli e il nuovo svincolo sul G.R.A., tutte opere già finanziate, rappresentano l’occasione attesa da decenni per risolvere un nodo strategico della viabilità cittadina e liberare i quartieri di Tor Sapienza e La Rustica dal traffico. Chiediamo però che queste opere vengano realizzate tenendo conto delle compatibilità ambientali, e, per la Prenestina bis, reperendo le risorse necessarie per attenuare l’impatto nel tratto in trincea, con interventi di mitigazione e parziale interramento, nonché l’allargamento dell’ultimo tratto della vecchia Via Prenestina e il sottopasso tra Viale Palmiro Togliatti e via Prenestina.
Occorre poi mettere in campo progetti anche in partnership con privati o organizzazioni di categoria per lo sviluppo delle energie sostenibili e rinnovabili negli edifici pubblici a partire dalle scuole.
Nel campo dei rifiuti dobbiamo, insieme ad AMA S.p.A. promuovere con forza la raccolta differenziata, porta a porta, anche per liberare le nostre strade, spesso strette, dai cassonetti ed aumentare la disponibilità di parcheggi a rotazione per realizzare i quali va usato, anche se con raziocinio, lo strumento dei P.U.P. e del Project Financing.
LAVORI PUBBLICI E OPERE INFRASTRUTTURALI
Malgrado l’esiguità dei fondi a disposizione la Giunta municipale è riuscita ad avviare un’opera di monitoraggio continuo e costante sull’utilizzo dei fondi stessi.
Dobbiamo continuare quest’opera per assicurare ai cittadini una gestione efficace, efficiente e trasparente delle risorse cercando di utilizzare tutti i fondi disponibili.
Devono essere completate le opere compensative legate alla realizzazione dell’alta velocità, concludendo l’appalto in essere legato alle opere di mitigazione ambientale e assumendo direttamente al Municipio l’ultimo appalto relativo ad importanti opere di viabilità; tale operazione oltre a consentire un maggiore controllo sulle realizzazioni ci permetterà di acquisire anche i fondi derivanti dai ribassi d’asta che potremo riutilizzare sul territorio.
Deve proseguire l’opera di abbattimento delle barriere architettoniche sui marciapiedi e gli edifici pubblici e di messa in sicurezza delle strade, soprattutto garantendo una manutenzione costante del manto stradale e della segnaletica orizzontale e verticale.
Agli alloggi di edilizia pubblica residenziale va garantita una manutenzione accurata sollecitando Romeo Gestioni e Comune di Roma ad un più rapido intervento; allo stesso tempo deve essere affrontata l’emergenza abitativa acquisendo una serie di abitazioni di riserva da destinare all’alloggio temporaneo degli sfrattati.
Dobbiamo completare rapidamente i contratti di quartiere in essere (Centocelle Vecchia e Tor Sapienza ) e far partire rapidamente quello di Quarticciolo dove verranno realizzati importanti servizi per il quartiere oltrechè la riqualificazione di alcuni lotti di edilizia Ater.
Un capitolo a parte, seppur breve, merita l’importantissima questione delle attività produttive, soprattutto il commercio e l’artigianato che nella loro dimensione locale costituiscono un fondamentale supporto alle azioni da intraprendere sul fronte della sicurezza poiché la loro diffusione capillare sul territorio garantisce un reddito sicuro a molte famiglie e un presidio fondamentale in quasi tutte le strade del Municipio. Dobbiamo, in accordo con le organizzazioni locali e di categoria aprire un tavolo di confronto che abbia come obiettivo principale la salvaguardia, sia economica che sociale, delle piccole attività e dei mercati rionali sempre più insidiati dalla grande distribuzione, che se da un lato rappresenta uno strumento importante, anche se non sempre, per la calmierizzazione dei prezzi, dall’altro però provocano una mortalità eccessiva di attività, in un settore cruciale per le ragioni dette prima. Dobbiamo esercitare, con gli altri Municipi interessati, un azione incessante affinchè l’Amministrazione Comunale si doti finalmente di un piano per le medie e grandi strutture di vendita che ne razionalizzi la presenza sui territori.
Allo stesso tempo dobbiamo rilanciare sul territorio le esperienze di autorganizzazione quali quelle dei Centri Commerciali Naturali che hanno subito una frenata nei mesi scorsi, chiedendo alla Regione delle modifiche ai criteri di attribuzione dei fondi che li rendano adattabile alla realtà romana e ai suoi Municipi.
Voglio chiudere questa mia esposizione affrontando il tema del Personale della sua riorganizzazione che dovrà procedere di pari passo con la razionalizzazione ormai imminente della struttura del Municipio; nel recente passato da parte della Giunta Comunale uscente e attualmente da parte del nuovo Ministro della Funzione Pubblica il personale della P.A. è stato fatto oggetto di critiche e attacchi esagerati e, credo, per quanto riguarda quello dei Municipi in larga parte immotivati.
I Municipi sono oggi la frontiera della P.A. e finchè non sarà completato il processo di decentramento, a parole da tutti auspicato, sempre più lo saranno; noi tutti Giunta e Consiglio Municipale e Dirigenza Apicale del Municipio dobbiamo fare uno sforzo possibile per assicurare efficacia, efficienza ed economicità dell’Amministrazione che siamo chiamati a governare, garantendo al contempo i diritti dei lavoratori ad operare in luogo idoneo da un punto di vista normativo e ai cittadini un servizio rispondente alle loro necessità.
L’occasione ci è data dalla imminente consegna dello spazio sulla Via Collatina, e tutti insieme alle OO.SS. dovremmo decidere quali servizi sarà opportuno trasferire e conseguentemente come rendere più accoglienti gli spazi attuali.
Una particolare cura e attenzione dovremmo dedicare ai lavoratori della scuola che svolgono un servizio fondamentale per i cittadini e le famiglie del territorio.
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