

Ma non tutto fila liscio. Da maggio disponibile anche la carta dei servizi edizione 2007
Addio alle tessere di carta. L’utente potrà sostituire i vecchi abbonamenti Metrebus Roma e Metrebus con quelli compatibili con i nuovi “varchi”, secondo le modalità indicate nella lettera che l’Atac ha provveduto ad inviare ai suoi abbonati e di cui riportiamo i passaggi più salienti.
“Gentile utente…..lei è attualmente in possesso di un abbonamento cartaceo che diverrà non utilizzabile e dovrà essere sostituito da una Metrebus Card elettronica corredata da foto. La invitiamo, pertanto, a compilare il modulo di richiesta, che troverà allegato alla presente, ed a consegnarlo presso una delle biglietterie Atac. Tale richiesta dovrà essere corredata da una foto tessera per la personalizzazione del titolo stesso. Successivamente potrà ritirare, dopo 20 giorni dalla consegna del modulo, la tessera carica dell’attuale titolo di viaggio in suo possesso presso il centro di assistenza da lei indicato nel modulo di richiesta, previa riconsegna dell’abbonamento cartaceo attualmente in suo possesso……..”.
Segue l’elenco degli uffici abilitati a ricevere i moduli di richiesta dell’abbonato-utente, nonché a consegnare le nuove tessere (per la precisione: ufficio di via Gaeta 78, biglietterie metro di Anagnina, Eur Fermi, Ponte Mammolo e Lepanto). Infine, insieme alla mail dell’azienda, viene segnalato il numero verde 800431784, nel caso l’utente necessiti di ulteriori informazioni.
Almost perfect, dunque. Specie se si leggono i dati della “customer satisfaction” sulla carta dei servizi Atac edizione 2007.
Secondo quest’ultima, infatti, l’indice di soddisfazione del cittadino-utente, per le linee di superficie è stato, nel 2006, del 64%; per la metro del 71%. Per il servizio di assistenza (sempre nel 2006) è risultato un gradimento del 81% (sportello al pubblico) e del 87% (numero verde). Non dubitiamo della serietà dell’indagine ma (ci perdoni l’Atac) riteniamo che tali numeri siano molto lontani dalla qualità del servizio percepita dai cittadini utenti. E non solo per via dei giudizi non proprio lusinghieri che si raccolgono ogni giorno alle fermate o dentro gli autobus, legati per lo più ai tempi d’attesa. Rispetto a ciò, per il cittadino, rivendicare un comfort migliore passa in secondo piano.
La nuova carta dei servizi ci informa che oggi il 73% delle vetture di superficie sono climatizzate.
Bene. Ma a che serve la climatizzazione se gli autobus marciano sistematicamente con le finestre aperte e non si può fare nulla per chiuderle (posto che spetti all’utente)? Che dire poi dell’idea di tappezzare di stoffa i sedili delle stesse vetture, sporchi fino all’indecenza perché di difficile manutenzione?
Circa il cosiddetto servizio d’assistenza (81% e 87% di soddisfazione) riportiamo un episodio avvenuto una decina di giorni fa davanti la biglietteria di Eur Fermi, del quale siamo stati testimoni.
Un cittadino-abbonato, venti giorni dopo aver presentato quanto dovuto per il cambio di tessera, seguendo le istruzioni contenute nella lettera, è tornato alla biglietteria per il ritiro della nuova. Alla sua richiesta, però, l’addetto ha risposto di non poter consegnare il nuovo titolo se l’utente (viva la semplificazione amministrativa!) non esibiva il contratto stipulato con l’azienda al momento del rilascio del vecchio. Contratto di cui la lettera dell’Atac indirizzata agli abbonati, come abbiamo visto, non fa menzione, anche perché di una sua copia (come è ovvio) la stessa azienda è già in possesso.
L’utente ha deciso allora di rivolgersi al numero verde. L’operatore di turno, a chiare note, ha risposto che l’addetto alla biglietteria non poteva assolutamente pretendere il contratto e che era tenuto a rilasciare la nuova tessera. L’abbonato è ritornato così alla biglietteria ma l’irremovibile incaricato gli ha detto che al call center sbagliavano, che “certe cose non le sanno” e gli ha ribadito che occorreva il contratto.
A quel punto il malcapitato utente, per non ritornare una terza volta, su suggerimento dello “zelante” addetto, era costretto a dichiarare per iscritto di aver smarrito il contratto, unica condizione per riavere il suo titolo di viaggio per il quale aveva sborsato mesi prima 230 euro.
Non facciamo commenti. Diciamo solo che l’episodio (sicuramente non isolato), come minimo, dovrebbe imbarazzare una azienda che investe così tanto sulla comunicazione, puntando su una campagna informativa che mette in campo, nell’ordine: il portale web www.atac.roma.it, il numero verde 800431784, Roma Radio (l’emittente digitale Atac), l’Agenzia giornalistica Trasporti & Mobilità (che cura la pagina sull’edizione romana di Metro).
Con tali presupposti (e tali costi) il cittadino non avrebbe diritto a un servizio migliore? Certo, una risposta dell’Atac S.p.A. -Agenzia per la mobilità- sarebbe molto gradita. Al nostro giornale come ai cittadini.
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