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Augusto Battaglia fa il punto sulla Sanità nel Lazio

Durante gli Stati generali regionali dei Ds a Fiuggi

Abbiamo incontrato l’assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia durante i lavori degli stati generali regionali dei Democratici di Sinistra riunitisi a Fiuggi (2-3 febbraio u.s.),
dove ha condotto con  competenza  i lavori del workshop riguardante la Sanità.

Augusto Battaglia ha snocciolato cifre e progetti concreti e raffronti percentuali che hanno preso il posto, una volta tanto dei soliti discorsi generrici che tanto spesso si sentono in materia di sanità.

Riportiamo qui di seguito una sintesi del suo intervento.

"Il fabbisogno del Sistema Sanitario Regionale – ha esordito Battaglia – previsto per l’anno corrente è pari a 10.010.000.000 (diecimiliardidiecimilioni) di euro. La Regione deve quindi far fronte a questa spesa tenendo presente che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione un debito lordo pari a 9.700.000.000 (novemiliardisettecento) che scendono di duemiliardi tenendo presente alcuni crediti che vantiamo nei confronti dello Stato.

Per rientrare nei parametri imposti dall’ultima finanziaria la Regione Lazio deve riconsiderare il suo fabbisogno per l’anno appena iniziato ribassandolo di ben 778.000.000 (settecentosettantotto milioni) di euro.

"Come risparmiare 778 milioni di euro garantendo comunque uno standard qualitativo elevato del nostro Sistema Sanitario Regionale?" Si à chiesto l’assessore regionale alla Sanità.

Per Battaglia le strade da percorrere sono tre:

1) PERSONALE: bloccare le assunzioni, salvo garantire delle deroghe, come ad esempio l’assunzione di figure professionali "chiave" come infermieri e tecnici radiologi. Bisogna inoltre controllare gli esuberi, ottimizzando la forza lavoro distribuendola lì dove effettivamente serve

2) POSTI LETTO: bisogna tagliare 1.500 posti letto, e l’operazione riguarderà i nosocomi del centro storico di Roma, territorio dove vi è una eccessiva concentrazione di strutture ospedaliere.

Ai 1.500 posti si vanno ad aggiungere altri 3.000 posti letto che vanno tagliati nei prossimi tre anni. Ma non solo tagli: bisogna redistribuire i posti letto esistenti, cosiderando le nuove correnti demografiche e residenziali: a Talenti, per esempio, ci sono 260.000 abitanti senza ospedale, senza considerare poi che bisogna rafforzare la rete ospedaliera nel quadrante Appio – Nomentano.

Inoltre, senza un’adeguata programmazione dell’edilizia ospedaliera, si rischia, secondo Battaglia –  di mandare in crisi anche le strutture di recente costruzione: Tor Vergata, con 60.000 accessi al Pronto Soccorso nel solo 2006, è già al limite delle proprie capacità. Stesso discorso per il Grassi di Ostia che da solo serve 250 mila persone senza considerare i vacanzieri estivi.

Continuando con le nuove emergenze e necessità della Sanità laziale, consideriamo altri fattori: nelle ASL RM A e RM E ci sono troppe cliniche, mentre il comune di Ladispoli, il comune con il più alto tasso di natalità, richiede urgentemente una struttura ospedaliera adeguata.

"Concludendo – ha affermato Battaglia -se rispettassimo alla lettera i nuovi requisiti minimi organizzativi, dovremmo chiudere molti ospedali di Provincia: bisogna quindi ripensare ad una nuova edilizia ospedaliera oltre che ad una ridefinizione dei posti letto; ecco perchè stiamo progettando una grande riorganizzazione che contemplerà il completamento di Tor Vergata, un nuovo ospedale a Monterotondo scalo e la ristrutturazione dell’Umbero Primo (iniziata il primo febbraio,n.d.r.).

3) FARMACEUTICA: L’obiettivo è quello di risparmiare da questo capitolo di spesa ben 140 milioni di euro. Non vogliamo reintrodurre il ticket, questo sia ben chiaro, ma la Finanziaria ci obbliga a coprire il 40% della spesa farmaceutica, quindi dobbiamo trovare nuove voci di spesa da limare e ottimizzare: due sono le ipotesi che vanno in questa direzione. Ampliare la distribuzione diretta dei farmaci (quelli acquistabili a costo intero) ed imporre la prescrizione di un medicinale per ogni ricetta, onde evitare prescrizioni "facili".

Siamo realisticamente ottimisti che queste misure siano sufficienti considerando che in un anno, dicembre 2005/dicembre 2006, la spesa farmaceutica è calata del 10%.

Bisogna però ricordare che il Sistema Sanitario Regionale ha bisogno di migliorie piuttosto che di tagli: partiamo quindi da un 2006 che ci ha dato segnali confortanti: tra il 2005 e il 2006 il deficit della regione è diminuito di 600 milioni, nonostante questo abbiamo registrato un aumento del 15% delle prestazioni delle ASL, un +20% di trapianti, +9% registrato dalla raccolta sangue (e con il 2007 si punta all’autosufficienza), +20% di controlli nei cantieri edilizi e ci siamo attestati su 30 giorni per una visita specialistica e 60 giorni per una visita diagnostica: cifre quest’ultime da migliorare ma che ci fanno ben sperare per l’immediato futuro.

Analizzati questi punti, elenco brevemente quelli che ci siamo prefissati:

– rafforzare l’assistenza sanitaria sul territorio;

– intervenire nei meccanismi della continuità assistenziale;

– favorire la prescrizione di farmaci appropriati;

– investire sulle risorse del territorio (è in preparazione un bando per l’assistenza domiciliare).

Capitolo a parte meritano le ultime e triste vicende riguardanti il Policlinico Umberto I°: il Policlinico rimane un punto di forza del Sistema Sanitario Nazionale, e non solo Regionale, con livelli di professionalità ineguagliati anche fuori dai confini nazionali.
Ci sono dei problemi che stiamo superando, e l’avvio dei lavori nella giornata del 1 febbraio ne è la prova: appena il Governo ci ha dato il via libera, "passando" le strutture ospedaliere dal Demanio all’Università, siamo partiti con gli interventi di rinnovo dei reparti grazie ai primi 115 milioni messi a disposizione dal Ministero della Salute: l’assembramento delle camere operatorie in un’unica struttura e la ristrutturazione dei celebri tunnel sono tra le opere a cui abbiamo dato la massima priorità."

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