

Blitz serale nel collegio di viale delle Milizie con fuochi d'artificio e banchi in cortile. Il collettivo: "Tagli a scuola e sanità per le guerre, lottare nel sistema non basta"
Un’autentica fiammata di protesta scuote gli istituti superiori romani e trova il suo epicentro simbolico in uno dei luoghi chiave dell’attivismo studentesco cittadino.
Nella serata di ieri, lunedì 26 ottobre, i collettivi hanno ufficializzato l’occupazione del Liceo Terenzio Mamiani di viale delle Milizie, allargando ulteriormente il raggio di un’agitazione che sta attraversando l’intera rete scolastica della Capitale.
I momenti dell’azione sono stati documentati dagli stessi studenti sui canali social: spettacoli pirotecnici accesi all’esterno dell’edificio nel quartiere Prati per celebrare l’avvio della mobilitazione e una fitta catena di banchi posizionata nel cortile per sbarrare i varchi e impedire il regolare svolgimento delle lezioni.
Alla base dell’azione c’è una dura vertenza di natura politica che chiama in causa le scelte dell’esecutivo nazionale, accusato di proseguire sul binario del disinvestimento nei servizi essenziali e nella formazione pubblica a vantaggio della spesa bellica.
«Di fronte a decisioni di governo che sottraggono risorse alla scuola per destinarle ai conflitti, che alimentano la progressiva erosione del sistema sanitario e che non offrono risposte a una generazione schiacciata dalla precarietà lavorativa, le forme tradizionali di contrattazione non bastano più», rivendica la nota diffusa dalle sigle studentesche del Mamiani.
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