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Basilica di San Pietro

La basilica di San Pietro sorge nella piazza dove 3000 anni fa si trovava un villaggio chiamato Vaticanum dipendente da Veio. Secondo una leggenda, in questo villaggio esisteva un albero secolare con una targa in bronzo dove c’era un’oscura iscrizione. L’albero era stato dotato di un potere magico: sul suo tronco si leggeva il futuro delle persone.
Il terreno era acquitrinoso e poco accogliente. Nel periodo di Marziale, venne bonificato per permettere di crearvi un circo per il quale fu portato l’obelisco da Eliopoli che oggi si trova nel punto centrale della piazza. Si tratta di uno dei tredici obelischi della città eterna, soprannominata per questo anche città degli obelischi. Sembra che ce ne sia un quattordicesimo sepolto vicino piazza San Luigi dei Francesi. Secondo la tradizione, l’obelisco di piazza San Pietro è stato collocato nel punto dove è stato martirizzato il primo papa. Nel Medio Evo, circolava la leggenda secondo la quale Augusto aveva incaricato il suo consigliere, il poeta e mago Virgilio di trovare una degna sepoltura per le ceneri di Giulio Cesare. Virgilio giunse nella lontana Gerusalemme dove la sua attenzione fu attirata dall’obelisco e dalla palla che lo sormontava. Domandò agli ebrei che cosa contenesse. Risposero che l’obelisco era stato fatto innalzare dopo la morte di Salomone, e che le sue ossa erano conservate all’interno della palla.
Il poeta disse agli ebrei di arrendersi alla potenza romana e che avrebbe portato l’obelisco a Roma. I capi ebraici si arresero a condizione che il mago gli versasse mille denari d’oro per ogni giorni di viaggio per il trasporto del monumento. Virgilio accettò e nel cuore della notte, fece una magia in modo che l’obelisco giungesse immediatamente a Roma. Il poeta sborsò quindi solo i soldi di un giorno di viaggio agli ebrei. Una volta a Roma, le ossa di Salomone furono sostituite dalle ceneri di Giulio Cesare. Quando Sisto V fece trasportare l’obelisco a piazza San Pietro, sembra che abbia sostituito le ceneri di Giulio Cesare con una reliquia della Croce.
Secondo la tradizione, anche all’interno della Basilica ci sono oggetti carichi di mistero. Infatti, sembra che pietrificato nel bronzo, sia conservato il gallo che cantò tre volte quando Pietro rinnegò il suo Maestro. Un’altra famosa reliquia è la lancia di Longino che colpì Cristo durante l’agonia.
Si narra che due colonne tortile in marmo pario provengano dal tempio di re Salomone. Nei suoi scritti, il viaggiatore ebreo Beniamino da Tudela ne parla molto, raccontando dell’iscrizione ebraica “Salomone figlio di David” e racconta di come, ogni anno, nel nono mese, le colonne stillino “sudore come acqua”.
C’è un’altra colonna, tra i tesori di San Pietro, che secondo una leggenda, è quella a cui Gesù si appoggiò mentre parlava con i dottori della Legge nel Tempio, e dove liberò anche le vittime di possessione diabolica. Nel Medio Evo vi si tenevano legati gli indemoniati, con la speranza che la Potenza sprigionata dal Cristo potesse aiutarli.
Altri misteri riguardano l’antica costruzione: nel 1450, il Ruscellai disse che al suo interno vi erano state murate vive due donne.

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