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Battaglia: cogliere le grandi potenzialità di un territorio dinamico e in sviluppo

Gli obiettivi del candidato Ds al Consiglio comunale di Roma

Consigliere Battaglia, partiamo dall’esito delle ultime elezioni politiche. Quali indicazioni si possono trarre per le prossime amministrative?
«Innanzitutto vorrei dire che nel paragonare elezioni politiche ad amministrative si compie sempre una forzatura. Infatti le motivazioni nell’elettorato sono differenti e le specificità locali giocano un ruolo maggiore nelle elezioni amministrative. Tuttavia, le esperienze di governo locale giocano, a loro volta, un ruolo anche nelle scelte politiche di ordine generale. Lasciando agli esperti la valutazione dei comportamenti e dei flussi degli elettori provo a fare un ragionamento politico che tiene conto di alcuni dati evidenti: in tutta la città vi è una sostanziale avanzata del centro sinistra verso il suo massimo storico, e ciò avviene in maniera particolare nei municipi di Roma est. Nel VII municipio, ad esempio si è al di sopra della media cittadina di 2 punti circa. Secondo me, è il segno di un sostanziale radicamento del centro sinistra nel territorio e di un diffuso apprezzamento della sua capacità di governo. Non solo, gli elettori premiano la scelta unitaria dell’Ulivo in maniera convinta e di tale indicazione dobbiamo tenere conto anche nel prossimo futuro.»

In previsione delle amministrative quale sono secondo lei le priorità di Roma?
«La riconferma di quelle che hanno decretato il successo del cosiddetto “modello Roma”: una città che ha come priorità la coesione sociale, un rapporto equilibrato tra centro e periferia, che eviti i fenomeni di ghettizzazione e una comunità del benessere inclusiva e di prossimità; una linea guida di sviluppo che cerca punti di forza nelle università, nella ricerca e nell’innovazione senza paura di sperimentare la modernità. Insomma si tratta di proseguire nell’ambizioso lavoro (per usare il felice slogan del sindaco Veltroni) di far diventare centro la periferia.»

Quale bilancio e quali gli obiettivi per Roma est e per il VII municipio cui lei è particolarmente legato?
«Nessuna altra parte della città è stata interessata da così tanti cambiamenti come la zona est e in particolare il VII municipio. Trasformazioni economiche rilevanti, nuovi insediamenti commerciali e aree produttive, si sono accompagnate a nuove abitazioni, alla costruzione di infrastrutture e a una risistemazione generale del territorio. Un territorio che continuerà a trasformarsi in maniera ancora più rilevante nel prossimo futuro. La grande sfida è stata, e sarà ancor di più, quella di saper governare questo cambiamento, seguendo la via di uno sviluppo armonico del territorio capace di tenere conto della qualità della vita dei cittadini, delle loro esigenze e dei nuovi bisogni che emergono; coniugare sviluppo e coesione sociale, questa è la priorità, proseguendo sulla strada tracciata dal sindaco Veltroni.»

Può farci degli esempi?
«Sul piano della mobilità abbiamo davanti agli occhi la trasformazione dell’asse viario. Vent’anni fa il traffico era sostanzialmente unidirezionale: dalla periferia al centro; oggi l’asse della Palmiro Togliatti è diventato strategico a testimoniare del cambiamento strutturale delle periferie romane. Quest’asse, che già collega alla Tangenziale e alla Roma L’Aquila per il traffico veicolare, si arricchisce della creazione dell’unilinea per il trasporto pubblico che andrà a intersecare la nuova linea della metropolitana di superficie che collegherà Tivoli alla stazione Tiburtina parallelamente alla A24. Si aggiunga il progetto della Prenestina Bis che andrà in appalto a brevissimo tempo, e la già avviata realizzazione della metro C e avremo un quadro chiaro di quello che accade sul territorio. La grande azione del governo capitolino e di quello del Municipio è stata far sì che a queste opere si accompagnassero la realizzazione di un asse del verde pubblico che non ha eguali nella città e, soprattutto, di un recupero delle aree più vecchie o abbandonate del territorio in funzione non meramente economicista ma soprattutto in termini di socialità, di cultura e di qualità dell’abitare. Un esempio è il Centro Servizi Prenestino (di fronte alla sede del VII): cinema, un grande centro sportivo, spazi culturali, verde attrezzato: un’area recuperata non solo al VII ma alla città intera.»

Quale sarà il futuro dell’area del Centro Carni?
«Vorrei ribadire, riguardo al VII municipio, la volontà di rimettere in comunicazione i vecchi quartieri, ricomporli in un insieme ordinato e più vivibile, superare l’isolamento di pezzi del territorio e reimmetterli nella città. In tal senso la grande sfida del futuro sarà la sistemazione dell’area del Centro Carni. Nell’arco di due-tre anni, appena completato il trasferimento nel Centro Agroalimentare di Guidonia, avremo a disposizione un’area di estensione considerevole, posta in una posizione strategica proprio alla luce di quanto detto prima. Si tratta dunque di sottrarre lo spazio ad ogni ipotesi speculativa per rendere possibile una trasformazione dell’area verso funzioni di pregio e di qualità, ad alto valore non solo economico ma sociale. Penso non solo ad un nuovo insediamento abitativo, ma soprattutto a spazi dediti alla socialità, uno spazio che si ponga a disposizione dei cittadini prevedendo “luoghi” molteplici: della cultura, dello sport, del lavoro e dei servizi.
Un iter già avviato dal Campidoglio attraverso “Risorse per Roma” ma soprattutto una sfida e una occasione per tutta la città.»

Una sfida soprattutto per il nuovo governo del Campidoglio?
«Certamente ma non solo. Credo sia una sfida e un’occasione per il territorio e per tutti i cittadini. Sono infatti convinto che sia necessario avviare un processo che, avendo come fulcro il Municipio, sia capace di coinvolgere i cittadini del VII in un processo partecipativo nel quale è possibile ricostruire identità e valore aggiunto ad un territorio in trasformazione, che non è più la vecchia borgata ma ancora non sa che cosa sarà ed è alla ricerca di una nuova convincente identità. Ecco il punto: fare in modo che siano i cittadini, insieme alle istituzioni che li rappresentano, a decidere del loro futuro. Certo, anche la partecipazione è una sfida che occorre raccogliere e costruire di volta in volta, ma è necessaria se vogliamo puntare sul futuro, sulla costruzione di una comunità coesa e solidale che non lasci indietro nessuno, nella quale, come dice Veltroni, “nessuno resti più solo”.»

In questo senso lei parla di servizi sul territorio?
«Certamente ma, in una ottica più vasta; penso a servizi di comunità in riferimento a nuovi bisogni che emergono nella nostra società e alle nuove emergenze in atto. Come non pensare all’area del precariato che riguarda soprattutto i giovani, all’immigrazione, agli anziani in aumento. Penso perciò a servizi che siano capaci di rivolgersi in generale a tutti i cittadini: sostegno alle vittime, alle nuove povertà ma anche a chi entra nel mondo del lavoro, a chi chiede formazione e studio, a chi vuole produrre cultura, sostegno alle imprese, sviluppo, a chi opera nel volontariato e nel terzo settore. Servizi per i cittadini con i cittadini.»

Lei è stato due volte alla guida della, allora, Circoscrizione VII e poi Consigliere Comunale quale espressione di questo territorio al quale è rimasto legato. Il legame con questo territorio resterà saldo anche nel corso della prossima consiliatura?
«Come consigliere comunale si deve guardare a tutta la città e tuttavia il legame col territorio è parte della storia e del bagaglio culturale e politico di ognuno. Senza questo legame e questa condivisione, si rischia di fare una politica fredda e senz’anima. Ho sempre cercato di mantenere un rapporto di stretta collaborazione col municipio e debbo dire che i risultati raggiunti insieme ne confermano la bontà, perciò occorre confermare il centro sinistra alla guida del Campidoglio e del Municipio e fare in modo da avere uno stretto legame tra le due istituzioni, rafforzando la rappresentanza del territorio. Mi auguro che gli elettori sappiano premiare i molteplici atti di buon governo compiuti dall’amministrazione guidata da Veltroni, di cui mi onoro di far parte.»

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