

Intervista al Presidente della Commissione Sicurezza e Delegato del Sindaco per il Parco
Abbiamo intervistato l’on. Giuseppe Battaglia consigliere comunale, presidente della Commissione Sicurezza e delegato del Sindaco al Parco Archeologico di Centocelle. 45 anni, nato a Roma, sposato con un figlio, hobby preferito: podismo, Battaglia è stato Presidente del VII Municipio per due consiliature.
La microcriminalità è in testa alle classifica delle preoccupazioni che attanagliano gli italiani e i romani. Può farci un bilancio dell’attività svolta in questi 5 anni, specie a Roma est?
La sicurezza (meglio, la sua percezione) è tra le maggiori ansie dei cittadini, anche se a Roma lo è meno che nel resto d’Italia. Nonostante la promessa elettorale delle “città più sicure”, con l’attuale governo di centro destra, la situazione dell’ordine pubblico è peggiorata. Un esempio: il taglio dei fondi alla polizia ha creato incresciose situazioni di riduzione dei km che le volanti fanno nei giri di vigilanza nelle vie urbane, perché mancano persino i soldi per il carburante. Ciò ha contribuito ad un aumento della criminalità diffusa, ancora più preoccupante di quella macro, perché fa sentire ogni cittadino potenziale vittima di furti, scippi, violenze.
Il Comune ha operato per creare le condizioni sociali, ambientali e culturali, per costruire una comunità solidale, offrendo occasioni, spazi ed iniziative di convivenza per favorire la coesione sociale e la partecipazione dei cittadini, premessa indispensabile per scoraggiare gli atti illeciti e delittuosi. Un esempio: lo straordinario successo anche internazionale delle “Notti bianche” a Roma.
La giunta comunale ha agito pure sul versante del recupero delle aree abbandonate o degradate perché creano di per sé insicurezza e possono diventare sede per attività malavitose.
Come esempi di buona gestione in fatto di sicurezza posso citare i casi di Ponte di Nona e di viale Giorgio Morandi. La prima è una zona nata a metà degli anni novanta con case di edilizia economica e popolare in cui sono confluiti soggetti dell’emergenza abitativa (occupanti di scuole, ecc..) e di forte disagio sociale. Lì abbiamo promosso un progetto di mediazione sociale e di ricomposizione dei conflitti che potevano divenire devastanti se lasciati a se stessi, mettendo attorno ad un tavolo parrocchia, scuole, comitato di quartiere, operatori economici, associazioni, facendoli sentire protagonisti solidali della trasformazione. Grazie a questa operazione, gli scippi, gli atti vandalici, ecc., che vedevano protagonisti anche minorenni, sono diminuiti e gli abitanti del quartiere, grazie al clima solidale realizzato, si sentono ora meno insicuri.
In viale Morandi abbiamo promosso un’analoga operazione socio-culturale con il contributo dell’ass. Antropos, attivando un Centro contro il disagio minorile e giovanile, riuscendo a recuperare regazzi destinati ad imboccare una cattiva strada.
La giunta Veltroni ha recuperato a verde attrezzato e ad un uso sociale molte aree strappandole al degrado o all’abbandono e quindi anche alla loro possibile destinazione criminale.
Un lettore di viale dei Romanisti sollecita una risposta delle istituzioni a quello che definisce “il miraggio del parco archeologico di Centocelle”. Quali sono i tempi della sua realizzazione? E dopo, rimarrà un “non-luogo”, cioè uno spazio anonimo e privo di reti relazionali?
Il parco è di 120 ettari, di cui solo la metà circa è di proprietà comunale. Tutta la parte di via Togliatti e di via Papiria sono da espropriare con oneri finanziari alquanto pesanti per l’amministrazione. Rassicuro il vostro lettore: c’è la volontà della giunta Veltroni di completare il parco archeologico. Come avrete visto è in atto la piantumazione degli alberi e sono in corso i lavori (termineranno entro marzo) per rendere fruibili i primi 33 ettari sul lato via Casilina, all’ingresso della quale è prevista pure un’area provvisoria di parcheggio per auto.
Con questa apertura non potremo comunque essere soddisfatti, perché mancano due condizioni necessarie perché i romani possano veramente usufruire del parco. La prima: quella dell’accessibilità, vale a dire la questione dei parcheggi e di una infrastruttura che consenta (ad esempio un ponte pedonale) di superare la barriera costituita dalla via Casilina e congiunga il parco con Centocelle. La seconda: l’appetibilità e la manutenzione del parco stesso (vale a dire la presenza di servizi, sport, cultura al suo interno).
Il piano particolareggiato del parco, approvato dal Consiglio comunale, prevede la messa in opera di 4-5 aree servizi al suo interno, con attività varie da far gestire ai privati che così potranno anche contribuire al mantenimento decoroso del verde a loro assegnato. Il problema è però decidere cosa fare in attesa che si insedino questi centri di servizi, la cui ubicazione è prevista in spazi che sono occupati da molti anni a questa parte da un rimessaggio di camper / roulotte e da un baby park (oggi abusivi in seguito al passaggio dell’area al comune grazie allo SDO, ma che ieri erano attività con regolare contratto di locazione col demanio dello Stato). Un altro spazio destinato a servizi nel parco è occupato ora da un distributore Agip (lato via Casilina) in area comunale, il quale impedisce pure la realizzazione di una nuova porta di accesso programmata al parco stesso.
In attesa di questi centri di servizi permanenti, ci adopreremo perché, già in questa fase di apertura dei primi 33 ettari, possano essere inserite, per mezzo di tensostrutture all’interno dell’area verde, delle attività di carattere temporaneo per l’erogazione ai cittadini di servizi sportivi, ricreativi e culturali, che nello stesso tempo curino la manutenzione degli spazi a loro destinati e la vigilanza continua del patrimonio naturalistico.
Tutto questo ci consentirà di aprire al pubblico altri 15 ettari in direzione via dell’Aeroporto di Centocelle, di fronte al Quadraro, con un’area di parcheggio per auto già decisa dal Consiglio Comunale. In totale: 48 ettari di parco fruibili entro l’estate, che non sono proprio pochi.
Cosa ci dice a proposito della proposta avanzata dalle associazioni Antropos e Amici del Parco del ponte pedonale sulla Casilina per accedere direttamente al parco senza sfidare le auto?
E’ all’ordine del giorno negli incontri in corso con l’amministrazione. Nel frattempo, adatteremo spazi idonei al parcheggio di auto lato via Casilina per agevolare la fruibilità del verde attrezzato.
Sottolineo però che siamo costretti a lavorare in situazioni oggettivamente difficili e che causano frenate al completamento dell’opera. Mi riferisco alla presenza proprio a ridosso del parco in questione di uno dei più grandi campi nomadi d’Europa: il Casilino 900, con circa 600 presenze. Voglio ricordare che gli alberi che piantammo nel parco per il Giubileo, in 15 giorni scomparvero perché divennero legna da ardere per il campo nomadi. Non solo, i ritardi che abbiamo avuto sono dovuti anche al fatto che la ditta che lavorava all’opera di cui parliamo subì, malgrado la presenza di Vigili Urbani, diversi furti: sono spariti metri e metri di tubi; la casa cantiere è svanita nel nulla, ecc.).
Noi andremo comunque avanti fino all’apertura dei 120 ettari complessivi. Il trasferimento del campo nomadi Casilino 900 rimane la priorità assoluta di cui si sta occupando la giunta Veltroni. Come abbiamo affrontato la riorganizzazione del campo di via Salone (tuttora in corso) e la soluzione di quello di vicolo Savini, risolveremo anche quello di cui stiamo parlando, anche se non è semplice trovare aree alternative, pure per le resistenze dei cittadini coinvolti. Non può essere però una questione delegata ad uno o due Municipi.
E’ un problema di cui devono farsi carico non solo tutta la città di Roma, ma anche la Provincia e la Regione. In tal senso c’è già una esperienza (sulla via Nomentana) che potrebbe essere estesa, perché sembra che funzioni: far gestire da privati i cosiddetti villaggi della solidarietà, come se fossero dei camping, in cambio di un riconoscimento economico ai gestori da parte dei comuni interessati.
Restano ancora molte cose da fare e la consiliatura volge al termine. Pensa di continuare a svolgere questi stessi incarichi in Campidoglio?
Di sicuro mi ricandiderò al Consiglio Comunale nella lista dei DS. E mi auguro di poter essere rieletto consigliere, ricevendo ancora una volta la fiducia degli elettori. Circa le eventuali cariche non posso pronunciarmi. Dipenderà anche dalle decisioni del mio partito. In ogni caso manterrò il legame profondo che ho sempre avuto con i cittadini, in particolare di Roma est. E, anche in caso di altre eventuali responsabilità, continuerò a seguire le problematiche di questa parte della città.
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