

Consolidare la fiducia attraverso la partecipazione
Promuovere la partecipazione alla vita pubblica, innovare i rapporti tra amministrazioni e cittadini, costruire modelli di governance tra le istituzioni e processi decisionali inclusivi della cittadinanza. Sono questi i temi prioritari del Centrosinistra per un rinnovato patto politico e sociale tra cittadini e istituzioni e sono questi i temi che animano l’azione del consigliere comunale Ds Giuseppe (Pino) Battaglia.
“Oggi più che mai – esordisce Battaglia – è necessario che la politica risponda alla domanda di partecipazione alle scelte pubbliche da parte delle comunità locali. Governance e partecipazione sono temi ineludibili per una pubblica amministrazione moderna. Ma entrambi hanno un elemento comune e basilare: la fiducia. Ottenere e mantenere la fiducia dei cittadini nella pubblica amministrazione e nella politica come condizione per modernizzare l’azione pubblica ed orientarla verso il miglioramento della qualità della vita e la crescita dei territori. Ottenere la fiducia però non significa affidarsi alla propaganda o al convincimento, alla costruzione del consenso su scelte che spesso nascondono il mero interesse privato. E’ il processo attuato dal governo Berlusconi, mascherando, come leggi di interesse pubblico, le leggi fatte su misura per gli interessi del premier e dei suoi amici”.
E il vostro modello, invece?
“Noi crediamo che la fiducia si conquista con l’ascolto attivo, con la partecipazione, con la presa in carico delle istanze dei cittadini. Il compito di chi governa non è quello di vendere un prodotto politico, non è quello della difesa degli interessi di parte, al contrario è quello di riassumere gli interessi diversi e contrastanti che animano le comunità umane per ricomporli in una sintesi virtuosa nella quale ognuno, assumendosi la responsabilità dell’altro, può riconoscersi. E’ questo un principio fondante per una politica che voglia innescare processi democratici pubblici, (le politiche della destra, italiana ed europea, tendono invece a ridurre la presenza dello Stato e delle istituzioni a favore di un liberalismo spinto che riduce il cittadino a cliente). In questa ottica modernista il compito dell’amministrazione pubblica non è più quello di servire l’insieme della società, ma di fornire beni e servizi a interessi settoriali e a clienti/consumatori, con il rischio di aggravare le disuguaglianze tra i cittadini e tra le regioni del paese. Si tratta semplicemente della preminenza degli interessi privati che, secondo la destra, si oppongono per natura all’ingerenza dello Stato. Ma la somma di interessi privati, anche se legittimi, non fa l’interesse generale, tanto più che certi suoi interessi sono più uguali di altri. Il popolo, inteso come l’insieme dei cittadini, è il grande assente. Viceversa, secondo quanto è nella nostra Costituzione, si è cittadini soltanto in quanto membri attivi e riconosciuti del popolo sovrano. Le prerogative che pongono la legge, espressione della sovranità popolare, al di sopra dell’interesse privato, sono l’unica garanzia contro la disuguaglianza e contro la dominazione dei più deboli a opera dei più forti. La politica assimilata alla gestione di un’azienda il cui unico azionista è la ’globalizzazione’ – intendendo i mercati finanziari e le multinazionali – costituisce un imbarbarimento delle relazioni e dei principi di solidarietà che tengono insieme le persone. Per costruire dunque una politica di governo capace di dare fiducia ai cittadini diventa necessario partire da quel livello di governo che i cittadini stessi riconoscono, a ragione, come quello a loro più vicino, il Comune”.
Qual è però il ruolo delle città?
“Oggi le città sono tornate al centro della politica: si è fatta strada l’idea di una città nella quale si pone con chiarezza il tema delle responsabilità territoriali nei processi di crescita economica e di aggregazione sociale. L’elezione diretta del sindaco, l’introduzione dei city manager, il reperimento di risorse finanziarie proprie e quindi la nascita di una fiscalità locale, la competizione fra città, i grandi eventi culturali e la personalizzazione dell’immagine urbana, sono altrettanti fenomeni che hanno determinato lo spostamento della responsabilità del governo quotidiano della società italiana, dallo stato centrale allo spazio istituzionale e produttivo delle città. In maniera crescente, infatti, il Sindaco, e con lui dunque il complesso dei poteri locali, diviene il referente primario del cittadino che chiede all’amministrazione non solo ciò che è di competenza dell’ente ma anche di essere cassa di risonanza verso livelli di potere più alti, di essere il rappresentante diretto delle ‘autonomie’. Tale principio di autonomia non deve però essere la difesa del privilegio localistico, al contrario deve diventare il riconoscimento delle peculiarità di un territorio, l’emergere della sua ricchezza, proiettandola verso una dimensione più alta; una specificità ‘aperta’, in rete con altre realtà, capace di dinamicità e di farsi motore di sviluppo e strumento di partecipazione verso un federalismo solidale”.
Con quali conseguenze e implicazioni?
“Questo ritrovato protagonismo delle città apre perciò a nuovi interrogativi e nuove sfide su più piani d’intervento; emerge la necessità della creazione di una città integrata, agente di un processo di ricucitura, di aggregazione e di consolidamento. E’ un avanzamento significativo della comunità metropolitana e urbana quale aggregato di soggetti che si assumono le proprie responsabilità e sanno di contare quasi esclusivamente sulle proprie forze. Oggi è necessario orientarsi su una linea di alleanze fra soggetti nella città, di integrazione fra imprese e di strette relazioni fra sistemi urbani in una visione plurinucleare del territorio. Per questo c’è bisogno di un istituzione-comune aperta, trasparente, capace di comunicare con i cittadini e di farsi fino in fondo spazio pubblico. In questa direzione è andata l’azione di governo della città da parte del Sindaco Veltroni, della sua giunta, della sua maggioranza. Una sfida alta, necessaria agli obiettivi di una grande città. Una sfida che abbiamo raccolto e un progetto che abbiamo portato avanti”.
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