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Bilancio Partecipativo 2006 nell’XI Municipio

Sono in corso le assemblee di quartiere per ricevere le proposte dei cittadini

In questi ultimi giorni di aprile, secondo il calendario degli incontri sul Bilancio Partecipativo, il Municipio XI sta portando a termine tutte le consultazioni di quartiere per ricevere le proposte dei cittadini e mettere a punto il nuovo piano degli investimenti.

Ma cos’è questo Bilancio Partecipativo? Diremo semplicemente che esso consiste in un processo di democrazia partecipata volto al diretto ed effettivo coinvolgimento dei cittadini in quelle decisioni dell’Amministrazione comunale che riguardano investimenti in materia di lavori pubblici, riqualificazione degli spazi verdi, attività culturali, viabilità e mobilità. Documento fondamentale della previsione e della programmazione, in questa nuova impostazione, il bilancio diviene altresì uno strumento operativo di partecipazione e comunicazione mediante il quale le finalità sociali cessano di essere aride cifre per trasformarsi in patrimonio comune di consapevolezza e crescita democratica. E’ così che il ruolo svolto dalle strutture primarie del decentramento, cioè i Municipi, assume rilievo strategico, oltre che sul piano amministrativo anche su quello politico più generale. Perché è il Municipio il terreno più propizio per attivare percorsi di partecipazione efficaci. In che modo?

In primo luogo, secondo il modello inaugurato quindici anni fa a Porto Alegre, si ripartiscono i Municipi in Poli civici, corrispondenti ai quartieri che fanno parte dei singoli municipi. In ogni zona, poi, si istituisce un’Assemblea territoriale che ha il compito di eleggere i propri portavoce in ragione di uno ogni quindici partecipanti. L’Assemblea, chiamata a pronunciarsi sulla lista delle priorità presentate dai cittadini, è l’organo sovrano del Bilancio Partecipativo e si compone di tutte le persone che hanno superato i 14 anni di età, che vivono, lavorano o studiano nelle zone predefinite.

Oggi tutti i Municipi romani, seguendo l’esperienza pilota del Municipio XI, si sono dotati di questo strumento. E bisogna dare atto all’Amministrazione comunale che, almeno fino ad ora, ha saputo mettere a disposizione dei cittadini una parte della sua sovranità rinunciando, nel contempo, a ragionare in termini di consenso intorno alla sua azione.
Ma la sfida della democrazia partecipativa, malgrado questi primi incoraggianti passi non è affatto facile.

In un processo che mette in moto energie e crea aspettative, il cittadino ha il diritto di sapere che, comunque vada, il grado di incidenza delle sue decisioni sugli investimenti nel suo quartiere, anche per il futuro, supererà difficilmente il 20-25% delle risorse assegnate. Del resto la strada di una piena democrazia partecipativa non può che passare attraverso il non fittizio trasferimento di poteri dal “centro” ai Municipi. Primo fra tutti quello di redigere in autonomia un proprio bilancio.

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