

Il Circolo aggregava 400 uomini e donne di Nuova Gordiani
Sono trascorsi oltre due anni, era il dicembre 2017, da quando è arrivata l’ordinanza municipale di chiusura dello storico Circolo Bocciofilo di viale Partenope, nella zona di Nuova Gordiani. Era stato inaugurato nel 1973. Rappresentava l’unico centro di aggregazione pubblico del nuovo quartiere, che si completava in quel periodo, con le attività socio – culturali e ricreative, ha rappresentato e fornito molte risposte di partecipazione alla vita associativa, offrendo anche spazi per incontri agli uomini e alle donne di tutte l’età, di questo territorio della periferia romana.
Dei trentasei punti di aggregazione, fra Centri Anziani e Circoli Bocciofili, del Municipio V, quello di viale Partenope è stato l’unico tornato nella disponibilità del patrimonio capitolino, con la dizione “riacquisito dal Municipio”, inutilizzato e a costante rischio di furti, già tentati, e di un latente degrado, da quando non è più attivo.
Qual è stato il motivo della chiusura?
Si può dire con grande sincerità che è stata “una forzatura amministrativa” e un “atto incompreso”! Eppure il Presidente Boccuzzi aveva visitato, nella primavera del 2017, il Circolo e aveva espresso il proprio “apprezzamento per come erano organizzate le attività”.
Dopo la chiusura del Circolo, attraverso l’accesso agli atti, per capire il perché di questa drastica e impopolare decisione, si leggono motivazioni nel “verbale di sopralluogo”, del 18 dicembre 2017 del Municipio V, che si possono definire: “giudizi forzati e molto discutibili”. Tutto ciò rispetto alle norme sottoscritte e alla prassi consolidata delle attività sociali dei Circoli, poiché non c’è stata mai, da parte degli Uffici e degli Organi della Circoscrizione prima e del Municipio poi, alcun rilievo o contestazione, circa la conduzione e la gestione del Circolo di viale Partenope.
Forse, era opportuno che il Municipio V, invece di ordinare la chiusura e la soppressione dell’unica struttura di Nuova Gordiani, che coinvolgeva oltre 400 persone fra uomini e donne nelle diverse attività, ha scelto la strada più semplice: quella di cancellare “il fiore all’occhiello del territorio” per tante persone. Tutto ciò era l’orgoglio di stare insieme, creando coesione sociale, favorendo nuovi rapporti personali, sviluppando la diffusione della cultura attraverso la biblioteca. Ecco perché era un concreto punto di riferimento per tanti abitanti, della zona, vista l’accentuata diminuzione demografica, accompagnata anche dalle famiglie composte da un solo membro o al massimo due.
Per questi motivi il Circolo bocciofilo non doveva essere cancellato!
Oggi, dopo 26 mesi i locali sono interdetti a qualsiasi attività, si potrebbe domandare perché?
La risposta viene ipotizzata per una destinazione a Uffici municipali per il CEA (Centro educazione ambientale), attualmente sono nell’ex VII Municipio, ma è una scelta giusta e opportuna? Oppure si potrebbe trovare un’altra localizzazione per questo CEA e riaprire il Circolo Bocciofilo con nuove norme e facendo lavori di adeguamento locali?
Il Consiglio Municipale, che è l’Organo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo, ha dibattuto questa ipotesi di cambio di utilizzo del sito destinato per oltre 45 anni a centro di aggregazione?
Un confronto, un dibattito e delle decisioni di buon senso, che il massimo Organo del Municipio può deliberare e potrebbe far tornare serenità alle 400 persone, che frequentarono via Partenope, 51, con il ripristino della storica struttura.
I cittadini sanno giudicare gli Amministratori del Municipio dagli atti concreti e visibili, utili e positivi per il territorio. Questa è un’occasione per sviluppare una nuova coesione sociale e di solidarietà a Nuova Gordiani.
Luciano Di Pietrantonio
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cosa dire se non condividere in toto quanto sopra riportoto, con l’auspicio di vedere al piu’ presto, quella prestigiosa struttura attiva e frequentata da tutti i cittadini del quartiere.