

Da Centocelle alla Borghesiana i clan tornano a farsi sentire a colpi d'esplosivo. Ma a Piazza Malatesta quartieri, sindacati e cittadini scendono in strada
Un boato nella notte, le vetrine mandate in frantumi, il messaggio chiaro che sibila tra i vicoli della periferia: qui decidiamo noi. Nel quadrante orientale della Capitale la criminalità organizzata ha smesso di sussurrare e ha ripreso a far parlare le bombe.
A questa chiamata alle armi del racket, però, la società civile ha deciso di rispondere alzando la testa e riprendendosi le strade. In un presidio partecipatissimo convocato oggi, mercoledì 14 ottobre, a piazza Malatesta, una rete fitta e trasversale – promossa da Libera Roma e composta da studenti, rappresentanze dei lavoratori, partiti, associazioni territoriali e semplici cittadini – si è data appuntamento per scandire un no corale e senza tentennamenti: la mafia da Roma deve restare fuori.
A dare voce al sentimento delle istituzioni di prossimità è stato il Presidente del Municipio V, Mauro Caliste. Il mini-sindaco ha chiarito senza mezzi termini come la partita contro i clan non possa esaurirsi in passerelle o interventi tampone: “Quanto sta accadendo nel quadrante est richiede un impegno strutturale e diffuso, a tutti i livelli. Noi continueremo a fare la nostra parte!”. Una presa di posizione netta che suona come una promessa: di fronte alle bombe della criminalità, il presidio democratico dei quartieri non muoverà un solo passo indietro.
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