

Un punto di riferimento per il quartiere che offre consulenza legale gratuita, doposcuola, laboratori teatrali ed aule studio contro la solitudine sociale delle periferie
Dove prima regnavano il degrado, il disinteresse delle istituzioni e la serranda perennemente abbassata dell’incuria, oggi pulsa un nuovo cuore di comunità e partecipazione dal basso.
La nuova sede dell’associazione Borgata Gordiani, situata al civico 40 di via Albona nel quadrante est della Capitale, celebra il suo battesimo ufficiale dopo diversi mesi di attività sul campo ed apertura quotidiana ai residenti del quartiere.
La riqualificazione e la restitutione alla collettività di questo immobile dimenticato sono state rese possibili dal supporto economico e strategico del programma “Periferia Capitale”, la misura d’intervento promossa dalla Fondazione Charlemagne per sostenere le realtà di prossimità, combattere le disuguaglianze sociali e riattivare i legami comunitari nelle aree più vulnerabili di Roma.
L’immobile di via Albona si è trasformato in un punto di approdo polifunzionale ideato per rispondere ai bisogni concreti della popolazione locale:
Supporto ed assistenza ai cittadini: È attivo uno sportello legale gratuito ideato per offrire orientamento ed assistenza alle famiglie ed ai soggetti in condizione di fragilità economica o burocratica.
Contrasto alla povertà educativa: I locali ospitano uno spazio doposcuola dedicato ai ragazzi del quartiere per il sostegno scolastico ed un’aula studio accessibile agli studenti della zona.
Cultura e socialità: L’offerta si arricchisce con laboratori di teatro, momenti di dibattito, rassegne ed appuntamenti culturali mirati a ricreare un tessuto sociale inclusivo ed inclusivo.
L’inaugurazione formale per condividere la mappa delle attività quotidiane, i progetti futuri e le traiettorie di sviluppo della struttura è fissata per domenica 20, a partire dalle ore 17:00, negli spazi di via Albona 40.
Un’occasione d’incontro aperta a tutto il territorio per toccare con mano come la rigenerazione urbana dal basso possa trasformare spazi dismessi in presidi di democrazia e solidarietà.
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