

E' avvenuto il 7 gennaio all'interno della sua tenuta di San Giovanni in Camporazio
La consigliera delegata ai Diritti degli Animali Monica Cirinnà nell’ambulanza pet-soccorso per animali del Comune di Roma
"Rivedere le leggi vigenti italiane in materia di caccia che non permettono di vietare ai cacciatori di entrare nei terreni agricoli dei privati, a meno che non siano recintati con rete alta almeno un metro e venti centimetri. Quanto accaduto il 7 gennaio è solo l’ultimo esempio: Viviana Broglio, compagna del principe Urbano Sforza Barberini, è stata minacciata da due cacciatori introdottisi nella tenuta dello stesso principe alle porte di Roma. Uno dei due, arrivato fin nella corte della tenuta di San Giovanni in Camporazio, e per legge non ci si può avvicinare ai casali, ha sparato ad un cane, ferendolo ad una zampa, e ha puntato persino il fucile contro la donna. Per fortuna alla donna non è accaduto nulla, e il cane è stato prontamente soccorso dall’ambulanza per animali del Comune di Roma". E’ quanto rende noto Monica Cirinnà, Consigliera delegata del Sindaco di Roma ai Diritti degli Animali.
"L’attività venatoria italiana è anomala – prosegue Cirinnà – non solo c’è la più alta densità di cacciatori rispetto al territorio e il calendario venatorio contrasta con le direttive europee, ma i cacciatori possono accedere ai fondi privati, a meno che non siano recintati con rete non inferiore a 1,20 metri. Per difendere il più possibile gli animali è importante la partecipazione diretta dei cittadini e degli agricoltori, anche attraverso la denuncia di quei cacciatori che sconfinano nei loro terreni".
"Sul tema – aggiunge ancora Cirinnà – si è già espressa favorevolmente la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che con sentenza del 29 aprile del 1999 ha stabilito, su ricorso presentato da alcuni agricoltori francesi, che la caccia in terreni altrui non recintati va considerata come violazione del diritto di proprietà.
La normativa italiana è invece ferma alla legge 157 del 1992 che esclude la caccia solo nei fondi privati opportunamente recintati. Perché la sentenza europea venga accolta c’è bisogno che un’azione civile di un agricoltore superi tutti i gradi di giudizio e arrivi al vaglio della Cassazione, dove la disposizione europea non potrà che essere recepita".
"Nell’esprimere la mia solidarietà a Viviana Broglio e al principe Urbano Sforza Barberini – conclude Cirinnà – ringrazio gli stessi per aver sporto denuncia dell’accaduto alle Autorità, garantendo da parte delle associazioni animaliste del Comune di Roma il massimo sostegno affinché il caso arrivi in Cassazione e la disposizione europea possa essere recepita".
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