

Preoccupazione tra i cittadini, nonostante gli annunci di imminente trasferimento
Via della Martora e i nomadi sempre sul piede di partenza mentre a Colli Aniene i cittadini sono allo stremo per i fumi tossici e lo spaccio di stupefacenti.
La stampa cittadina ha annunciato di recente che i circa 350 nomadi identificati nel campo di Via della Martora, per la fine dell’estate corrente saranno trasferiti nel campo di Castel Romano in base ad un accordo raggiunto il 13 scorso. Giordano Tredicine, vice capogruppo Pdl in Consiglio comunale e presidente della Commissione alle Politiche Sociali e Servizi alla Persona ha parlato di un’intesa di massima raggiunta tra i rappresentanti del campo nomadi della Martora e quelli di Castel Romano e che sono stati presi i necessari provvedimenti per mantenere l’equilibrio nei campi ed evitare conflitti fra etnie diverse.
Non si sa invero come ciò possa conciliarsi (e proprio qui potrebbe nascondersi il machiavello) con la necessità di non allontanare i bambini rom dalle scuole che questi frequenterebbero e dal territorio dove questi si sarebbero alquanto integrati. Vuoi vedere che anche questa volta si ripete la beffa contenuta nella frase adoperata in occasione dell’ultimo sfratto “ ,,, l’evacuazione è stata completata, ad eccezione di un piccolo nucleo storico” ?
Perché proprio quel “piccolo nucleo storico” di nomadi non nomadi, all’epoca e con il beneplacito delle istituzioni, avrebbe continuato imperterrito a rubare auto e moto, a penetrare nelle case anche in presenza degli abitanti, a borseggiare, a saccheggiare rame nei cantieri, elettrodotti ed impianti elettrici pubblici e privati, bruciare gomma e plastica per fondere metallo in mezzo alle case, spacciare droga servendosi anche di minori, e sarebbe lievitato infine base di malviventi di ogni genere.
Comunque, ancor prima di aver visto la pelle dell’orso, tutte le parti oggi si dichiarano soddisfatte.
È’ soddisfatto Naio Adzovic coordinatore di rom a Roma che afferma di aver parlato con le famiglie della Martora e con quelle di Castel Romano e risolto ogni possibile contrasto derivante dalla diversa etnia; è soddisfatto pure Giordano Tredicine, vice capogruppo Pdl in Consiglio comunale nonché vice capogruppo Pdl nello stesso Consiglio e presidente della Commissione alle Politiche Sociali e Servizi alla Persona; soddisfatti il delegato per la sicurezza Giorgio Ciardi con il presidente delle commissione Sicurezza Fabrizio Santori e tutti i comprimari, comprese le piccole figure locali avide solo di notorietà ad ogni costo.
A Colli Aniene, al contrario, in particolare a Via Umberto Calosso e dintorni, in pratica tutto il fronte Sud del popoloso quartiere, regna lo scetticismo ed una rabbiosa e silenziosa rassegnazione. Perché, di fronte a quanto già vissuto, e da loro inutilmente avversato nell’ultimo quarto di secolo ed oltre, durante il quale la cronaca cittadina – e non solo questa – ha continuato a riportare tutte le nefandezze che alla Martora accadevano, hanno bene di che essere nauseati e sfiduciati: troppe volte alla speranza ingenerata da promesse e proclami, sono subentrate le cocenti delusioni.
Anche ora, perché mentre i proclami strombazzano di prossimo trasferimento, il campo di Via della Martora si va ingrossando come un fiume in piena, mentre i furti negli appartamenti aumentano in proporzione.
Il bello è che, in tutti questi anni di degrado esistenziale della gente, il V municipio ha continuato a ripetere la tiritera dell’accoglienza e dell’integrazione e del forte timore per le condizioni sanitarie del campo e mai un accenno al danno morale e materiale irrisarcibile che l’illegalità ivi imperante andava producendo nel tessuto civile.
Accusando svergognatamente di razzismo il migliaio e più di persone da via Calosso a Via Gullo, che speravano, che sperano tuttora, anche se hanno cessato da tempo con le loro legittime rimostranze, di riappropriarsi prima o poi dell’essenziale diritto di respirare, aprendo le finestre quando necessario, per trovare refrigerio dalla calura, senza essere ammorbati dal fumo di gomma e plastica, e veder pure cessare quello stillicidio di reati che benché “minori” tanta pena e sofferenza causavano. Infine di veder finire quel tremendo viavai di drogati e spacciatori.
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