

Un progetto universitario necessario. Ma è anche un addio al sogno del ‘62?
“Roma diventi città universitaria”. Questo il monito che a luglio avevano lanciato l’Assessore ai lavori pubblici D’Alessandro e il Magnifico Rettore della Sapienza, Guarini. Ed è questa anche la direttrice lungo la quale corre il progetto “Campus universitari”: da febbraio 2006 l’Inail stanzierà 500milioni per realizzare tre poli universitari, uno per “La Sapienza” a Pietralata, uno per “Tor Vergata” alla Romanina, e uno per Roma Tre ad Acilia per un totale di 6000 posti letto, impianti sportivi, laboratori.
Tante cifre e un dubbio: quindi niente ministeri a Pietralata? La questione non è stata ben chiarita, nessuno ha annunciato che lo SDO pensato nel PRG del 1962 e rivisitato nel PRG del 2002 non avrebbe più portato i ministeri così come previsto. Proviamo a capire se il campus sostituirà i ministeri o si andrà ad aggiungere ad essi.
Il 10 settembre 2003 il Sindaco Walter Veltroni firmò con il Ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi il “Protocollo d’intesa per il Sistema direzionale orientale”, documento finalizzato a velocizzare l’attuazione del nuovo SDO inserito nel Piano Regolatore Generale del 2002. “Le opere di urbanizzazione – si disse – saranno realizzate dal Campidoglio, mentre il ministero delle Infrastrutture si occuperà della realizzazione degli edifici.” Si stabilì quindi che i Ministeri dell’Ambiente e quello delle Politiche agricole li dovesse costruire il Governo e che anche all’università La Sapienza fosse destinata una certa area per il decentramento di qualche facoltà.
In seguito proseguirono le procedure di assegnazione di aree alternative per i proprietari dei terreni già espropriati. Tutto sembrava pronto. Finché il 15 luglio 2005 il Sindaco Veltroni rivelò nel corso della presentazione a Casal Bruciato dell’avvio dei lavori di esproprio per la realizzazione del Parco Archeologico Tiburtino: ’’Se non vogliono spostare a Pietralata i Ministeri chiederemo al Governo di portare lì un Campus universitario’’. Sempre in quell’occasione il Presidente del V Municipio di Roma, Ivano Caradonna, ha ricordato come fosse previsto il trasferimento nell’area SDO del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Politiche Agricole, dell’Istat e di una parte dell’Università “La Sapienza”, il tutto in base al “Protocollo di intesa” del 2003. Si disse in poche parole: se il Governo non ci dà i soldi per i ministeri dobbiamo orientarci verso il campus. Una parziale marcia indietro.
Il 3 agosto invece, a seguito della ratifica del programma ’Fondi di Roma Capitale’ per il 2005-2006, l’Assessore all’Urbanistica Roberto Morassut ricordò che “la quota dei fondi stanziati dalla legge Roma Capitale dal 1992 in poi è stata totalmente impegnata dal Comune tranne le risorse relative alla realizzazione dello Sdo di Pietralata per il quale si attende il via proprio dal sottosegretario Moffa e dal Ministero delle Infrastrutture’’.
Si parla dunque ancora del necessario nulla osta del Ministero per far partire lo SDO.
E’ datata 31 agosto la conclusione (forse) della vicenda: l’annuncio della realizzazione dei tre campus universitari con i fondi dell’Inail, di cui uno proprio a Pietralata nell’ area che i giornali, nel riportare la notizia, chiamano ormai “zona ex SDO”. E’ la fine del sogno di portare i ministeri in periferia? Non è stato dichiarato da nessuno, ma la vicenda appare ormai chiara: il Governo non ha attualmente i soldi necessari e il Comune ha provveduto nel più breve tempo possibile a trovare un’idea alternativa (e i fondi dell’Inail) per evitare possibili polemiche legate al mancato trasferimento dei ministeri.
A meno di nuovi dietro-front quindi o finché la vicenda non verrà finalmente chiarita, è legittimo pensare che nello SDO di Pietralata non ci saranno più i ministeri ma il campus universitario della Sapienza con i nuovi 2500 alloggi per gli studenti, opera di estrema importanza per la città, che chiude un balletto istituzionale come al solito “tutto italiano”.
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