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Carla Di Veroli: è singolare che si voglia intitolare strada ad Almirante nel 70° delle Leggi Razziali

Se lo si farà chiedo la revoca dell'intitolazione di via Settimia Spizzichino

E’ singolare che proprio nel 70° anniversario delle Leggi Razziali fasciste il Sindaco Alemanno proponga di intitolare una strada a Giorgio Almirante.

Egli, come molti ricordano, fu il segretario di redazione della rivista “La difesa della razza” (quindicinale che tra il 1938 e il 1943 fu l’espressione più diretta del razzismo del regime fascista), caporedattore del “Tevere”, periodico distintosi per una campagna antiebraica già prima delle leggi razziali e uno dei firmatari de “Il manifesto della razza” che aprì la strada alla legislazione razziale in Italia.

Gli anni della R.S.I. furono gli anni della deportazione degli ebrei italiani nei campi di sterminio nazisti e gli scritti di Almirante diedero un grande contributo all’attuazione delle persecuzioni e per le quali io lo considero corresponsabile. Non sembra esistano dunque le condizioni e i contenuti valoriali degni di memoria per le nuove generazioni tanto da proporre un personaggio come Giorgio Almirante per l’intitolazione di una strada, soprattutto a Roma, città Medaglia d’Oro per la Resistenza che fu tragico teatro della più grande deportazione di ebrei italiani, quella del 16 ottobre 1943.

Su 1022 deportati, solo in 16 tornarono e tra loro una sola donna: Settimia Spizzichino, mia zia.

In qualità erede morale di Settimia Spizzichino, reduce dei campi di sterminio di Auschwitz, Birkenau e Bergen Belsen, chiedo formalmente che, nel caso il Consiglio Comunale di Roma si esprima a favore dell’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante, contestualmente venga ritirata l’intitolazione di via Settimia Spizzichino (Località Tomba di Nerone) perchè come disse Calvino: “Siamo tutti uguali davanti alla morte ma non siamo tutti uguali davanti alla storia”. Mai più.


Carla Di Veroli
(Nipote di Settimia Spizzichino, membro del Direttivo A.N.E.D. e Assessore Politiche Culturali e della Memoria del Municipio Roma XI)

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