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Caro Walter…

Massimo Lucà, consigliere PD in VI Municipio scrive a Walter Veltroni

Massimo Lucà

Caro Walter,

All’indomani della manifestazione del Capranica mi chiedo perché sembriamo sempre in mezzo al guado. Sono nel Coordinamento Insegnanti-Genitori della scuola “ribelle” di Roma ma sono anche un consigliere Municipale del PD.

Non ti nascondo che sento sempre più rabbia per la distanza che si frappone tra chi era tra il pubblico al Capranica e quella che è la reazione-azione del PD, nello specifico per la scuola. La scuola è uno tra i grandi argomenti che nel bene e nel male coinvolgono, interrogano, fanno pensare, costruiscono il futuro di un Paese.

Il decreto Gelmini tocca il patrimonio più grande di cui disponiamo: i bambini.

Per comprendere la complessità di situazioni a cui oggi la scuola deve far fronte basta entrare in classe, dove condividono i banchi bambini provenienti da terre lontane, piccoli diversamente abili, figli di professionisti ed operai. Una complessità che ha bisogno, per essere affrontata, di competenze specifiche non del maestro tuttologo. Certo, la scuola, agli occhi di taluni economisti può apparire un’azienda a “perdere”. Produce cervelli e competenze, non danaro. Ma quei bambini, con gli zaini pesanti sulle spalle e le guance arrossate, sono i medici che un domani ci cureranno, gli ingegneri che progetteranno le nostre strade, gli operai, sempre più specializzati, che garantiranno il nostro benessere. Sono il nostro futuro.

Con la nuova scuola disegnata dal Governo, si coinvolge pesantemente la famiglia, l’educazione culturale, il mondo del lavoro precario e non, si mette in discussione un’idea di società, di comunità che non possiamo far passare. In questo frangente occorrerebbe che il PD avesse più coraggio, ascoltasse queste voci che si stanno levando dai cittadini, dai lavoratori e si mettesse al servizio di questa civile, colorata ed allegra protesta.

Sento oggi come non mai una grande responsabilità per la nostra azione politica che è e deve essere di opposizione alla dittatura dolce alla quale stiamo gentilmente venendo accompagnati da coloro che meglio di noi, riescono a parlare alla pancia dei cittadini. Fare opposizione presuppone avere in mente proposte alternative a quelle del Governo, senza aver paura di perdere consensi, non “inseguire” le posizioni dei rivali.

Perché è così difficile coniugare i nostri principi, le nostre idee con azioni politiche semplici e definite?

Vorrei che il nostro partito fosse più coraggioso, capace di scendere tempestivamente in difesa dei più deboli, che non avessimo bisogno di interminabili trattative per esprimere una linea politica chiara e definita oltre che condivisa.

E’ tempo di rispondere colpo su colpo a chi ormai ci vuole menomati davanti la tv, insensibili ad ogni tragedia ed efferatezza, cinici ed indifferenti alla mortificazione degli ideali e dei valori che ci contraddistinguono. Quello che serve, mi permetto qualche semplice suggerimento, derivante da un quotidiano rapporto con i cittadini, è ascoltare, informare ed accompagnare da vicino le grandi e piccole battaglie che quotidianamente sempre più gente si è stancata di combattere da sola.

Concludo invitandoti a “FARE” e non a “DIRE” qualcosa di sinistra per quella società civile tanto nominata ma mai ascoltata…solo munta. 

Massimo Lucà
Cons. PD Municipio Roma 6

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