

SEL: "pretendiamo progetto partecipato ed inclusivo"
Sinistra Ecologia Libertà sostiene la proposta avanzata dalle associazioni pacifiste e non violente di costituire all’interno dell’ex Forte Boccea una Casa per la pace e la non violenza.
A renderlo noto è il coordinamento politico del movimento di Nichi Vendola nel XVIII Municipio, in riferimento all’appello lanciato da varie associazioni tra cui l’Arci, la Città dell’Altraeconomia, il Cipax e l’Associazione Obiettori Nonviolenti di costituire, all’interno dell’ex carcere militare dove venivano reclusi gli obiettori di coscienza, un Centro di documentazione sulla storia dell’obiezione di coscienza e del servizio civile.
"Non stupiscono – dichiara in un comunicato SEL – né le divisioni politiche all’interno del PdL romano rispetto al progetto, né l’astio dei consiglieri capitolini Guidi e Torre, evidentemente nostralgici della naja obbligatoria, nei confronti dell’obiezione di coscienza, quanto i toni dispregiativi utilizzati per marginalizzare il ruolo delle associazioni promotrici nel tessuto sociale romano. Non soltanto l’ipotesi di una Casa della Pace e della Nonviolenza non è in contrasto con un progetto più ampio di valorizzazione sociale e riqualificazione urbanistica del quartiere Aurelio, ma risulta tutt’altro che "un’amenità" in un momento in cui nelle periferie romane – nonostante la spettacolare militarizzazione imposta dalla destra – sono all’ordine del giorno episodi di violenza, spesso a sfondo razziale o squadrista."
"Piuttosto che lanciarsi in spericolati comunicati stampa – conclude Sinistra Ecologia Libertà – pretendiamo che la maggioranza capitolina e quella municipale garantiscano un percorso decisionale partecipato ed inclusivo, evitando che l’area dell’ex Forte Boccea sia preda di appetiti e speculazioni da parte dei privati".
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