

Le proposte di Raffaele Scamardì, consigliere del XVI Municipio e Presidente della Commissione Lavori Pubblici
«Purtroppo, quando oggi si parla di centri per anziani, s’intende una realtà chiusa, in cui si passa il tempo giocando a carte, tenendosi reciprocamente compagnia. Il ruolo svolto dai Centri Anziani dovrebbe cambiare radicalmente».
Raffaele Scamardì, consigliere del XVI Municipio e Presidente della Commissione Lavori Pubblici, propone: «Dovrebbe essere una sorta di centro sociale aperto al territorio, il che favorirebbe l’integrazione dell’anziano come risorsa per la società. Spesso ci si dimentica della quantità ci conoscenza, esperienza e volontà che contraddistingue le persone più grandi, che rischiano di sentirsi emarginate ed inutili, quando invece porterebbero un grande contributo se si aprissero alla realtà esterna. Inoltre, spesso questi centri si trovano ad occupare strutture di prestigio, che se fossero affittate a privati sarebbero fonte di guadagni anche di un certo valore».
Poi continua: «È importante che questi spazi (mi riferisco, per esempio, al Bel Respiro, all’interno di Villa Pamphili) siano gestiti dagli anziani, ma sarebbe altrettanto giusto che queste strutture diventino anche un luogo di scambio intergenerazionale, centri polifunzionali a disposizione di tutti e che siano proprio gli anziani i promotori di attività ed iniziative d’integrazione».
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