

Scoppia il caso nel parlamentino dell’Aurelio: durante l’apertura delle offerte per l’assegnazione delle strutture 2026/2030 spunta la presenza (non convocata) di un membro della Giunta. L’esponente politico firma il registro e interloquisce con i commissari, ma sparisce dagli atti ufficiali
Il principio di separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa — sancito dall’articolo 97 della Costituzione e scolpito nel Testo Unico degli Enti Locali — spazzato via in una stanza del Municipio XIII durante una delle delicate fasi di aggiudicazione di un appalto pubblico.
È quanto emerso nelle ultime ore a Palazzo Val Cannuta nel corso della seduta della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza presieduta dal consigliere Marco Giovagnorio.
Al centro del contendere c’è la gara per l’affidamento pluriennale (2026/2030) dei Centri Sportivi Municipali, un piatto ricco e strategico per l’associazionismo di base del territorio compreso tra l’Aurelio, Boccea e Casalotti.
Non si tratta di illazioni o retroscena da corridoio, ma di fatti messi a verbale davanti alla commissione consiliare. Durante le operazioni di apertura della Busta B (l’offerta economica e tecnica contenente le valutazioni decisive per i punteggi), all’interno della sala era presente un Assessore della Giunta municipale.
La sua partecipazione presenta contorni singolari:
Firma galeotta: la presenza del politico è certificata in modo inequivocabile dal foglio delle firme allegato agli atti del procedimento;
Omissione dagli atti: nel verbale ufficiale della seduta di gara — il documento che fa fede pubblica sull’andamento delle operazioni — il nome dell’Assessore non viene minimamente menzionato;
Nessun invito dagli uffici: la funzionaria della Direzione Sport e Cultura, audita in Commissione, ha chiarito che la burocrazia non ha mai convocato né invitato l’esponente politico, giunto sul posto per propria ed esclusiva iniziativa.
A complicare il quadro c’è un elemento ancor più scivoloso sotto il profilo della regolarità amministrativa: l’Assessore non si sarebbe limitato ad assistere in silenzio.
Le segnalazioni delle associazioni di categoria, formalmente confermate in aula dalla struttura burocratica, attestano che l’esponente della Giunta ha interloquito attivamente con i componenti della Commissione giudicatrice durante le operazioni di gara.
Una commissione la cui composizione è rigidamente blindata per legge e di cui l’Assessore, ovviamente, non faceva parte.
A gettare un’ulteriore ombra sulla vicenda è stata l’assenza della Direttrice del Municipio XIII, che non si è presentata alla seduta della Commissione Trasparenza convocata proprio per fare luce sull’accaduto, privando così gli organi di controllo delle spiegazioni del vertice gestionale dell’ente.
Sulla vicenda sono usciti allo scoperto con una durissima nota congiunta tutti i consiglieri del gruppo municipale di Fratelli d’Italia, preannunciando battaglia istituzionale:
«Non accettiamo tentativi di derubricare quanto accaduto a una semplice presenza in una seduta pubblica. Siamo davanti a una situazione che pone interrogativi enormi sulla trasparenza e sulla regolarità della procedura. Gli uffici devono poter svolgere il proprio lavoro in piena autonomia, senza sovrapposizioni e senza interferenze da parte degli organi politici. Questa battaglia non è contro i funzionari, ma a loro tutela».
Il gruppo d’opposizione ha confermato di aver inoltrato formale segnalazione al Segretario Generale di Roma Capitale, chiedendo un’ispezione immediata per verificare la regolarità degli atti.
Nel caso in cui venissero confermati i vizi procedurali e la violazione della par condicio tra i concorrenti, verrà preteso l’annullamento in autotutela dell’intera gara d’appalto.
Non si è fatta attendere la risposta di Salvatore Petracca. L’assessore ai lavori pubblici del municipio XIII ha confermato la sua presenza alla procedura per l’affidamento dei Centri Sportivi Municipali ma nega ogni accusa in merito ad una sua possibile interferenza.
“La seduta alla quale ho assistito riguardava l’apertura della Busta B, prevista come fase pubblica della procedura. Non facevo parte della Commissione, non ho partecipato alla valutazione delle offerte, non ho espresso giudizi né preso parte ad alcuna decisione. La mia presenza è stata talmente poco “occulta” che ho anche firmato il foglio presenze. Se proprio quella firma deve diventare il cuore dell’accusa, direi che almeno su una cosa possiamo essere tutti d’accordo: la mia presenza era perfettamente trasparente. Scherzi a parte, considero fondamentale l’autonomia degli uffici e la netta distinzione tra responsabilità politica e amministrativa. È un principio che rispetto e che, per quanto mi riguarda, non è mai venuto meno” – dichiara l’assessore che conclude – “Sono naturalmente disponibile a ogni chiarimento e alla verifica di tutti gli atti. La trasparenza è una cosa seria e proprio per questo credo debba poggiare sui fatti, non sulla trasformazione di una presenza a una seduta pubblica in qualcosa che non è mai avvenuto. Così l’assessore Petracca conferma la sua presenza ma nega ogni tipo di coinvolgimento o interferenza.
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