Centro Carni: sviluppo o declino?

Impegno Civico, il 12 maggio in un’iniziativa on line, ha dato voce ad un’eccellenza non valorizzata del V Municipio in viale Togliatti
Olga Di Cagno - 13 Maggio 2021

In diretta Facebook (https://www.facebook.com/Associazione-Impegno-CiVico) e sul canale Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=WyRDvN3IddY) dell’associazione Impegno CiVico, mercoledì 12 maggio si è tenuta un’iniziativa che ha avuto come protagonista il Centro Carni, sempre su questo giornale ne avevamo dato notizia il 10 maggio.

Mauro Caliste, presidente dell’Associazione Impegno CiVico, nei saluti di introduzione ha subito centrato il focus dell’argomento: il Centro Carni, dal 1975 qui nel nostro territorio, un ‘eccellenza non solo romana ma regionale, nazionale ed europea. Un’eccellenza non valorizzata che ha dovuto addirittura subire attacchi, perché di questo si parla, per la sua dimissione e chiusura.

Sergio Scalia, del Coordinamento Popolare Contro la Speculazione sul Centro Carni, accogliendo l’invito di Mauro Caliste ha prima presentato la situazione, dandone come suo solito una rappresentazione chiara e approfondita e poi ha gestito il ruolo di moderatore dell’iniziativa.

Una storia di ombre e luci (più ombre che luci) che da oltre quarant’anni colora le vicende di questo polo alimentare ed industriale; un luogo di alta professionalità all’interno del quale si sono sviluppate e consolidate tecniche di macellazione che hanno avuto riconoscimenti internazionali.

1000 lavoratori circa ad oggi sono impiegati nel Centro Carni ma ascoltando i vari relatori si comprende bene come potrebbero essere molti di più, dato questo che fa riflettere considerando lo sconvolgimento in negativo del mercato del lavoro a seguito della gravissima crisi sanitaria dell’ultimo anno.

Fabrizio Forti (Presidente dell’Associazione Centro Carni Roma) e Giancarlo Ministeri (Presidente della Cooperativa Servizi Annonari) hanno permesso di riflettere sull’importante funzione svolta dal Centro Carni nei confronti non solo degli operatori ma anche della cittadinanza come calmiere dei prezzi delle carni e come scuola di formazione professionale.

Giuseppina Giacinti, Dirigente Agronomo, ha portato un punto di vista più tecnico grazie al quale i partecipanti all’iniziativa, benché semplicemente collegati via internet, hanno potuto conoscere i dati e le dinamiche specifiche che nel corso del tempo hanno reso un’eccellenza il Centro carni.

Maurizio Falessi (Coordinamento Popolare Contro la Speculazione sul Centro Carni) proseguendo nella riflessione di coloro che lo hanno preceduto ha enfatizzato il problema dei lavatori che all’interno dell’impianto sono impiegati ed ha mostrato come fondamentale sia mantenere intatta la sua funzione industriale e produttiva.

Eugenio Patanè (Consigliere Regione Lazio – Membro della Commissione Agricoltura, Ambiente) ha evidenziato, infine, come la centralità del Centro Carni non riguardi solo il V Municipio ma interessi tutta la Regione Lazio. La non dimissione di questa struttura e il blocco di un processo di speculazione edilizia che negli ultimi anni era stato intrapreso può essere considerato il primo imprescindibile passo verso l’inversione di tendenza per la riqualificazione la valorizzazione della struttura.

Appassionata, empatica e accalorata la riflessione finale di Mauro Caliste che, come presidente di Impegno Civico, ha voluto presentare alcune considerazioni: una denuncia esplicita alle indecisioni politiche ed agli atti amministrativi che miravano solo al profitto immediato senza guardare al bene comune dei cittadini.

#protestaeproposta, il motto dell’associazione, ha trovato, nella seconda parte dell’intervento finale di Caliste anche alcune idee progettuali che potrebbero essere attuate.

Il Centro Carni non può essere trasformato (come proposto dall’attuale amministrazione capitolina) in un parcheggio per grandi autotrasporti che provenendo da tutta Europa, scaricherebbero fumi e prodotti e lascerebbero il posto a veicoli elettrici di piccole dimensioni diretti verso il centro cittadino.

Se come è stato detto nell’intervento precedente da Eugenio Patanè: “la politica deve traguardare al domani e non guardare a quello che può succedere oggi” allora il Centro Carni potrebbe, ad esempio, diventare un luogo d’eccellenza di preparazione di preparati a base di carne e così andare incontro alle esigenze che molte famiglie hanno e nelle aree completamente abbandonate all’interno della struttura si potrebbe così dare la possibilità a nuove tipologie di lavoratori di essere impiegati.


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