

Emma Bonino: momento critico per la democrazia. Il Pdl: "abbiamo difeso il diritto di voto". Casini: "Non polemizziamo con il Capo dello Stato"
Sabato 6 marzo 2010, il giorno dopo il decreto salva liste, il popolo viola e molti militanti del centro sinistra si ritrovano in piazza per gridare il no al decreto Berlusconi sulle elezioni regionali.
Alle 16.30 a Roma, Emma Bonino, candidata Pd per la Regione Lazio, su un podio improvvisato in piazza della Rotonda, definisce il decreto salva liste un “trucco vergognoso” e leggendo un discorso scritto spiega “Intendo misurare le parole perché è indubbio che oggi ci troviamo in un momento critico per la democrazia e per il nostro Paese”.
“Sono convinta che anche dall’altra parte non sono tutti contenti. Dobbiamo aiutare – prosegue la Bonino – anche le istituzioni a riprendere un po’ di coraggio e responsabilità. Il decreto arriva con il processo elettorale già avviato fornisce una prova di arroganza e annulla qualsiasi certezza delle regole" e la candidata Pd si chiede preoccupata: "Se poi a qualcuno conviene di questo passo se perderà le elezioni farà un decreto e vorrà reinterpretare anche i risultati elettorali”.
Il Pd ha annunciato per sabato 13 marzo una manifestazione, a cui aderisce anche l’Idv di Antonio Di Pietro, contro il decreto approvato dal governo. Ma già oggi le forze del centrosinistra manifestano a Roma (al Pantheon) e a Milano contro il decreto. nella capitale in piazza anche il "popolo viola", che dopo la manifestazionme in notturna davanti al Qurinale stamani aveva già organizzato un sit-in a Montecitorio. Slogan della protesta: «Il presidente Napolitano ci spieghi». Una manifestazione del "popolo viola" è prevista anche domenica alle 15 in piazza Navona per «denunciare l’incostituzionalità del decreto».
«Cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto», ha detto mons. Domenico Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici, ai microfoni della Radio Vaticana. «La democrazia – ha detto il vescovo – è una realtà fragile che ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da norme, da regole, altrimenti non riusciamo più a orientarci», se invece «dovesse essere diretta dall’arbitrio di qualcuno o se dovesse essere improvvisata ogni giorno mancherebbe la certezza del diritto, dei rapporti e delle prospettive».
Le parole di Mogavero sono state poi successivamente rettificate in una nota dal portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, Mons.Domenico Pompili. «Le questioni di procedura elettorale hanno natura squisitamente tecnico-giuridica ed hanno assunto nelle vicende degli ultimi giorni ricadute di tipo politico ed istituzionale», ha precisato il portavoce, spiegando che «considerata questa connotazione la Cei non ha espresso e non ritiene di dover esprimere valutazioni al riguardo».
Dal canto suo il Pdl afferma invece “abbiamo difeso il diritto di voto”.
«Anche questa volta gli elettori sono di fronte a una scelta di campo tra un governo e un Pdl che risolvono le emergenze e una sinistra che sa soloinsultare e criticare». Con queste parole il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è intervenuto oggi in collegamento telefonico a una manifestazione del Pdl campano a sostegno del candidato alla presidenza della Regione, Stefano Caldoro. «Questa sinistra sa dire solo dei no – ha proseguito il premier – mentre noi risolviamo le emergenze».
Casini ha poi ribadito che l’Udc «non scende in piazza per costume politico e istituzionale». «Non polemizziamo con il Capo dello Stato – ha concluso – ci inchiniamo come sempre al rispetto delle leggi anche quando ci sembra una pagina non bella della democrazia quella che si è disegnata».
Anche dal sito del Quirinale arrivano chiarimenti sul ‘decreto salva lista’. (vedi articolo).
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