«Che vigliacchi, ricominciamo»: il messaggio dopo l’incendio che ha distrutto dieci mezzi allo StockAuto sulla Prenestina

È il 15° atto intimidatorio da maggio nel quadrante orientale

Una duplice stangata firmata nell’oscurità con il fuoco e con il boato della polvere da sparo.

Una spedizione punitiva pianificata nei minimi dettagli che riporta l’ombra del racket e delle ritorsioni dolose sulle strade del quadrante est della Capitale.

Nel cuore della notte del 20 ottobre, l’autosalone StockAuto di via Prenestina e l’abitazione privata del suo titolare, Luciano, sono finiti nel mirino di un blitz combinato che ha lasciato dietro di sé una scia di cenere e terrore.

Sull’asse che va dalla via Prenestina fino alle viuzze di Castelverde si muovono gli investigatori della Polizia di Stato, chiamati a fare luce su una catena di avvertimenti che a Roma Est conta già quindici raid a suon di bombe e fiamme a partire dal maggio scorso.

La danza dei piromani nel piazzale: dieci veicoli inceneriti

A riprendere la prima fase del blitz sono stati gli occhi elettronici del sistema di sorveglianza della concessionaria, le cui registrazioni segnano esattamente le 2.45 del mattino:

I due incappucciati: Nel filmato si scorgono due figure con il volto completamente nascosto da pesanti cappucci che si muovono con disinvoltura tra le autovetture parcheggiate nell’esposizione, portando con sé capienti taniche d’alimentazione cariche di carburante.

L’innesco e il rogo: In una manciata di secondi la benzina viene sparsa sui cofani e innescata: un vampa di fuoco si solleva improvvisa inghiottendo il piazzale, mentre il commando si dilegua nell’oscurità.

Il bilancio del disastro: L’incendio ha letteralmente incenerito nove vetture e un furgone. I proprietari dell’autosalone hanno diffuso le immagini sui propri canali social accompagnate da un messaggio laconico: «Che vigliacchi, ricominciamo».

Bomba carta sul cancello dell’imprenditore

Nemmeno il tempo di far convergere le autobotti dei Vigili del Fuoco sulla Prenestina che la seconda fase dell’intimidazione ha fatto tremare le pareti delle abitazioni :

L’esplosione sotto casa: Un ordigno rudimentale ad alto potenziale è stato posizionato ed è esploso proprio a ridosso della recinzione e del cancello dell’abitazione privata di Luciano Incalza.

Attento esame delle immagini: Gli agenti della Polizia di Stato stanno incrociando i fotogrammi delle telecamere della concessionaria con le immagini dei varchi stradali della zona per accertare se a colpire sia stata la medesima coppia di piromani.

Escalation di violenza: L’attacco riaccende la psicosi tra gli esercenti locali. Con questo doppio raid salgono a 15 le azioni intimidatorie registrate in soli cinque mesi tra ordigni esplosivi e incendi dolosi ai danni di residenti e attività commerciali a Roma Est.

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