

Il presidente Andrea Catarci annuncia una manifestazione venerdì 14 gennaio presso la Regione Lazio per evitare la dismissione dell’ospedale Andrea Alesini
Il presidente Andrea Catarci lo aveva annunciato già da settimane, anche nell’intervista concessaci lo scorso ottobre: “Continueremo con le mobilitazioni, benché la Polverini continui ad ignorarle, perché siamo fermamente convinti che questo piano di riordino è decisamente sbagliato e inadeguato”.
Così il prossimo 14 gennaio, sotto la sede della Regione Lazio, si terrà un ulteriore presidio, indetto dal presidente dell’XI Municipio, dove parteciperanno cittadini e personale medico in generale.
La manifestazione nascerà come Consiglio Municipale Straordinario “per portare lo sfratto sociale alla Presidente Polverini”, come afferma Catarci.
Una situazione, quella dell’XI Municipio, che con la dismissione del pronto soccorso vivrà irreparabilmente a rischio collasso, visti gli importanti numeri di cui dispone (il Municipio conta circa 140 mila residenti e il pronto soccorso ha una media annua di circa 33 mila accessi, contro una media regionale di circa 25 mila). Ancor di più se nelle prossime settimane, se, come annunciato dallo stesso presidente, il Cto Andrea Alesini perderà anche il reparto di unità spinale, concedendolo al Policlinico Umberto I.
“Senza un’analisi dei bisogni, un confronto con l’ente locale ed un minimo potenziamento dei servizi territoriali della ASL RMC, che potesse almeno attenuare la già disperata situazione in presidi sanitari e l’allarmante contrazione delle risorse sanitarie pubbliche dedicate”, specifica il Delegato alla Sanità del Municipio Roma XI, Antonio Bertolini, “la Giunta di destra disattiva una risorsa insostituibile come il Pronto Soccorso del CTO e nel contempo nega ad un territorio con una popolazione di circa 140.000 abitanti, specie anziana e nel culmine stagionale delle patologie da raffreddamento, la possibilità di essere curata in una Breve Osservazione”.
In conclusione Catarci sottolinea come “la demolizione del CTO, senza potenziare il S. Eugenio né i servizi territoriali, avvantaggerà unicamente l’Opus Dei proprietaria del Campus biomedico di Trigoria”.
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