

Inaugurati nel 1937 da Benito Mussolini gli studios rimangono un pezzo di storia del nostro paese
Lunedì 28 aprile in occasione del 77° della nascita degli studi cinematografici di via Tuscolana, il popolare motore di ricerca ha sostituito alla classica scritta dell’homepage un disegno composto da diversi set stilizzati dei film più importanti girati negli studios.
Curiosa però la scelta di Google di far apparire il doodle prima sulla versione inglese del sito per poi accorgersi di aver dimenticato l’Italia. Chissà se sia stata una punizione al nostro paese per come stiamo trattando in quest’ultimo periodo un pezzo importante della storia italiana (e mondiale).
Cinecittà venne inaugurata nel 1937 da Benito Mussolini che lanciò lo slogan “Il cinema è l’arma più forte”. Sin dalla nascita ha rappresentato un polo di tutto rispetto per le produzioni cinematografiche e televisive; conquistando in poco tempo il cuore degli americani che negli anni ’50 e ’60 girarono negli studios le loro più importanti pellicole.
Dopo la triste parentesi durante la seconda guerra mondiale che vide il sito trasformarsi prima in un campo di concentramento utilizzato dai nazisti per i civili rastrellati nei dintorni di Roma e poi dopo la liberazione in un campo per oltre 3.000 sfollati, inizia il vero splendore per Cinecittà che diventa location di film colossal come Quo vadis (1951) e Ben Hur (1959). Tanto da conquistare il titolo di “Hollywood sul Tevere”.
Adorati da Federico Fellini che qui decise di girare nel 1960 “La dolce vita”, gli studi cinematografici di Cinecittà contano oltre 3 mila produzioni: tra cui 90 hanno ricevuto la candidatura agli Oscar e ben 47 se lo sono aggiudicato.
Gli ultimi registi ad usare gli studios sono stati Martin Scorsese per “Gangs of New York” e Mel Gibson per “The Passion”.
Al momento è ancora incerto il futuro di questa grande risorsa della Capitale, come dichiarato di recente dall’attore romano Carlo Verdone: “Cinecittà non deve scomparire”.
Lunga vita agli Studios con la speranza che il sogno possa continuare.
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