

Denunciano promesse non mantenute da parte del sindaco Alemanno e la loro nuova ghettizzazione
Questa mattina, mercoledì 26 gennaio, dalle ore 10, davanti all’entrata dell’ex Campo Nomadi Casilino 900, si è tenuta all’aperto una conferenza stampa da parte del Comitato Ex Casilino 900.
La data scelta non è casuale, infatti, questo campo storico venne sgomberato proprio un anno fa, su impulso della Giunta Alemanno e la notizia fu rilanciata da tutti i giornali, le televisioni e i media.
Una parte degli abitanti rom dell’ex campo ha voluto denunciare l’inganno del sindaco Alemanno: “ha vinto le elezioni su questa vicenda, parlando di un dialogo nuovo tra amministrazione comunale e rom”. Sul loro comunicato si legge: “Siamo stati ingannati. Ci è stato detto che se avessimo collaborato allo sgombero saremo stati collocati, solo provvisoriamente, per 4 mesi, in campi attrezzati, in attesa di una nuova sistemazione definitiva. Ci è stata promessa la vicinanza morale e materiale dell’Amministrazione comunale. Niente di questo è avvenuto!”.
Un anno dopo la chiusura, gli ex abitanti del Casilino 900 sono stati semplicemente mandati in altri campi già esistenti che sono quelli di via Salone, Camping River, Candoni e Gordiani, creando situazioni di affollamento e di nuovi disagi. I 245 bambini rom sgomberati sono stati i primi a soffrire per queste scelte politiche, è aumentata la dispersione scolastica e sono stati ulteriormente ghettizzati.
Come le precedenti giunte comunali di centro-sinistra, anche quella di centro-destra non sembra essersi rivelata all’altezza di questa tematica. Manca ancora una soluzione che risponda agli interessi di tutti i cittadini come invece è accaduto in altri paesi, come ad esempio in Francia o in Germania dove il numero di rom è di gran lunga maggiore rispetto all’Italia, ma per arrivare a questo non si potrà prescindere dall’aiuto del governo nazionale, che però non si è mai mostrato all’altezza.
Per questo, nella parte conclusiva del comunicato c’è scritto: “Oggi noi rom, vogliamo alzare la testa e costituiamo per questo il Comitato ex Casilino 900, composto dai rom che prima abitavano l’insediamento e che oggi si sentono traditi dalle promesse dell’Amministrazione, non rappresentati da chi dovrebbe dare loro voce, profondamente indignati per i luoghi ghettizzanti in cui siamo stati collocati.” E continua: “Il Comitato, che si compone di soli rom, intende da oggi stabilire un contatto diretto, e non filtrato, con gli agenti attuatori del Piano Nomadi e con l’Amministrazione Comunale al fine di individuare nuove e reali politiche abitative volte al superamento immediato della dimensione escludente e discriminatoria dei campi-nomadi sancita la Piano Nomadi del Comune di Roma”.
Sull’iniziativa del Comitato ex Casilino 900 è intervenuto Najo Adzodovic, delegato del Sindaco di Roma ai rapporti con i rom, per il quale la chiusura del campo è avvenuta in completa sintonia e collaborazione con gli abitanti. Secondo Adzodovic: "oggi grazie alla politica innovativa dell’amministrazione capitolina la nostra comunità vive in condizioni migliori."
Per presentare proposte concrete e per risolvere la situazione, i prossimi appuntamenti dei rom dell’ex Campo Casilino 900 saranno una conferenza stampa il 15 febbraio alle ore 11 presso la sala Auditorium Unicef – via Palestro 68 seguita alle ore 16 dall’iniziativa “Report Casilino 900: Parole e immagini di una diaspora senza diritti” a cura dell’Associazione 21 Luglio. Ed anche questa volta la scelta della data non è casuale perché il 15 febbraio di un anno fa veniva chiuso il cancello dell’ex Campo Casilino 900.
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