Continua la polemica tra Catarci e la giunta del comune di Roma

di Mauro Carbonaro - 21 Agosto 2009

Sembra non avere fine la polemica tra la il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci, e la giunta del Comune di Roma.

Dall’elezione dello scorso anno del sindaco Alemanno, molteplici i punti di attrito sulla gestione o sulla assenza di comunicazione tra le parti: sui grandi temi, come l’ex Fiera di Roma ed il mercato Garbatella, sull’urbanistica, come per la realizzazione del quartiere I-60, od anche sulla “questione Ostiense”.

Nei giorni a ridosso del ferragosto, l’assessore alle Risorse umane di Roma, Enrico Cavallari, ha duramente risposto alla richiesta di maggiori risorse, economiche ed umane, avanzata dal Municipio XI, a fronte di un maggiore onere di lavoro, derivante dall’attribuzione di raccolta delle domande per l’esenzione dei giovani dal trasporto pubblico.

Incredulità e stupore da parte del presidente del Catarci, il quale ha subito risposto sottolineando alcuni punti chiave: “l’Assessore Cavallari, preso non si sa bene da quale violento raptus brunettiano, ha risposto seccato che il Municipio ha ben 187 dipendenti e che voleva vederci chiaro sui carichi di lavoro, richiedendo il nominativo di ogni dipendente, con accanto le mansioni e i turni svolti negli ultimi tre mesi. Peccato che proprio l’Assessore deputato alla gestione delle risorse umane non sappia che il Municipio XI è stato riconosciuto dalla Ragioneria Generale come struttura di eccellenza del Comune di Roma, per il rapporto tra carichi di lavoro, numero della popolazione di riferimento e numero dei dipendenti. Il nostro personale, uno di quelli meno numerosi nei Municipi, riesce a garantire al meglio l’erogazione dei servizi, nonostante le carenze di organico si facciano sempre più pesanti anno dopo anno. In questa situazione e ovvio e tutto legittimo chiedere che a maggiori carichi di lavoro corrispondessero maggiori gratificazioni o che si procedesse ad un incremento del personale. Invece no, il dipendente pubblico è diventato quel bersaglio da colpire a prescindere, il capro espiatorio su cui scaricare tutte le colpe, in gran parte attribuibili ad amministratori incapaci ed incompetenti.”

Una risposta che lascia poco spazio all’immaginazione, con lo stesso presidente che in chiusura ha lamentato come "non si possa rimanere esterrefatti davanti ai toni, tra il grottesco e dittatoriale, usati da un Assessore nei confronti del Presidente di un Municipio eletto direttamente dai cittadini. Speriamo che dopo il caldo di quest’estate la Giunta Alemanno torni dalle vacanze mentalmente più aperta e fresca".


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