Continua la protesta dei Presidenti di Municipio di centro-sinistra

I mini-sindaci hanno presentato una proposta alternativa al taglio dei fondi ai Consigli municipali deciso dal Governo Berlusconi

Non si smorza la protesta degli undici Presidenti dei Municipi romani di centro-sinistra. Forti di una coesione data da due anni di proteste congiunte contro la Giunta Alemanno, rea, a detta degli stessi, di tagli eccessivi ed ingiustificati verso i Municipi che amministrano, gli undici mini-sindaci hanno indetto, giovedì 17 giugno, una conferenza stampa per presentare un documento congiunto che si propone quale alternativa concreta al recente Decreto Legge del Governo Berlusconi in materia di riduzione dei costi degli apparati politici ed amministrativi.

Con il Decreto Legge nº 78 del 31 maggio 2010 il Governo nazionale ha sancito, per almeno tre anni, la cancellazione dei rimborsi spese dei Consiglieri municipali e ridotto le indennità dei Consiglieri comunali e provinciali. Una manovra, recita il documento presentato dai mini-sindaci nella sede del Municipio XVII, che “con la scusa di abbattere i costi della politica, de facto abbatte la funzionalità e le potenzialità degli enti di prossimità quali i Municipi”.

I Presidenti contestano, in primis, l’entità della somma che tali misure porteranno nelle casse dello Stato: 400 milioni di euro circa. Una cifra che, a detta dei mini-sindaci, coadiuverebbe “lo sforzo del paese in maniera estremamente limitata” mettendo però in ginocchio le amministrazioni pubbliche. Molto più proficuo, recita il documento proposto, istituire “un Fondo di solidarietà alimentato dal 50% degli stipendi, dei bonus, dei benefit, dei contributi e dei sussidi di un anno di tutti gli Amministratori pubblici, dai Parlamentari Nazionali ed Europei ai Municipi e alle Circoscrizioni”. In questo modo, in soli dodici mesi, si fronteggerebbe la congiuntura economica negativa con una cifra non inferiore ad alcuni miliardi di euro.

Ma le polemiche non si esauriscono nella contestazione delle cifre. Se Fabio Bellini, Presidente del XVI Municipio, sottolinea come la proposta avanzata dai mini-sindaci sia “lontana dalla demagogia dell’antipolitica e rappresenti una proposta politica per eccellenza”, Susi Fantino, Presidente del IX Municipio, si scaglia contro il Decreto Legge del Governo che “interviene sui Municipi sottraendo ad essi quelle poche competenze chiare e definite. Ciò si aggiunge”, chiosa la Fantino, “ai tagli imposti dal Sindaco che sta negando soldi già promessi, o reperiti dal Municipio attraverso bandi indetti dalla Regione, e destinati alla costruzione di un asilo nido, alla ristrutturazione di un teatro e al recupero di aree verdi”.

Ancor più duro Giammarco Palmieri, Presidente del VI Municipio, che considera il Decreto Legge “un attacco politico che è anche un attacco alla democrazia perché impedisce a chi è stato regolarmente eletto di svolgere il proprio lavoro. Al cittadino è così negata la possibilità di capire se siamo bravi amministratori o meno. Ma la cosa peggiore”, conclude Palmieri, “è che la destrutturazione delle strutture democratiche di prossimità come i Municipi ricorda tanto il programma della P2”.

In conclusione Antonella De Giusti, Presidente del XVII Municipio, dopo aver ribadito che quella sostenuta dai mini-sindaci di centro-sinistra è una “lotta per la sopravvivenza democratica” ha annunciato che la prima adesione al programma arriva dal Municipio 8º Medio Levante di Genova. Un Municipio di centro-destra.

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