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Conto alla rovescia per il nuovo Piano Regolatore di Roma

Grandi manovre alla Regione Lazio: presentato il progetto per il decentramento amministrativo con delega urbanistica

Nella foto l’Assessore Regionale Massimo Pompili

Un nuovo documento è al centro del dibattito alla Regione Lazio e riguarda il futuro urbanistico della Capitale e dei comuni della Provincia. Si tratta della proposta di legge speciale regionale – presentata il 16 novembre – sul decentramento amministrativo e le deleghe urbanistiche. Il progetto prevede lo snellimento delle procedure e l’accelerazione dei tempi per il varo dei piani urbanistici. Si va dai 150 giorni per l’approvazione del Prg di Roma, ai 210 per i piani regolatori dei Comuni e dei piani territoriali provinciali. L’ultima parola sui piani spetterà comunque agli enti locali: Comuni e Province. Tutte modifiche atte a concretizzare il principio costituzionale di sussidiarietà e di collaborazione fra enti locali.

L’assessore all’Urbanistica e vice presidente della Giunta regionale, Massimo Pompili, ha dichiarato: "Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio rivoluzionario decentramento di poteri. Questa proposta dimostra che la Regione, pur rimanendo ente centrale, può esercitare la funzione di controllo con modalità diverse dal passato e per questo mi aspetto che sia accolta con soddisfazione da Comuni e Province".

Immediata l’accoglienza favorevole al progetto da parte del Campidoglio. “Si tratta di una legge importante per Roma e per il Lazio perché dà certezze sui tempi di realizzazione delle opere pubbliche sia ai cittadini sia agli imprenditori". Così l’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Roberto Morassut.

Positivo il commento del presidente dei costruttori di Roma, Silvano Susi: "La proposta di legge regionale va nella giusta direzione perché l’approvazione in tempi certi degli strumenti urbanistici è un requisito fondamentale per garantire investimenti imprenditoriali sul territorio".

Ma già fioccano le prime polemiche. Luciano Ciocchetti, capogruppo dell’Udc in Regione, afferma: "Il presidente Marrazzo non tiene conto delle 11.500 osservazioni presentate al piano e che sono ancora nel cassetto del sindaco". Secondo l’esponente dell’Udc con la nuova legge "si approva il Prg in deroga a tutti i vincoli archeologici e ambientali".

Malumori si registrano anche nella maggioranza: "È inaccettabile – sostengono i consiglieri di Rifondazione Comunista, Ivano Peduzzi e Anna Pizzo – che la legge faccia della perequazione e della compensazione urbanistica, i metodi della pianificazione comunale". Secondo i due consiglieri "questa è la strada che porta alla fine degli strumenti urbanistici sostituiti dagli accordi tra le parti".

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