

Proseguono proteste e occupazioni per il D.L. Gelmini
Entro il 23 ottobre 2008 il Governo vuole terminare l’iter del DL 137 (Gelmini) e approvare i provvedimenti legislativi che, con un netto taglio di fondi, metteranno in ginocchio il sistema d’istruzione pubblico nazionale.
Proteste, manifestazioni e occupazioni continuano a tenere le scuole e le università in agitazione.
Cgil Cisl Uil Lazio hanno organizzato presidio e fiaccolata giovedì 23 ottobre 2008 dalle 17,00 alle 20,00 davanti al Senato a corso Rinascimento: “Fermiamo il piano programmatico di attuazione art. 64 l. 133/08 e il decreto legge 137 (D.L. Gelmini).
“Giovedì 23 ottobre 2008 nell’anniversario delle grandi manifestazioni studentesche di Budapest del 1956, – si legge in un comunicato appena giunto in redazione – i militanti di Lotta Studentesca hanno occupato il liceo scientifico Malpighi di Roma per protestare contro il D.L. Gelmini.” E’ l’ennesima scuola romana che occupa la struttura scolastica come forma di protesta.
Mercoledì 22 ottobre 2008 alle 15 sulla scalinata della facoltà di Lettere dell’Università “La Sapienza” (nelle foto) si è tenuta ancora un’altra assemblea per ribadire la ferma intenzione di mantenere il blocco della didattica e l’occupazione di numerose sedi universitarie. Durante l’assemblea gli studenti hanno esultato per l’aumento delle sedi occupate: dopo Lettere, anche Filosofia, Chimica, Scienze Politiche e molte altre facoltà de “La Sapienza”, anche molte sedi dell’Università Roma Tre (vedi il nostro articolo) sono state occupate.
“Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio nelle quali si minaccia l’intervento delle forze dell’ordine nelle facoltà occupate, sono vergognose – afferma Peppe Mariani, presidente della Commissione regionale lavoro politiche sociali e giovanili e consigliere regionale dei Verdi – di fronte a una mobilitazione così estesa e radicata che dichiara la propria indisponibilità ad accettare gli ennesimi tagli alle università e al diritto allo studio, rispondere con lo spauracchio della pura e semplice repressione è un atto intimidatorio inaccettabile”.
Ecco le ragioni della protesta universitaria: "il nuovo governo, approfittando dell’estate, il 25 giugno 2008 ha approvato con un voto di fiducia un decreto (poi convertita il 6 agosto in Legge, la n. 133, per altro riguardante il sistema economico, e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 – Suppl. Ordinario n. 196 N.d.r.) che modifica profondamente la struttura dell’università – si legge sul comunicato redatto da Studenti di Sinistra – ci sarà un taglio di 500 milioni di euro in 3 anni alle università e poi oltre 400 milioni ogni anno (Art. 66 comma 13). Per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura. Ci saranno anche notevoli limitazioni alle nuove assunzioni (20% dei posti liberati per i primi 3 anni) (Art. 66).Con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno (Art. 16). Perche’ dovrebbero diventare fondazioni private? Per riuscire a finanziarsi aumentando le tasse agli studenti che non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l’anno, sul modello delle università americane. Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche (forse le sole a poterselo permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi. Ma soprattutto sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!
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