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“Cose di casa” conclude la stagione al Teatro Manzoni

Rodolfo Laganà e Paola Tiziana Cruciani sono i protagonisti di una gradevole commedia ambientata negli anni settanta

Si conclude la stagione teatrale al Teatro Manzoni di via Monte Zebio, vicino piazza Mazzini, con la commedia “Cose di casa”. Scritta dalla stessa protagonista femminile, Paola Tiziana Cruciani, la rappresentazione scenica ripercorre i fermenti e gli stati d’animo degli anni Settanta. Erano i tempi della contestazione giovanile, dei figli dei fiori, degli spinelli, della voglia di libertà e della rivoluzione sessuale. E il contesto scelto dall’autrice non poteva essere più azzeccato.

Fulcro della narrazione è la portineria di un condominio romano dove Gino Pascucci, al secolo Renato Merlino, portiere dello stabile, vive con i suoi due figli: Marco (Rodolfo Laganà), fannullone, sfrontato e perennemente disoccupato e Franca, interpretata dalla Cruciani, ancora zitella, ma innamorata dell’amore e proiettata sulla via dell’emancipazione femminile.

Un tuffo in un passato, che non è poi tanto lontano, riesumato dall’oblìo anche dalle canzoni di quegli anni inquieti ma pieni di speranze come, per esempio: Per un pugno di sabbia, dei Nomadi; Io per lui, di Patty Pravo; Ma che freddo fa, di Nada; Ciao ragazzi ciao, di Adriano Cementano; Jeshael, dei Delirium e La spada nel cuore, cantata dalla coppia Patty Pravo e Little Tony proprio nel 1970, al festival di San Remo.

Ed era un passato dai forti contrasti, ben evidenziati dall’autrice che contrappone: da una parte la sottomessa e arrendevole Franca, Cenerentola di casa Pascucci, tutta dedita al padre e al fratello, ad una emancipata Marina, sua amica, interpretata dalla simpatica Antonella Laganà, vera cultrice dell’amore libero; e dall’altra parte Marco, uno sfaticato, il classico pigro personaggio romano di quegli anni, e Raffaele, un bravo e volenteroso emigrante calabrese, anche lui un classico per quel tempo.

Questi due contrasti rappresentano due linee di confine, due passaggi epocali, due cambiamenti avvenuti proprio in quegli anni: la condizione femminile che cambiava radicalmente e che vedeva la trasformazione della donna da regina del focolare domestico, ma schiava della casa, ad individuo ormai cosciente della propria persona e deciso a conquistarsi sia la libertà che un posto di rilievo nella società; il lavoro che cambiava, con il moderno che avanzava (il citofono al posto dei portieri) e una nuova lena, un rinnovato vigore portato dagli emigranti del sud Italia.

I panni di Raffaele, emigrante dalla Calabria, sono stati vestiti in maniera esemplare da Pasquale Anselmo, calabrese anche lui (di Cosenza), bravo attore e ottimo doppiatore di diverse star cinematografiche. Ha dato la voce a Nicolas Cage in pellicole come TheRock e Face/off: due facce di un assassino.

Tutto sommato una commedia leggera e per niente volgare: l’unica battuta piccante è stata della femminista Marina che evocava solo pace e amore, in inglese “peace and love” (leggi pisenlò). Di conseguenza è gradevole e godibile. La regia è stata curata da Rodolfo Laganà; i costumi sono di Lucia Mariani.

Dopo la prima di martedì 15 maggio, Cose di casa andrà avanti fino a domenica 10 giugno, con questi orari: martedì-venerdì ore 21; sabato ore 17 e 21; domenica ore 17,30. Biglietti: intero 23 euro, ridotto 20 euro.

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