

Pasquetta al Parco degli Acquedotti. E dopo 48 ore i cani randagi rovistano tra le buste di immondizia
Il lunedì dell’Angelo, è il giorno dopo Pasqua detta anche Pasquetta, in questo giorno si ricorda l’incontro dell’angelo con le donne accorse al sepolcro. Ma è tradizionalmente il giorno dedicato alle scampagnate, quelle che a Roma, nel gergo popolare è la gita "fori porta". Normalmente ci si riunisce tra parenti ed amici, dove ognuno porta qualcosa da mangiare, si prepara carne e salcicce alla brace, innaffiate da un generoso vino dei Castelli. Il tempo passa in allegria tra partite a briscola e scopone, la partitella a pallone, le sfide a bocce, la "passatella" tra i nostalgici trasteverini.
Tutto questo ieri nel Parco degli Acquedotti, dove si è radunata talmente tanta gente, che non si riusciva a vederne la fine. La giornata è trascorsa in allegria, agevolata da un sole tiepido e rassicurante, arrivato il tramonto la "fiumana" di gente, raccolte le proprie cose ha cominciato a defluire fuori dal Parco.
Intorno alle 20.00 il Parco è tornato nel silenzio dei suoi viali, il sole ormai al tramonto conferisce un aspetto misterioso e affascinante all’acquedotto romano, con i suoi archi a far da sentinella.
Ora inizia, purtroppo, la nota dolente, perché come si suol dire, "il lupo perde il pelo ma non il vizio", quelli che, sempre a Roma, negli anni cinquanta-sessanta, venivano scherzosamente chiamati i "fagottari", per l’abitudine, simpatica, di portare tutto il pranzo pronto, ieri 9 aprile, nel giorno di Pasquetta, hanno lasciato il Parco simile ad un campo di battaglia. Girando per il Parco, oggi 10 aprile, il sottoscritto si è vergognato di appartenere alla categoria dei "fagottari", dove negli anni sessanta fare una scampagnata "fori porta" era un evento, ma che alla fine della giornata tutto quello che era rimasto del pranzo tornava a casa con noi, "monnezza" compresa.
Gli anni passano e sarebbe molto bello mantenere le tradizioni e le piccole cose che, come "annà fori porta" può ancora dare un briciolo di serenità, basterebbe solo un po’ di educazione e civiltà da parte di noi tutti.
Purtroppo devo aggiungere che 48 ore dopo la situazione è identica perché l’Ama o il Servizio Giardini ancora non sono passati a ripulire l’area del Parco che intanto è dominio di cani randagi che cercano cibo nelle buste d’immondizia.
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