

Miseria, abbandono, randagismo, degrado, esibizionismo, sentimenti, natura, ecc...
Vasile e Luciano; cani abbandonati e cocorito; viale; prove d’estate.
Il Parco degli Acquedotti, polmone verde di un area immensa, con la sua millenaria storia per molti è "il parco pubblico", dove poter fare jogging, rilassanti passeggiate, portare gli amici a quattro zampe, e quant’altro. E’ poi nota a molti la situazione che riguarda la diffusa microcriminalità e l’annosa e irrisolta diatriba dell’abusivismo nel territorio del Parco (vedi articolo del 21/02/07, "Il Parco degli Acquedotti regno di sbandati e abusivi" ndr.), ma pochissimi forse sanno che il Parco è anche lo scenario di storie di vita quotidiana che la così detta gente per bene ignora, non per distrazione, ma per menefreghismo borghese.
Come la storia di Luciano, (foto Vasile e Luciano), 80 anni, profondo conoscitore del Parco, amante degli animali, la sua setterina Gea lo ha accompagnato per quindici anni in lunghissime passeggiate, fino a quando stanca una mattina si è seduta nell’erba per non rialzarsi più; da quel giorno Luciano, solo, la sua famiglia è se stesso, tutte le mattine arriva, si siede dove la sua Gea si è accasciata, per il riposo eterno, come lui ama dire, e inizia un dialogo sommesso, con l’unica che sapeva pazientemente ascoltarlo e confortarne la solitudine.
Vasile, (foto Vasile e Luciano), rumeno di età non definibile, da mesi bivacca nel Parco vivendo di stenti, la notte si rifugia in un anfratto a ridosso della ferrovia, mentre il giorno racimolati pochi spiccioli, vaga senza meta, birre tra le mani, nei viali del Parco dove, ubriaco e nell’indifferenza totale, il più delle volte sbandando pericolosamente cade e si addormenta nella speranza di poter avere di nuovo pochi centesimi, un’altra birra, una nuova sbronza, e continuare a "sopravvivere".
Spesso ci capita di leggere, specialmente all’avvicinarsi della stagione estiva cose del tipo: "non li abbandonate, loro vi amano incondizionatamente", stiamo parlando del nostro cane, il migliore amico "dell’uomo", (vedi foto: cani abbandonati e cocorito), e questo è vero, fino a quando però non diventa scomodo e l’alternativa è lasciarlo e scaricarlo il più lontano possibile con le conseguenze che ben sappiamo, incidenti stradali, e cosa ben più grave, la vivisezione, e i famigerati combattimenti clandestini.
Fortunatamente non sempre questo accade, scoprendo giorno per giorno i segreti del Parco, troviamo anche chi l’amore per il cane lo dimostra per tutta la vita, fino al giorno in cui l’amico fedele viene a mancare e gli si dedica un luogo (vedi foto: ultima passeggiata) dove poter riposare un’ultima volta dopo tante passeggiate e corse senza mai chiedere e pretendere nulla.
Come già segnalato molte volte l’incuria impera nei viali e stradine del Parco, quella che vogliamo segnalare in questa occasione è il viale (vedi foto: viale), che va dal laghetto "prosciugato" al circolo sportivo "Appio Claudio", viale che viene normalmente usato come passaggio pedonale, per arrivare sulla via Appia Nuova, ma anche come transito dell’Archeobus (che giornalmente trasporta turisti in visita al Parco), che è ormai impraticabile essendo diventato una fossa fangosa e di difficile percorribilità con acqua perennemente stagnante e putrida.
Fortunatamente non tutto è negativo, il Parco regala a volte anche quadretti simpatici anche se curiosi. Ci stiamo avvicinando alla stagione calda e non è raro incontrare chi indifferente agli sguardi curiosi si esibisce (vedi foto: prove d’estate), costume da mare incluso, nelle prime prove d’estate.
Come ultima considerazione, e questa fa onore al nostro Parco, è il suo stato di salute, in barba a chi sta tentando di degradarlo, e dequalificarlo. Da alcuni mesi possiamo vantare una fauna insolita ma piacevole a vedersi, una nutrita colonia di pappagalli della famiglia "cocorito" (vedi foto: cani abbandonati e cocorito), di taglia media, piuttosto rumorosi ma gradevoli, mentre a stormi volano tra gli alberi destando la curiosità di grandi e piccini.
Tra tante tristezze, miserie, ed incurie, godiamoci quello che di bello il nostro Parco degli Acquedotti ci sa dare nella sua naturale funzione di testimone della nostra antica storia.
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